Fincantieri, Eni e Rina, ecco la rotta per la decarbonizzazione

Fincantieri, Eni e Rina hanno presentato lo studio realizzato con il supporto di Bain & Company, su opzioni, impatti e investimenti per un trasporto marittimo più sostenibile

Apr 2, 2025 - 10:25
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Fincantieri, Eni e Rina, ecco la rotta per la decarbonizzazione

Fincantieri, Eni e Rina hanno presentato lo studio realizzato con il supporto di Bain & Company, su opzioni, impatti e investimenti per un trasporto marittimo più sostenibile

Il 93% dei consumi del settore marittimo dipende ancora da fonti tradizionali.

È quanto emerge dallo studio di Fincantieri, Eni e Rina per accelerare il percorso di decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo in linea con il target di Net Zero al 2050.

Ieri il colosso della cantieristica navale, l’azienda dell’energia e il gruppo multinazionale di consulenza ingegneristica, certificazione e ispezione, hanno presentato l’Outlook sul Trasporto Marittimo Sostenibile, uno studio sul comparto realizzato con il supporto tecnico di Bain & Company Italia.

Lo studio si inserisce nell’ambito dell’accordo siglato il 25 marzo 2024 da Eni, Fincantieri e Rina per sviluppare iniziative congiunte per la transizione energetica, “con la volontà di sviluppare un osservatorio su scala globale sulle prospettive di evoluzione delle soluzioni di decarbonizzazione sostenibili per il settore nel medio-lungo periodo” indica una nota congiunta.

Tutti i dettagli dell’analisi.

L’IMPATTO ENERGETICO DEL SETTORE MARITTIMO E LE SIFDE DELLA DECARBONIZZAZIONE

Il settore marittimo è responsabile di circa il 3% delle emissioni globali di CO2 e punta a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Attualmente, dipende prevalentemente dai combustibili tradizionali, che costituiscono il 93% del consumo complessivo, ma l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050 sta generando un cambiamento significativo nell’industria, con una crescente adozione di diverse fonti di propulsione.

Nel 2023 per esempio, circa il 50% degli ordini di nuove navi è stato indirizzato verso combustibili alternativi, con una tendenza verso una maggiore sostenibilità. È quanto sottolineato dallo studio “Outlook sul trasporto marittimo sostenibile” voluto da Fincantieri, Eni e Rina e realizzato da Bain&Company in occasione del forum sulla decarbonizzazione del settore marittimo. L’Outlook analizza tre scenari futuri basati su diversi livelli di ambizione di decarbonizzazione, progressi tecnologici e disponibilità di combustibili e infrastrutture: secondo le previsioni la decarbonizzazione sarà più rapida nell’Ue e negli Stati Uniti, mentre in Asia-Pacifico e nel resto del mondo l’uso di combustibili fossili e gnl continuerà a predominare, rappresentando circa il 70% del mix energetico entro il 2050.

IL RUOLO DI GNL E BIOFUEL

I vettori energetici in grado di ridurre, nel breve termine, le emissioni di CO2 sono il GNL (gas naturale liquefatto), prodotto fossile a minore intensità carbonica, che comporta tuttavia investimenti infrastrutturali di deposito, stoccaggio e rifornimento nei porti e  i biofuel come HVO, utilizzabile anche in purezza e senza necessità di investimenti infrastrutturali, e FAME, con significative limitazioni all’utilizzo in purezza.

Nel lungo termine i biocarburanti, anche grazie all’ingresso di BioGNL e Biometanolo, continueranno ad essere la soluzione prevalente del segmento mercantile. I carburanti sintetici prodotti da idrogeno verde e l’idrogeno stesso, per determinati casi d’uso (ad esempio crociere di bassa e media potenza), potranno assumere un ruolo crescente grazie al progressivo aumento di competitività e sviluppo della supply chain.

“Come sostenuto anche a livello comunitario, è oramai condiviso che i biocarburanti, in particolare quelli già disponibili e utilizzabili in purezza come l’HVO, sono attualmente tra le migliori soluzioni adottabili per ridurre le emissioni GHG anche del comparto marittimo” ha osservato Giuseppe Ricci, Direttore Operativo Trasformazione Industriale di Eni.

LE STIME PER IL PROSSIMO DECENNIO

Nel periodo 2030-2040, Europa e Nord America – stima lo studio – vedranno un significativo passaggio dai combustibili fossili ai biocarburanti Hvo – che costituiranno il primo pilastro della transizione – e al Gnl, anche in forma bio: mentre i primi sono già disponibili nei porti chiave e offrono una certa resilienza ai costi, la seconda opzione rimane economicamente competitiva per il prossimo decennio, pur dovendo affrontare le crescenti penalità previste a partire dal 2040. Per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 – segnala lo studio – sarà necessario esplorare anche nuovi combustibili alternativi, come i carburanti sintetici prodotti da idrogeno verde, che diventeranno tuttavia competitivi rispetto ai combustibili fossili solo dal 2040.

NECESSARIA UNA ROADMAP PER I PORTI ITALIANI

Dunque, “a partire dal 2040, entreranno progressivamente in uso nuove soluzioni – su rotte e casi d’uso specifici – che si affiancheranno a biocarburanti e LNG, il quale però dovrà derivare da fonti bio” ha evidenziato Pierluigi Serlenga, Managing Partner Italia di Bain & Company. “È quindi fondamentale sviluppare una roadmap per adeguare il sistema portuale italiano, così da mantenerlo competitivo e centrale nelle future rotte marittime a basse emissioni. Stimiamo che, entro il 2050, saranno necessari circa 24 miliardi di euro di investimenti per l’intero sistema portuale europeo: una parte significativa di questa spesa rappresenta una concreta opportunità di business per la filiera italiana”.

IL RUOLO DI FINCANTIERI NELLA DECARBONIZZAZIONE DEL SETTORE MARITTIMO

Il settore del trasporto marittimo “è in fase di grande trasformazione per via della transizione energetica e della regolamentazione stringente” ha osservato l’ad e dg di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, a margine dell’evento “On the way to Net Zero”, a Roma. “È importante che si crei un luogo dove le competenze si incrocino per trovare soluzioni di visione di lungo termine e pragmatiche di breve termine. Oggi abbiamo lanciato questo osservatorio permanente con l’idea di continuare a osservare gli sviluppi delle tecnologie e la disponibilità di carburanti per capire cosa si può fare oggi e domani”, ha aggiunto.

Fincantieri, inoltre, con l’obiettivo Nave Net Zero al 2035, “punta ad anticipare il futuro, guidando il cambiamento e integrando tecnologia e sostenibilità per garantire competitività”.

RIGUARDO IL NUCLEARE…

Infine, riguardo il nucleare, l’installazione di piccoli reattori modulari (Smr) di quarta generazione “è un trend di lungo termine, è un mondo che sta accelerando sia dal punto di vista regolamentare che tecnologico. Esistono soluzioni mature che vanno pensate per l’utilizzo a mare”. ha spiegato Folgiero.

Nel 2023 Fincantieri, Newcleo e Rina hanno firmato infatti un accordo per uno studio di fattibilità per studiare la propulsione navale nucleare, esplorando l’applicazione di un progetto di mini-reattore chiuso da utilizzare su grandi navi.

In particolare, lo studio esaminava come applicazioni nucleari possono aiutare a decarbonizzare l’industria navale, sfruttando la tecnologia dei piccoli reattori modulari raffreddati a piombo (Smr) di Newcleo, azienda impegnata nello sviluppo di reattori innovativi di quarta generazione che utilizzano scorie nucleari esistenti come combustibile.