Ferrari, 0,3″ persi solo alla 13: lavoro mirato su tratti strategici della pista
Tanto studio ma le cose non cambiano. La Ferrari SF-25, per il terzo round della F1 2025, mostra la medesima carenza di rotazione già vista tra Australia e Cina. Una condizione limitante che, con ogni probabilità, va corretta con i primi aggiornamenti che arriveranno la prossima settimana in Bahrain. Nel mentre, però, c’è da disputare il […]

Tanto studio ma le cose non cambiano. La Ferrari SF-25, per il terzo round della F1 2025, mostra la medesima carenza di rotazione già vista tra Australia e Cina. Una condizione limitante che, con ogni probabilità, va corretta con i primi aggiornamenti che arriveranno la prossima settimana in Bahrain. Nel mentre, però, c’è da disputare il fine settimana nipponico, dove un chiaro step sulla messa a punto serve.
La carenza di rotazione non molla la SF-25
Dal mero punto di vista dell’handling, le due SF-25 si sono dimostrate ancora una volta imperfette. Parliamo della solita carenza di rotazione intrinseca delle monoposto italiane che, pure a Suzuka, si palesa in tutto il suo “splendore”. Più nello specifico, oltre che nel lento, si evince un certo grado di sottosterzo anche nei tratti rapidi veloce, come avevamo anticipato già nei giorni scorsi sulle nostre pagine.
Questa elemento sino nota al tornatino della 11 map pure nel T1, dove nel complesso le vetture italiane si sono però comportate abbastanza bene. Rispetto alle McLaren, che guidano il gruppo, si nota come Hamilton e Leclerc non riescano a usare molto i cordoli interni. Non tanto per una questione di compostezza della vettura, quanto più per la rotazione mancante in fase di ingresso.
Ferrari ha scelto di utilizzando la specifica “standard” sull’ala posteriore. Una versione che produce un carico aerodinamico leggermente inferiore se paragonato quello delle vetture britanniche. Per questo, come anticipato ieri, anno cercato di “tamponare” il sottosterzo avanzando il centro di pressione, ovvero l’equilibrio delle forze aerodinamiche, riuscendoci solo in parte, almeno nella giornata odierna.
La buona trazione della Rossa, meglio di McLaren
Tuttavia, nel complesso il bilanciamento non può essere definito negativo, anche se ci sono ancora alcuni aspetti da migliorare. Il lavoro odierno la simulatore aiuterà in questo obiettivo cruciale per il fine settimana nipponico. Ci sono infatti alcuni punti strategici in cui la Rossa lavorerà in queste ore, per trovare quelle piccole modifiche alla messa a punto che possano sbloccare la performance in determinate zone.
Un punto critico è sicuramente curva 9, dove in uscita riescono a recuperare alle McLaren, ma in ingresso, al pari di Red Bull, perdono ben 1 decimo. In quella zona la MCL39 è molto solida. Unendo dati telemetrici a quelli degli on-board, il pattern che osserviamo è un maggior guadagno in ingresso, a prescindere dalla tipologia di curva. In uscita tendono a perdere nei confronti della SF-25, che al momento mostra una buona trazione.
McLaren super nelle curve rapide e in appoggio
Nelle curve ad ampio raggio e in appoggio, però, Norris e Piastri hanno un vantaggio enorme al momento. Tra l’ingresso di curva 13 e la percorrenza della 14, il britannico della Ferrari perde oltre 3 decimi sulle vetture color papaya. Un distacco localizzato decisamente troppo elevato per avere un riscontro cronometrico efficace. Due curve si percorrono come fosse una sola, frenando leggermente e con tanto angolo di sterzo.
Per questo la capacità del grip sulle gomme viene messa a durissima prova. La vettura di Woking è molto agile nello snake e probabilmente da quel tratto potrebbero estrarre ulteriore potenziale. Non hanno la monoposto con la quantità maggiore di carico, ma sicuramente possiedono la mappa aerodinamica più ampia. In altre parole, riescono ad estrarre dal fondo un ottimo quantitativo di carico stabile e ben ripartito.
Nel complesso, anche i campioni del mondo in carica hanno mostrato un atteggiamento leggermente sovrasterzante, l’esatto opposto delle Rosse. Di fatti, abbiamo notato che, in alcuni circostanze, i piloti sono stasti costretti ad aprire leggermente la traiettoria durante la percorrenza di alcune curve. Atteggiamento che non infastidisce più di tanto. A parte questo, la MCL39 conferma di un anteriore molto solido.
Serve una passo avanti sulla messa a punto della vettura italiana
Nel complesso, Ferrari non è poi così lontana dal suo punto di lavoro. Serve però un ulteriore passo avanti per centrare la perfetta finestra di funzionamento. Mossa che potrebbe facilitare e non poco la manovra di avvicinamento alla prestazione della MCL39 sul giro secco. Se consideriamo il delta cronometrico fino alla zona di curva 13 e 14, di fatti, le due monoposto in questione sono appaiate.
Poi si perde tanto rendimento nel terzo settore. La Red Bull ha molto carico, ma al momento non lo sta sfruttando. Non hanno ancora trovato una finestra adatta in cui far lavorare la RB21. Anche per loro il secondo e il terzo settore sono critici riguardo la performance. Questo deficit di varie vetture da metà giro in poi, tuttavia, non dovrebbe essere legato esclusivamente alla gestione della gomma.
Sicuramente la temperatura non ottimale della mescola ha avuto certo ruolo, sia per la SF-25 che per la SF-25. Ma d’altronde sappiamo che la McLaren mostra una gestione termica della gomma ottima sul giro secco, specie su questo tipo di tracciati con un profilo energetico piuttosto elevato. Attendiamo la giornata di domani, nel Fp3, per valutare il rendimento prima della sessione classificatoria.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv