F1, PU 2.0 morte piena di nascere: i V10 non sono una suggestione

La F1 e la FIA stanno serimaente pensando ai V10. Sì perché quella che poteva sembrare una speculazione, pian piano sta diventando una certezza. Le unità di potenza che debutteranno nel 2026 non dovrebbero avere vita assai lunga. L’architettura delle unità turbo-ibride di seconda generazione si sta rivelando un rompicapo per gli ingegneri dei team. […]

Mar 26, 2025 - 14:11
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F1, PU 2.0 morte piena di nascere: i V10 non sono una suggestione

La F1 e la FIA stanno serimaente pensando ai V10. Sì perché quella che poteva sembrare una speculazione, pian piano sta diventando una certezza. Le unità di potenza che debutteranno nel 2026 non dovrebbero avere vita assai lunga. L’architettura delle unità turbo-ibride di seconda generazione si sta rivelando un rompicapo per gli ingegneri dei team.

Non è affatto un mistero che, la modifica del regolamento tecnico per ciò che concerne la parte telaistica e l’aeromeccanica delle future monoposto, sia stata un provvedimento necessario per compensare le carenze manifestate dai nuovi propulsori. Il tutto a valle delle prime disastrose simulazioni svolte dai team che prometto solo grandi problemi.

F1 FIA power unit
il gesto simbolistico di vittoria del presidente della FIA Bem Sulayem

Un corpo normativo che viene ancora affinato, nonostante lo studio delle vetture di F1 2026 sia iniziato nel mese di gennaio. Bisogna inoltre tenere presente che la roadmap dell’elettrificazione sui motori, non è l’unico scenario gradito ai costruttori. Di recente sta tornando prepotentemente di attualità il possibile ritorno dei motori atmosferici alimentati da carburante al 100% sostenibile.

La genesi delle PU di seconda generazione

Per completezza di informazione, va ricordato che già a partire dalla prossima stagione, il V6 a combustione interna doveva utilizzare benzine a zero emissioni. Lo sviluppo dei combustibili di nuova generazione, partito da tempo, potrebbe comunque tornare utile se la FIA dovesse decidere di riporre nel cassetto il paradigma dei motori che dovrebbe debuttare nella prossima stagione.

Va detto che la rivisitazione del regolamento in materia di power unit, fu dettata dalla volontà della FIA di attrarre nuovi costruttori. In particolare, Audi e Porsche che, pur mostrando grande interesse verso la classe regina del motorsport, non intendevano scendere in campo scontando un gap enorme in termini di esperienza e know-how. Le umiliazioni sportive patite da Honda nei primi anni con McLaren parlano da se.

F1 FIA power unit
il famoso team radio “Gp2 Engine” di Alonso in Giappone, a bordo della McLaren motorizzata Honda

Un aspetto che fatto comprendere che pure un colosso nipponico ha dovuto sudare le cosiddette sette camicie per raggiungere la competitività della concorrenza. Sebbene la F1 resti comunque una grande vetrina, tuttavia, senza la necessaria competitività, può diventare un grosso problema in termini di immagine. “GP2 Engine“: l’urlo di Alonso a Suzuka in radio è ormai consegnato alla storia e nessun costruttore di propulsori intende subire un’onta del genere.

Il ritardo nello sviluppo delle nuove PU

Gli enormi investimenti che i costruttori di propulsori stanno sostenendo per la realizzazione delle unità di potenza 2.0, lasciano intendere che non ci potrà essere alcun differimento del loro debutto, come sussurrato nel paddock in occasione del Gran Premio d’Australia. Troppi vincoli commerciali non consentono di procrastinare l’utilizzo degli attuali propulsori, a quanto pare.

F1 FIA power unit
la power unit Mercedes che adotta la McLaren MCL38

Tuttavia, non è un mistero che Honda, Red Bull Powertrains e Audi siano in difficoltà nello sviluppo dei nuovi motori. Nonostante l’architettura delle prossime power unit possa sembrare una semplificazione di quelle attuali, grazie all’abbandono della tecnologia MGU-H, la gestione della parte ibrida e la massimizzazione dell’efficienza dell’ICE si stanno rivelando molto più complesse di quanto immaginato.

Il ritorno dei motori atmosferici non è una suggestione

Il futuro del settore automotive non passa esclusivamente attraverso l’elettrificazione. Lo sviluppo delle benzine ecosostenibili traccia un futuro alternativo, riportando in auge i tanto vituperati motori atmosferici, sacrificati sull’altare della sostenibilità. Ben Sulayem sta strizzando l’occhio al ritorno dei motori V10, con una componente ibrida di minore potenza. In sostanza, si ritornerebbe a motori simili concettualmente a quelli del 2009, in cui insieme al motore endotermico V8 2.400 cc c’era anche il KERS.

F1 FIA power unit
il motore V10 Tipo 051 / B della Ferrari

La suggestione può diventare realtà proprio grazie allo sviluppo dei biocarburanti. In sostanza, la prossima generazione di motori potrebbe essere soltanto una transizione verso il ritorno ai motori atmosferici, in cui i costruttori comunque avranno appreso il know-how necessario per massimizzare l’efficienza della parte endotermica con carburanti totalmente green. Uno scenario che riporterebbe in F1 il grande assente da oltre un decennio: il sound inconfondibile dei motori endotermici.

Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat 

Immagini: Scuderia Ferrari – Red Bull – Mercedes – F1Tv