Comprare casa costa di più, gli importi dei mutui sono in aumento

Dopo anni di stabilità e l'impennata del 2022, gli importi dei mutui nel 2024 fanno registrare un altro picco, frutto della combinazione di due fattori coincidenti

Apr 2, 2025 - 10:34
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Comprare casa costa di più, gli importi dei mutui sono in aumento

I nuovi dati di Kìron Partner Spa, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, hanno mostrato una ripresa degli importi dei mutui in Italia, dopo il crollo del 2023. Diversi fattori stanno contribuendo a questo aumento dell’entità media dei debiti contratti dalle famiglie per l’acquisto di un’abitazione.

Il report, uscito ad aprile 2025, mostra che il 2024 rappresenta il primo picco del 2022 ed è il secondo anno con la media più alta di importo dei mutui nell’ultimo decennio. Il mercato è infatti cambiato radicalmente dopo la pandemia.

Gli importi medi dei mutui degli ultimi 10 anni

Secondo picco negli ultimi 10 anni per l’importo medio dei mutui contratti dalle famiglie italiane. Dopo un 2023 che era rientrato nella media degli anni precedenti, il 2024 ha dato seguito all’anomalia del 2022. Oltre 5mila euro più dell’anno precedente per una cifra che sfiora i 120mila euro.

Nel corso degli ultimi dieci anni, i mutui avevano mantenuto un andamento molto più stabile:

  • 2014, 110.300 euro;
  • 2015, 112.900 euro;
  • 2016, 111.600 euro;
  • 2017, 112.500 euro;
  • 2018, 112.000 euro;
  • 2019, 112.170 euro;
  • 2020, 113.300 euro;
  • 2021, 115.800 euro;
  • 2022, 122.178 euro;
  • 2023, 113.869 euro;
  • 2024, 119.211 euro.

Tra il 2014 e il 2021, il dato a livello nazionale è sempre rimasto tra i 110mila e i 115mila euro, con variazioni sempre piuttosto contenute da anno ad anno. I dati sono sempre rilevati nel terzo trimestre dell’anno. Come detto, anche il 2023 rientra in questo range, mentre 2022 e 2024 hanno rappresentato due eccezioni dettate da variazioni molto rapide del mercato.

L’aumento dei prezzi delle case

I dati sono stati commentati da Renato Landoni, Presidente Kìron Partner Spa: “Riteniamo che tale andamento sia stato influenzato principalmente dalla combinazione di due fattori e dal particolare contesto nel quale si sono susseguiti. In primis il prezzo degli immobili: post pandemia abbiamo vissuto la nascita di nuove esigenze che hanno influenzato al rialzo il mercato immobiliare, ridando vigore al numero di compravendite immobiliari e di conseguenza ai prezzi degli immobili. Il tutto in un contesto di bassi tassi di interesse che ha portato il mercato a dover finanziare gli immobili con importi più elevati” ha dichiarato alla pubblicazione dei dati Landoni.

Questa analisi spiega soprattutto l’andamento del 2022. Subito dopo la pandemia c’è stato un importante movimento nel mercato immobiliare dopo due anni di rallentamento, che ha creato un surplus di domanda rispetto all’offerta. Per questa ragione i prezzi sono aumentati e, di conseguenza, anche gli importi medi dei mutui.

Si trattava di una delle conseguenze dei lockdown che hanno portato, insieme alla crisi energetica, al picco inflazionistico del 2023. Questo a sua volta ha determinato il secondo fattore di rialzo dei mutui, che è stato all’origine dell’impennata degli importi medi nel 2024.

L’influenza dei tassi di interesse

Lanodni ha anche spiegato il rallentamento del 2023: “Il rialzo dei tassi di interesse ha raffreddato il mercato del numero di compravendite e dell’accesso al credito, mercato che si è ripreso lo scorso anno quando i tassi sono rientrati ai livelli interessanti ridando energia al mercato di riferimento che nel frattempo aveva mantenuto i livelli di prezzo degli immobili” ha detto il presidente di Kìrion.

Il dato del 2024 quindi deriva da una combinazione di fattori. Una ripresa della domanda dopo il calo indotto dai tassi molto alti nel 2023 e i tassi stessi, più bassi dell’anno precedente ma non ancora ai livelli pre pandemia. Il risultato è stato un’impennata degli importi paragonabile a quella del 2022 anche con una domanda minore di case.