Vietato giocare a pallone in piazza: la decisione del sindaco fa scattare la polemica
Quanto sono belle quelle ore trascorse a riconcorrere un pallone, all’aperto, nei luoghi della città in cui si cresce. Peccato però che per i bambini di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, non sarà più possibile, a causa di un'ordinanza del sindaco che vieta le partite a calcio in piazza. Una decisione che, inevitabilmente, ha accesso la polemica. Il divieto è diventato un tema caldo che coinvolge residenti, sportivi, ma anche i più piccoli. Il provvedimento, che prevede sanzioni fino a 500 euro per chi giocherà nei luoghi pubblici come le piazze o i sagrati delle chiese, ha sollevato più di qualche perplessità. Un provvedimento, questo, nato per cercare di ripristinare l’ordine in città, rischiando però di soffocare la passione di tanti bambini e ragazzi. La polemica è esplosa anche sui social, attirando le critiche di personalità del mondo del calcio. Il sindaco ha provato a spiegare che non c’è nulla contro i bambini, ma che era necessario intervenire per ripristinare un clima sereno nel suo Comune. Indice Il divieto che scuote la città Le voci dei critici La posizione della Chiesa La ricerca di una soluzione alternativa Il divieto che scuote la città Il primo cittadino, come riporta ‘Tgcom24’, ha spiegato: "Non ce l'ho certo con i bambini, ma la situazione era ormai fuori controllo". I gruppi di giovani e adulti che si radunavano nei luoghi pubblici, disturbando i residenti con schiamazzi e lasciando bottiglie di alcolici, sono diventati un problema. "Dovevo intervenire", ha chiarito il sindaco, ribadendo che non saranno i bambini a essere multati, ma che si tratta di un segnale chiaro da dare alla cittadinanza con l'obiettivo di tutelare il decoro urbano. Le voci dei critici La decisione, come detto, non è stata accolta con entusiasmo da tutti. Anzi, molti sportivi e persone legate al mondo del calcio, specialmente locale, hanno sollevato preoccupazioni, tra cui Gianfranco Zigoni, ex attaccante del Verona, che ha commentato: "Non mi stupisco più di niente. Da piccolo giocavo all'oratorio contro dieci avversari da solo. È lì che nascono i campioni. Togliere questi spazi ai bambini significa spegnere la passione sportiva sul nascere". Per Zigoni, i luoghi di gioco all'aperto sono fondamentali per far crescere nuovi talenti. Anche Nicola Zanini, ex allenatore del Vicenza, ha detto la sua: "Il problema non è il pallone, ma l'educazione. Quando eravamo piccoli, se facevamo confusione, arrivava qualcuno a rimproverarci. Oggi manca quel senso di responsabilità condivisa". La posizione della Chiesa Non solo sportivi e politici. Anche la chiesa locale ha preso posizione sulla questione. Il parroco ha espresso il suo parere sulla vicenda, sostenendo che "i bambini hanno bisogno di spazi per giocare". Il prelato ha auspicato che si possa trovare una soluzione condivisa che permetta ai più giovani di divertirsi senza compromettere il decoro delle città. La Chiesa si unisce quindi a chi chiede di non dimenticare i diritti dei bambini, ma invita anche al rispetto dei luoghi pubblici. La ricerca di una soluzione alternativa Il dibattito, intanto, non sembra placarsi e continua a suscitare riflessioni sulla tutela dell’ordine pubblico. La ricerca di una soluzione alternativa, come la creazione di uno spazio dedicato al gioco, per venire incontro ai più piccoli, sembra essere in corso, come spiega il sindaco: "Stiamo già cercando un'area sicura dove i bambini possano giocare in tranquillità, ad esempio dove sorgeva una vecchia cartoleria". Ma la decisione del sindaco ha sicuramente acceso una discussione che va ben oltre: è il gioco a pallone il problema o l’educazione dei ragazzi che riempiono i luoghi pubblici?

Quanto sono belle quelle ore trascorse a riconcorrere un pallone, all’aperto, nei luoghi della città in cui si cresce. Peccato però che per i bambini di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, non sarà più possibile, a causa di un'ordinanza del sindaco che vieta le partite a calcio in piazza. Una decisione che, inevitabilmente, ha accesso la polemica.
Il divieto è diventato un tema caldo che coinvolge residenti, sportivi, ma anche i più piccoli. Il provvedimento, che prevede sanzioni fino a 500 euro per chi giocherà nei luoghi pubblici come le piazze o i sagrati delle chiese, ha sollevato più di qualche perplessità. Un provvedimento, questo, nato per cercare di ripristinare l’ordine in città, rischiando però di soffocare la passione di tanti bambini e ragazzi.
La polemica è esplosa anche sui social, attirando le critiche di personalità del mondo del calcio. Il sindaco ha provato a spiegare che non c’è nulla contro i bambini, ma che era necessario intervenire per ripristinare un clima sereno nel suo Comune.
Indice
Il divieto che scuote la città
Il primo cittadino, come riporta ‘Tgcom24’, ha spiegato: "Non ce l'ho certo con i bambini, ma la situazione era ormai fuori controllo". I gruppi di giovani e adulti che si radunavano nei luoghi pubblici, disturbando i residenti con schiamazzi e lasciando bottiglie di alcolici, sono diventati un problema.
"Dovevo intervenire", ha chiarito il sindaco, ribadendo che non saranno i bambini a essere multati, ma che si tratta di un segnale chiaro da dare alla cittadinanza con l'obiettivo di tutelare il decoro urbano.
Le voci dei critici
La decisione, come detto, non è stata accolta con entusiasmo da tutti. Anzi, molti sportivi e persone legate al mondo del calcio, specialmente locale, hanno sollevato preoccupazioni, tra cui Gianfranco Zigoni, ex attaccante del Verona, che ha commentato: "Non mi stupisco più di niente. Da piccolo giocavo all'oratorio contro dieci avversari da solo. È lì che nascono i campioni. Togliere questi spazi ai bambini significa spegnere la passione sportiva sul nascere". Per Zigoni, i luoghi di gioco all'aperto sono fondamentali per far crescere nuovi talenti.
Anche Nicola Zanini, ex allenatore del Vicenza, ha detto la sua: "Il problema non è il pallone, ma l'educazione. Quando eravamo piccoli, se facevamo confusione, arrivava qualcuno a rimproverarci. Oggi manca quel senso di responsabilità condivisa".
La posizione della Chiesa
Non solo sportivi e politici. Anche la chiesa locale ha preso posizione sulla questione. Il parroco ha espresso il suo parere sulla vicenda, sostenendo che "i bambini hanno bisogno di spazi per giocare".
Il prelato ha auspicato che si possa trovare una soluzione condivisa che permetta ai più giovani di divertirsi senza compromettere il decoro delle città. La Chiesa si unisce quindi a chi chiede di non dimenticare i diritti dei bambini, ma invita anche al rispetto dei luoghi pubblici.
La ricerca di una soluzione alternativa
Il dibattito, intanto, non sembra placarsi e continua a suscitare riflessioni sulla tutela dell’ordine pubblico. La ricerca di una soluzione alternativa, come la creazione di uno spazio dedicato al gioco, per venire incontro ai più piccoli, sembra essere in corso, come spiega il sindaco: "Stiamo già cercando un'area sicura dove i bambini possano giocare in tranquillità, ad esempio dove sorgeva una vecchia cartoleria".
Ma la decisione del sindaco ha sicuramente acceso una discussione che va ben oltre: è il gioco a pallone il problema o l’educazione dei ragazzi che riempiono i luoghi pubblici?