Caviro al Vinitaly 2025: Innovazione e Sostenibilità con Giampaolo Bassetti

Caviro si presenta al Vinitaly 2025 con uno stand unico e nuovi prodotti, puntando su economia circolare e sostenibilità.

Apr 4, 2025 - 05:44
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Caviro al Vinitaly 2025: Innovazione e Sostenibilità con Giampaolo Bassetti

Giampaolo Bassetti è il direttore generale della cooperativa Caviro, principale produttore di vino italiano. Un autentico colosso con 385 milioni di ricavi, 26 soci (24 cantine sociali), circa 14.900 viticoltori. Il cuore è in Romagna, ma il gruppo copre otto regioni (anche Piemonte, Veneto, Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia), per 34.100 ettari di superficie vitata. Una realtà che comprede il settore daily e quello premium delle tenute controllate.

Bassetti qual è la novità principale con cui Caviro si presenta al Vinitaly 2025? "La più grande novità è che Caviro si presenta con uno stand unico, con tutte le anime del gruppo riunite in un unico spazio. Non è un semplice dettaglio: abbiamo costruito in dieci mesi una struttura commerciale export unificata, che ora ha il compito di vendere tutte le produzioni del gruppo. Una sinergia che prima non era stata cercata, ma in cui crediamo molto. Ottimizza processi, relazioni e identità ed è importante anche per la reputazione aziendale".

Porterete nuovi prodotti? "Abbiamo lanciato una linea di Spritz, ovvero prodotti ready to drink in quattro gusti a marchio Tavernello. La versatilità, il carattere iconico pop e l’awareness di questo questo marchio è tale da poter accogliere sotto il suo cappello nuovi prodotti che rispondono alle occasioni di consumo moderne".

Cosa significa oggi parlare di filiera per Caviro? "È il nostro Dna. Noi siamo una filiera. Siamo una cooperativa agricola presente in otto regioni italiane, rappresentiamo il 9% dell’uva nazionale. In un settore in cui si sempre più spesso portati a considerare solo il piccolo, la nicchia come bello e prezioso, noi siamo l’esempio che anche una scala produttiva “grande” può e ha la responsabilità di generare/portare grande valore verso il territorio della propria base sociale, le persone e dare un contributo significativo all’economia del panorama vitivinicolo. Vogliamo rendere il vino un prodotto accessibile a tutti senza distinzioni e lo facciamo attraverso i nostri brand comunicando i valori che sono alla base della nostra filiera. Questa inclusività è importante che si rifletta anche nella comunicazione e nel linguaggio associato al vino che, a nostro avviso, non deve rimanere per pochi ma al contrario avvicinare il pubblico".

Caviro investe sull’economia circolare e sulla sostenibilità. "Sono costanti gli investimenti su Caviro Extra, la società del Gruppo che ci permette di realizzare il nostro modello di economia circolare attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti della filiera vitivinicola e agroalimentare. Ogni anno riceviamo circa 600.000 tonnellate di scarti che trovano nuova vita sotto forma di prodotti nobili ed energie rinnovabili: al termine di questo processo, più del 99% degli scarti in entrata vengono rigenerati.Il nuovo progetto di Caviro Extra, il nostro comparto che si occupa di economia circolare, ha investito sulla liquefazione del biometano che produciamo a partire da scarti organici. Abbiamo poi contratti per i trasporti con ditte la cui flotta utilizza biometano"

E poi c’è il fronte dell’energia rinnovabile. "Abbiamo investito in una sperimentazione sull’agrivoltaico, a Forlì, accanto alla Cantina su circa un ettaro e mezzo. Si tratta di un impianto agrivoltaico di tipo avanzato ovvero i pannelli montati sopra il vigneto non producono solo energia rendendoci autosufficienti ma proteggono la vite stessa da eventi atmosferici estremi e ci consentono di monitorare il suo stato di salute e la sua resa quali-quantitativa nel tempo. Abbiamo concordato con l’università di Bologna una fase di test della durata di tre anni che ci consentirà di raccogliere analisi e dati su questo impianto pilota. Ma abbiamo un impegno più generale per la sostenibilità della nostra filiera, che documentiamo ogni anno nel nostro Bilancio di Sostenibilità".

Patrick Colgan