Ferrari, buona trazione: perdita di carico e degrado frenano la SF-25
Ferrari prende l’aereo per Bologna con le ossa rotte. Un doppio zero che fa male ancor di più della prestazione incolore messa in scena a Shanghai. Un passo che non ha mantenuto la promessa di stupire con i cambi sulla messa a punto. Per di più la squalifica che distrugge il morale dei supporter. Senza […]

Ferrari prende l’aereo per Bologna con le ossa rotte. Un doppio zero che fa male ancor di più della prestazione incolore messa in scena a Shanghai. Un passo che non ha mantenuto la promessa di stupire con i cambi sulla messa a punto. Per di più la squalifica che distrugge il morale dei supporter. Senza un netto e improvviso cambio di passo, si prevedono tempi assai bui per il Cavallino Rampante. Urgono rimedi, basta chiacchiere bar che lasciano il tempo che trovano. Facciamo comunque l’analisi gara.
Il danno sull’auto di Charles crea sottosterzo
Il primo stint ha chiaramente messo in luce la superiorità della McLaren, che si conferma la vettura più veloce in pista, non solo nei primi giri ma pure lungo l’arco dell’intero Gran Premio. Norris e Piastri, fin da subito, hanno mostrato un ritmo inarrivabile per gli avversari, e senza spingere troppo si sono distaccati facilmente da tutti. La Ferrari di Leclerc ha scelto una gestione più conservativa con la gomma media.
Si è pertanto scelto una strategia a singola sosta. Questo approccio si è rivelato possibile grazie alla buona resistenza delle gomme sulla SF-25, che mostrava un degrado inferiore rispetto agli altri. Tuttavia, tra l’8° e l’11° giro, il ritmo di Charles è stato influenzato dalla presenza di Hamilton davanti a lui: il pilota della Mercedes era leggermente più lento, impedendoli di sfruttare tutto il potenziale della sua monoposto.
Inoltre, la numero 16 ha subito un danno aerodinamico in curva 1 a causa di un contatto con il compagno di squadra, che secondo lui ha compromesso qualsiasi speranza di vittoria. La perdita di circa 20-30 punti di carico ha penalizzato l’efficienza dell’auto, con ripercussioni sul degrado delle gomme anteriori e sul comportamento generale della SF-25, specie in uscita da curva 13.
Questo fattore ha reso più difficili i sorpassi sul lungo rettilineo, dove il sottosterzo accumulato non permetteva di lanciarsi al meglio sulle rette nelle fasi di accelerazione. Nel frattempo, Verstappen soffriva un inizio di gara parecchio difficile. Nei primi giri, il distacco dalla testa della corsa da parte della RB21 è stato notevole, con un ritmo più lento di un secondo al giro rispetto alle due McLaren.
Le difficoltà della Rossa con le gomme Hard
Anche nella seconda parte della gara, la McLaren ha mantenuto il suo status di riferimento in termini di ritmo. L’aspetto più interessante è che Norris e Piastri hanno corso principalmente in modalità di gestione, senza mai spingere al massimo. In quasi tutte le frenate, i due hanno effettuato un lift & coast marcato, una chiara indicazione che il team stesse gestendo il consumo di carburante e la temperatura dei freni.
Questo rende ancora più impressionante la loro performance, perché mentre gli altri correvano a un ritmo elevato, le due MCL39 riuscivano a mantenere tempi simili pur non spinge al massimo con le vetture. Da notare, però, che i tempi in media di Norris sono stati influenzati da un problema ai freni negli ultimi tre giri dello stint, che lo hanno costretto a rallentare notevolmente.
La Red Bull di Verstappen è tornata in gioco con le gomme più dure: l’olandese ha iniziato a recuperare posizioni, sorpassando entrambe le Ferrari e riprendendo la quarta posizione. Il suo passo era circa tre decimi al giro più veloce rispetto alla SF-25, un margine significativo che ha messo in evidenza le difficoltà delle vetture italiane a gestire nella maniera corretta le Pirelli a bada bianca, le gomme hard, per intenderci.
Dal passaggio trentacinque 35 in poi, la Rossa è completamente uscita dalla lotta. Il team ha tentato di diversificare le strategie tra Hamilton Leclerc, ma qualsiasi scelta sembrava ormai inutile: il degrado delle gomme, la perdita di carico e un ritmo troppo basso hanno reso impossibile lottare per il podio. Alla fine, entrambe le vetture italiane sono arrivate nelle posizioni di partenza.
Rispettivamente, parliamo di quinta e sesta piazza invertire tra i due. Infine, va riconosciuta la solidità di Russell, che ha disputato una gara impeccabile. Senza errori ha gestito ottimamente il degrado e mantenuto un ritmo costante che gli ha permesso di conquistare il suo secondo podio stagionale. Dopo due gare, Mercedes è la seconda forza del campionato, grazie alla sua capacità di sfruttare le gomme in condizioni di gara.
Le fasi di accelerazione della Rossa sono ottime
Osservando il grafico delle forze G longitudinali e laterali, ricavate dai sui giri più veloci di Norris e Leclerc, emerge un dettaglio parecchio interessante: Ferrari si dimostra molto più efficace in fase di trazione, raggiungendo picchi di accelerazione superiori rispetto alla MCL38 e in modo più costante. Questo è un chiaro segnale di una buona efficienza meccanica nel trasferire potenza a terra.
Tuttavia, il vero vantaggio della McLaren emerge nelle curve ad alta velocità e in quelle in cui si deve accelerare con il volante ancora aperto, come le curve 9, 12 e 13. In queste fasi, Norris può tornare sul gas prima rispetto a Leclerc, riuscendo a scaricare la potenza a terra della power unit Mercedes senza perdere stabilità. Un beneficio che nell’economia della tornata ha fatto una differenza enorme.
Parliamo di un chiaro indice di una monoposto meglio bilanciata a livello aerodinamico, in grado di generare una spinta verticale decisamente maggiore senza però penalizzare la guidabilità. Come già evidenziato nelle qualifiche, la MCL39 sviluppa forze G laterali più elevate nelle curve veloci, dimostrando di essere una vettura più performante sul piano dell’efficienza aerodinamica.
Autori e grafici: Zander Arcari – @berrageiz – Marco Iurlandino
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv