F1 GP Giappone | Ferrari, Leclerc ci crede: “Situazione migliore rispetto al 2024”
La Ferrari deve assolutamente riscattare il bruttissimo inizio di stagione, reso leggermente più dolce dalla vittoria di Lewis Hamilton nella

La Ferrari deve assolutamente riscattare il bruttissimo inizio di stagione, reso leggermente più dolce dalla vittoria di Lewis Hamilton nella Sprint Race in Cina. La Scuderia di Maranello, dopo l’ottima campagna 2024 conclusasi al secondo posto nel mondiale costruttori, ha stravolto il progetto della monoposto, e fino a questo momento le prestazioni della SF-25 sono state altamente deludenti, così come quelle della squadra, e la doppia squalifica ottenuta dopo l’ultima gara di Shanghai è stata a dir poco imbarazzante. Charles Leclerc è alla settima stagione in rosso, e spera sempre di avere a disposizione una vettura in grado di vincere gare e campionati, ma questo desiderio sembra ancora parecchio lontano dal realizzarsi.
“Rispetto all’anno scorso, la nostra situazione è decisamente migliore – ammette Leclerc. Dopo le prime gare del 2023 pensavamo che la Red Bull avrebbe dominato l’intera stagione, e invece siamo riusciti a lottare per il campionato, ben oltre le aspettative. Al momento non abbiamo ancora quella fiducia, ma sappiamo di non aver massimizzato il nostro potenziale nelle prime due gare. È frustrante, ma la stagione è lunga e con piccoli miglioramenti possiamo ancora ottenere grandi risultati”.
“Stiamo comprendendo sempre meglio la macchina e identificando le aree da migliorare. In Australia la situazione era chiara, mentre in Cina Lewis ha fatto la differenza in qualifica, riuscendo a tirare fuori il massimo. Il nostro ritmo gara è buono, ma partendo a centro gruppo soffriamo il degrado gomme e non riusciamo a esprimerlo al meglio. Il vero punto debole resta il giro secco: dobbiamo migliorare in qualifica per poter sfruttare appieno il nostro potenziale in gara”.
“Abbiamo analizzato dati interessanti sulle prestazioni, che in gara sono state solide. Alcune modifiche al setup hanno migliorato il passo, specialmente negli stint più lunghi, anche se l’ala anteriore danneggiata ha influito. Adattando la guida, l’impatto non è stato così grave come temevamo, ma è ovvio che con un’ala integra saremmo stati ancora più competitivi”.