Fonti rinnovabili e calore di scarto per le reti termiche

Teleriscaldamento e teleraffrescamento (DHC, District Heating and Cooling) possono e devono contribuire in modo non trascurabile al raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica europea e di un’economia a zero emissioni, sostituendo il consumo di combustibili fossili con un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili e di calore di scarto. Ciò si traduce, di conseguenza, in sistemi […] The post Fonti rinnovabili e calore di scarto per le reti termiche first appeared on QualEnergia.it.

Feb 13, 2025 - 11:05
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Fonti rinnovabili e calore di scarto per le reti termiche

Teleriscaldamento e teleraffrescamento (DHC, District Heating and Cooling) possono e devono contribuire in modo non trascurabile al raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica europea e di un’economia a zero emissioni, sostituendo il consumo di combustibili fossili con un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili e di calore di scarto.

Ciò si traduce, di conseguenza, in sistemi di riscaldamento più resilienti e rispettosi dell’ambiente, in linea anche con i requisiti di teleriscaldamento efficiente introdotti nella Direttiva Europea sull’efficienza energetica (EED, Energy Efficiency Directive) e, più in particolare, nell’articolo 26.

Puntare su rinnovabili e calore di scarto

Diversi sono i progetti finanziati dalla Commissione Europea che cercano di sostenere aziende del settore, enti locali e altri portatori di interesse nel raggiungimento degli obiettivi di efficienza.

Tra questi, è opportuno segnalare il progetto HeatMineDH che affronta la necessità di una maggiore sostenibilità e resilienza nel settore del DHC, concentrandosi sull’abbattimento delle barriere esistenti che ostacolano l’adozione di fonti di calore a basso grado.

Riconoscendo la dipendenza predominante dai fossili nel settore del riscaldamento e della climatizzazione in Europa, il progetto mira a fornire piani di investimento per 8 casi di studio su reti DHC esistenti, ponendo l’accento sull’integrazione del calore di scarto (o a bassa temperatura) e delle fonti rinnovabili.

Otto reti verso l’efficienza

L’analisi dei casi studio, attualmente in fase di sviluppo, viene condotta secondo quattro passi chiave.

Prima di tutto, i dati disponibili dalle reti DHC esistenti vengono valutati nel dettaglio e, successivamente, viene effettuata una mappatura della disponibilità di fonti rinnovabili termiche e di opportunità di recuperare calore di scarto, focalizzandosi soprattutto sulla bassa temperatura.

Nella terza fase si affronta la pianificazione di una roadmap ottimale per l’integrazione delle fonti più convenienti in grado di garantire il rispetto degli obiettivi di efficienza previsti per le reti in studio; l’ultimo passo prevede lo sviluppo di modelli di business e bozze di contratti per l’effettiva implementazione di un piano di investimento con un orizzonte temporale di 10 anni.

Lo studio viene effettuato tenendo conto delle normative e delle politiche locali, nazionali ed europee e alle utility e ai Comuni coinvolti verrà fornita una classificazione delle possibili fonti energetiche in conformità con le relative direttive europee e con la normativa sulla tassonomia.

Fare rete

Un altro campo di attività centrale nel progetto è l’interazione tra i portatori di interesse.

HeatMineDH, infatti, promuove l’organizzazione di incontri mirati sulla base di informazioni precedentemente condivise e facilitando la negoziazione.

Si tratta di un aspetto fondamentale per preparare correttamente le bozze dei contratti e raccogliere tutte le informazioni necessarie per rendere le utility pronte per le gare d’appalto.

Verrà creata, quindi, una rete di città e di soggetti interessati per massimizzare il potenziale di sfruttamento e di replica dei risultati ottenuti, oltre che per creare un circuito virtuoso di sostegno reciproco tra le utility e i Comuni.

Workshop dedicati e attività di divulgazione sosterranno questa interazione e includeranno anche momenti di formazione specifici per presentare le buone pratiche e le migliori soluzioni per il teleriscaldamento efficiente.

Il 3 ottobre 2024, ad esempio, i partner di HeatMineDH hanno organizzato a Zagabria un workshop interattivo sulla pianificazione energetica, preparato dall’Università tedesca HAWK. L’evento, impostato sullo stile del Serious Game, ha dato ai partecipanti l’opportunità di assumere uno dei tre ruoli chiave, governo locale, manager di distretto o utility energetica, e di lavorare poi assieme alla costruzione di una fornitura di calore sostenibile per una città immaginaria.

Appuntamento a marzo

Il progetto, partito a settembre 2023, ha una durata prevista di 3 anni ed è coordinato dal centro di ricerca italiano EURAC.

Gli 8 partner, che comprendono anche Euroheat&Power, l’associazione europea del DHC, si dividono un budget complessivo di quasi 1,6 milioni di euro.

Le ultime novità sul progetto saranno presentate il 17 marzo in un webinar gratuito, dove HeatMineDH sarà affiancato anche da altri progetti europei “gemelli”, incentrati sempre sul tema del teleriscaldamento efficiente.The post Fonti rinnovabili e calore di scarto per le reti termiche first appeared on QualEnergia.it.