F1, Red Bull: lo Junior Team sta fallendo
Red Bull colpisce ancora: Liam Lawson, avrà un’ultima possibilità per restare in F1, ma al volante della Racing Bulls. Il pilota neozelandese, che tra le ipotesi poteva pure restare a piedi, considerando che Franco Colapinto poteva essere un’opzione, potrà ancora correre nella massima categoria del motorsport, almeno per il momento. La scuderia austriaca, avrebbe deciso […]

Red Bull colpisce ancora: Liam Lawson, avrà un’ultima possibilità per restare in F1, ma al volante della Racing Bulls. Il pilota neozelandese, che tra le ipotesi poteva pure restare a piedi, considerando che Franco Colapinto poteva essere un’opzione, potrà ancora correre nella massima categoria del motorsport, almeno per il momento. La scuderia austriaca, avrebbe deciso di promuovere Yuki Tsunoda al fianco di Max Verstappen, lasciando al ventitreenne un posto nella scuderia satellite.
Ciao ciao, Liam
A quanto pare, e in maniera definitiva, si mette fine alle voci che vedevano l’argentino dell’Alpine come possibile sostituto di Yuki Tsunoda in Racing Bulls, che appunto ha già le valige in mano per trasferisti da Faenza a Milton Keynes. Le prestazioni del neozelandese nelle prime due gare della stagione non hanno convinto la Red Bull. E non potrebbe essere altrimenti, in quanto, essenzialmente, Max Verstappen ha corso chiaramente da solo, contro il resto dei rivali, in Australia e in Cina.
Lawson, oltre a non conquistare nemmeno un punticino iridato nelle due corse di F1 disputate sino ad ora, ha messo in piazza un rendimento davvero deficitario, imbarazzante proprio, risultando uno dei piloti più lenti di tutto il gruppo. La RB21 non è un fulmine di guerra, ok, ma nemmeno una vettura scarsa che deve lottare nelle retrovie. Parliamo di performance che hanno suscitato grande insoddisfazione tra i vertici della squadra. Potrebbe essere altrimenti? Nossignore…
Il fiasco dello Junior Team è ufficiale
Al termine del Gran Premio della Cina, con la solita schiettezza, Christian Horner e Helmut Marko avevano candidamente dichiarato che, dopo aver analizzato tutti i dati del caso, ci sarebbe stata una valutazione sul futuro del pilota. La decisione sembra drastica: dopo solo due gare, Lawson viene declassato alla Racing Bulls. Pare manchi solo l’ufficialità, che apre a un chiaro ragionamento.
La decisione di rimuovere Sergio Pérez dalla squadra principale, dopo avergli rinnovato il contratto sul finire della scorsa stagione, aveva già sollevato discussioni relative a varie vicende. L’approdo di Checo in Red Bull, di fatto, era un chiaro segnale di insolvenza della scuola piloti del team. Un reparto che non funziona, se lo scopo finale è quello di produrre talenti che possano competere nel team A e non sfigurare al fianco di Verstappen.
A nessuno dei compagni di Max è stato mai chiesto di essere più rapido di lui. L’obiettivo era quello di supportarlo e, nella migliore delle ipotesi, mostrare un rendimento di poco inferiore all’asso olandese. Situazione mai accaduta, purtroppo. Certamente non è facile e, per essere più trasparenti possibile, possiamo dire che nemmeno altri top team di F1 stanno facendo faville, sotto questo punto di vista.
La stessa Ferrari, dopo Leclerc, non sembra abbia prodotto fenomeni. C’è Oliver Bearman che se la sta giocando, ma, almeno per il momento, sebbene sia molto giovane e il tempo per fare una bella carriera ci sia, sta dimostrando di essere ancora immaturo. Bene invece Mercedes, con l’italiano Andrea Antonelli. Kimi ha disputato due Gran Premi in un top team mantenendo le attese. Ha fatto il suo lavoro, quello che gli era stato chiesto.
Per Red Bull non c’è pace invece. L’ultima “speranza” si chiama Tsunoda, peraltro già scartato in inverno quando gli hanno preferito Lawson. Il giapponese ha carattere da vendere e potrebbe essere una scelta interna corretta, per affiancare a Verstappen un pilota di F1 utile alla causa. Di Yuki ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, sottolineando il pericolo che corre nell’accettare la sfida. Speriamo che pure a lui non serva un sussidio “post traumatico” dopo l’esperienza che si sta per concretizzare.
Honda c’è sempre
L’occasione di poter osservare un giapponese in Giappone, al volante di una scuderia prestigiosa come Red Bull, idem per il resto della campagna agonistica, se le cose andranno come stimato, senza dubbio è molto ghiotta per il colosso nipponico. Il colosso di Sakura ha tutto l’interesse di sponsorizzare Tsunoda. Già in passato era pronto a farlo. Un sogno che pare proprio si realizzerà la settimana prossima, nel Gran Premio di casa.
Le due Red Bull RB21 sono spinte da un motore Honda. Sì, perché, sebbene il reparto Powertrain si sorregga ormai da solo, la tecnologia che sta utilizzando nasce dalle menti dei tecnici giapponesi. Quindi, sebbene il marchio abbia siglato un accordo in esclusiva con Aston Martin per la fornitura della power unit dal mondiale 2026, foraggiare le casse della Red Bull e supportare Yuki è una mossa senza dubbio possibile.
Pagare: è un po’ questa la parolina magica che fa gola alla scuderia di Milton Keynes. Si parla di parecchi milioni di euro che, appunto, Honda ha già prelevato dalle sue casse ed è pronta a sborsare per vedere, finalmente, il suo pupillo al top della categoria. Un debutto che casca proprio a pennello. Lo stesso Tsunoda, intervistato in Cina, ha dato la sua disponibilità. Vediamo che succede…
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Red Bull – F1