La voce di Mattarella contro i dazi di Trump | L’analisi di Giorgio Barba Navaretti
Su La Stampa, Giorgio Barba Navaretti elogia il presidente Mattarella, che ha stigmatizzato i dazi di Trump. “I mercati aperti corrispondono alla pace e ai nostri interessi vitali di esportazione”. Ma la miopia trumpiana, purtroppo, sembra poco avvezza ai buoni consigli. Come ricordato dall’economista Richard Baldwin, pare predomini un comportamento da cane pazzo. Ossia un […] L'articolo La voce di Mattarella contro i dazi di Trump | L’analisi di Giorgio Barba Navaretti proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

Su La Stampa, Giorgio Barba Navaretti elogia il presidente Mattarella, che ha stigmatizzato i dazi di Trump.
“I mercati aperti corrispondono alla pace e ai nostri interessi vitali di esportazione”.
Ma la miopia trumpiana, purtroppo, sembra poco avvezza ai buoni consigli.
Come ricordato dall’economista Richard Baldwin, pare predomini un comportamento da cane pazzo. Ossia un cane che comunque vuole mordere, senza avere alcuna ragione per farlo. Se ti vede dall’altra parte della strada ti vuole azzannare ed è inutile provare a capire perché lo faccia.
Se in mezzo alla strada corre il traffico, il cane rischia di farsi male. Ma non avverte il pericolo, finché non si farà male davvero. Solo la presa di coscienza che il pericolo è davvero reale potrà farlo rinsavire.
In una partita in cui i principi delle regole e del bene comune sono messi in brutale discussione, rivedere in modo strategico i propri punti di forza e debolezza diventa allora cruciale. Giusto dunque ricordare che “l’Unione Europea ha forza e autorevolezza per contrastare una scelta immotivata”.
Intanto mantenendo unità d’azione ed evitando fughe in avanti nazionaliste. E certo, reagendo con calma, evitando una miope escalation di botta e risposta, ma ricordandosi che punti di forza l’Europa ne ha davvero molti. Vediamone qualcuno.
La dimensione del nostro mercato, che certo interessa a molte imprese USA. Poi il nostro grande surplus commerciale, soprattutto nei beni più soggetti ai dazi, i manufatti. L’America ci accusa e noi ci sentiamo in colpa.
Ma il nostro surplus non deriva da una distorsione sleale dei mercati, bensì dall’effettiva competitività del nostro export. Così come gli americani esportano servizi high tech in abbondanza perché noi non ne abbiamo di equivalenti.
Insomma, se noi verso l’America esportiamo più di quanto importiamo è perché i nostri prodotti interessano moltissimo oltre oceano.
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