Luigi Mangione, procuratrice Usa chiede la pena di morte per l’omicidio del manager Brian Thompson

Il 26enne è accusato di aver ucciso il ceo della United Healthcare, con l’aggravante di terrorismo: addosso gli fu trovato un documento che condannava l’arricchimento delle compagnie a spese degli assicurati. Secondo le nuove direttive rischia la pena di morte federale

Apr 1, 2025 - 22:38
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Luigi Mangione, procuratrice Usa chiede la pena di morte per l’omicidio del manager Brian Thompson

Roma, 1 aprile 2025 – La procuratrice generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, ha ordinato ai procuratori federali di chiedere la pena di morte per il 26enne italo-americano di Baltimora Luigi Mangione se verrà riconosciuto colpevole dell'omicidio dell'amministratore della compagnia assicurativa United Healthcare, Brian Thompson, avvenuto il 4 dicembre scorso fuori da un hotel Hilton, nel centro di Manhattan, mentre la vittima si dirigeva a una conferenza con gli investitori.

"L'omicidio di Brian Thompson, un uomo innocente e padre di due bambini piccoli, da parte di Mangione, è stato un assassinio premeditato e a sangue freddo che ha sconvolto l'America", ha affermato Bondi in una dichiarazione. La richiesta di Bondi per Mangione è in linea con la direttiva fatta circolare dalla ministra della giustizia il suo primo giorno di incarico. Nelle linee ha infatti indicato il ripristino della pena di morte e la revoca della moratoria federale sulla pena, ordinata dall'amministrazione Biden nel 2021. La prima amministrazione Trump aveva riattivato la pena di morte federale dopo una pausa di 17 anni e negli ultimi mesi del suo mandato era avvenuta l'esecuzione di 13 detenuti.

"Dopo un'attenta riflessione, ho ordinato ai procuratori federali di chiedere la pena di morte in questo caso mentre portiamo avanti il "programma del presidente (Donald) Trump per fermare i crimini violenti e rendere di nuovo sicura l'America", ha aggiunto. Una delle accuse federali contro Mangione, l'omicidio mediante arma da fuoco, lo rende passibile della pena di morte se condannato. Mangione è stato arrestato ad Altoona, in Pennsylvania, cinque giorni dopo l'omicidio ed estradato dalla Pennsylvania allo Stato di New York lo scorso 19 dicembre. Mangione, che si è dichiarato non colpevole delle accuse mosse dallo Stato, non ha ancora patteggiato le accuse federali. Dovrebbe tornare in tribunale federale il prossimo 18 aprile. 

Mangione è accusato di omicidio con l'aggravante del terrorismo, un reato federale che porta anche alla pena capitale, nonostante nello Stato di New York sia stata abolita nel 2004. Nel "manifesto" di due pagine e mezza che gli fu trovato addosso al momento dell'arresto, si cita la UnitedHealthcare per nome, con annotazioni sulle dimensioni della compagnia e su quanto denaro incassasse e si criticano apertamente le compagnie assicurative sanitarie per aver fatto profitti sulla salute delle persone. Secondo gli investigatori, Mangione potrebbe aver preso di mira il dirigente del colosso delle assicurazioni sanitarie per come era stato trattato un proprio familiare che si era ammalato.
Mangione resta in carcere e continua intanto a raccogliere fan e fondi: una campagna di fundraising per sostenere le spese degli avvocati ha superato i 500 mila dollari, a metà strada dall'obiettivo totale di un milione di dollari.