Banche europee, Goldman Sachs positiva. Buy su UniCredit
La banca d’affari ha stilato un elenco degli istituti europei meglio posizionati per beneficiare del contesto attuale alla luce anche della buona performance dell’indice di riferimento del Vecchio Continente.

UniCredit tra le cinque banche europee su cui gli analisti di Goldman Sachs consigliano l’acquisto. L’istituto statunitense fissa a 63 euro il target price sulle azioni dell’istituto guidato da Andrea Orcel, oggi a scambiate 54,70 euro (-0,50%).
L’elenco delle banche “ben posizionate per beneficiare del contesto attuale” secondo la banca d’affari comprende anche Erste, BNP Paribas (tp alzato a 98,9 euro), ING (migliorato a buy), Commerzbank (neutral) e Deutsche Bank.
Si tratta di istituti ben posizionati sia geograficamente che in termini di mix aziendale per capitalizzare le maggiori prospettive di crescita in Germania e nelle economie vicine.
Tra le altre grandi banche europee, Goldman Sachs ha incrementato il target price, su Intesa Sanpaolo a 5,5 euro per azione (dai precedenti 4,9 euro), su Santander a 7,5 euro per azione (dai precedenti 6,8 euro), su UBS a 36 CHF (dai precedenti 44,5 CHF).
Se lo STOXX Europe 600 Banks è salito del 29% da inizio anno, superando significativamente il più ampio spazio azionario europeo (di circa 20pp) e quello bancario statunitense (di circa 29pp), secondo Goldman Sachs questo rally è dovuto ad un mix di rivalutazione (+23%) e upgrade degli utili (+5%), con una sovraperformance attribuibile “a quattro fattori principali”.
Il primo è il movimento al rialzo dei tassi all'inizio dell'anno, che ha “ridotto il rischio di coda per quanto riguarda un risultato di tassi disordinati e ha creato le condizioni permissive per una rivalutazione”. Secondo elemento è la “crescente fiducia in un accordo di pace con l'Ucraina che sarebbe positivo per la crescita europea e neutrale per i tassi europei.
A questo si aggiungono “Un forte ‘beat & raise’ nella stagione degli utili del quarto trimestre (beat dell'8%, raise del 5%), che ha visto ogni banca battere sui ricavi core (NII + commissioni) e i management team reinvestire una parte dello slancio della top line nelle attività, oltre ad “una spinta fiscale europea dalla Germania, che ha portato a tassi europei più elevati, una curva più ripida e aspettative di crescita più elevate, mentre allo stesso tempo i tassi negli Stati Uniti si sono leggermente ritirati e le aspettative di crescita sono state ridotte”.
La valutazione su base assoluta rimane poco costosa per le banche europee. Lo STOXX Europe 600 Banks viene scambiato a 8,6x utili futuri a 12 mesi, uno sconto del 39% rispetto alle azioni europee e uno sconto di circa il 20% rispetto alle banche statunitensi. Questa valutazione è in contrasto con l'ambiente operativo e Goldman Sachs vede margini per un ulteriore re-rating, sebbene più limitato rispetto all'inizio dell'anno.
"Considerando la crescita, i tassi di riferimento, le condizioni di credito, la capitalizzazione e la redditività, le prospettive attuali sono probabilmente migliori rispetto a qualsiasi altro momento degli ultimi 20 anni”, si legge nella ricerca.
Questo contesto ‘Meglio per più a lungo’ consente alle banche nella nostra copertura di mantenere un ROTE superiore al 14% in media nei prossimi anni, secondo le nostre stime, e di continuare a accantonare capitale per la distribuzione, con un rapporto di distribuzione totale (dividendi e riacquisti) in media dell'80% nella nostra copertura nel 2025/26, equivalente a un rendimento totale di circa il 9%", concludono gli analisti.