“Vaffa**ulo agli invidiosi e chiacchieroni che sono rimasti a casa a giudicare”: Sfera Ebbasta si scatena e accende il Forum di Milano – Il racconto

“Ci sono voluti anni per tutto questo e serviranno secoli per dimenticarlo. Ora nelle strade tutti sanno il mio nome”. Sfera Ebbasta, soprannominato “il re della trap”, è tornato ieri sera a suonare all’Unipol Forum di Milano. La prima delle quattro date meneghine, tutte sold out, è stato un tuffo nel passato della discografia di […] L'articolo “Vaffa**ulo agli invidiosi e chiacchieroni che sono rimasti a casa a giudicare”: Sfera Ebbasta si scatena e accende il Forum di Milano – Il racconto proviene da Il Fatto Quotidiano.

Apr 5, 2025 - 15:08
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“Vaffa**ulo agli invidiosi e chiacchieroni che sono rimasti a casa a giudicare”: Sfera Ebbasta si scatena e accende il Forum di Milano – Il racconto

“Ci sono voluti anni per tutto questo e serviranno secoli per dimenticarlo. Ora nelle strade tutti sanno il mio nome”. Sfera Ebbasta, soprannominato “il re della trap”, è tornato ieri sera a suonare all’Unipol Forum di Milano. La prima delle quattro date meneghine, tutte sold out, è stato un tuffo nel passato della discografia di Sfera. Tanti sono stati i brani in scaletta presenti nella trilogia degli album “XDVR”, “Sfera Ebbasta” e “Rockstar”. Canzoni che tutt’oggi sono la colonna vertebrale dei concerti del trapper.

Un pubblico di giovanissimi – Il Forum sold out ha accolto una folla entusiasta di ragazzi e ragazze della Generazione Z. L’artista, però, non fa parte della nuova generazione dei rapper. Sfera ha iniziato la propria carriera dieci anni fa e, nonostante lo scorrere del tempo, è riuscito costantemente ad intercettare i gusti, i suoni ed il linguaggio dei diversi target (sempre molto giovani). Di annate in annate, generazioni in generazioni. A parte qualche eccezione, i testi di Sfera – pur densi di importanti significati di rivalsa sociale – non sono troppo complessi da decifrare. E, nel bene e nel male, potrebbe essere proprio ciò che lo mantiene stabile nella vetta delle classifiche degli streaming.

Una pelliccia e una maschera per iniziare il concerto – Lo show è stato molto impattante a livello visivo. Sfera è salito sul palco con una pelliccia ed una maschera nera simile a quella di Jason in “Venerdì 13”. Una scelta stilistica, molto apprezzata dal pubblico, simile a quella già adottata da Eminem in alcuni di suoi live. Le coreografie di luci, i suoni, i ballerini e le due grandi scale installate provvisoriamente sul palco, hanno giocato il loro importante ruolo nell’economia dello show. Con la canzone “20 collane” è come se Sfera avesse ripercorso, assieme ai suoi fan, il proprio percorso artistico e non solo. Il trapper – per ottima parte dell’evento a petto nudo – ha tantissimi tatuaggi sul corpo. Non semplice inchiostro indelebile sulla pelle. Perché, nei disegni, ci sono richiami costanti alla carriera ma, soprattutto, alla vita personale di Sfera. Dai palazzi di Cinisello Balsamo – paese in cui è nato e cresciuto il rapper – al padre scomparso quando Sfera aveva solamente 13 anni, passando al figlio Gabriel.

La scenografia accompagna la scaletta – E se i tattoo di Sfera comunicano chiaramente, anche la scenografia pensata per il live non è stata da meno. Nello schermo, che faceva da sfondo al trapper, i punti centrali che si sono a più riprese rincorsi, erano Cinisello, i graffiti, l’etichetta discografica di Sfera (la BHMG) ed il logo dell’artista che veniva metaforicamente proiettato nel cielo del paese dell’hinterland milanese. Come fosse il faro di speranza presente in Batman. Perché il trapper, partito da una condizione economico-sociale non particolarmente agiata, è riuscito ad emergere, svoltando la propria vita. Non si parla solo di ostentazione della ricchezza e, in questo, Sfera può essere l’esempio per molti giovani che, come lui, sono “partiti da zero”.

Scatenato con “Serpenti a sonagli” – C’è stato spazio anche per un “vaffanculo agli invidiosi e chiacchieroni che sono rimasti a casa a giudicare”, prima di “Serpenti a sonagli”. Dopo un cielo che “brilla in queste notti”, è partito un interludio. “Tutto intorno sembra già scritto, ti chiedi ‘da chi?’ – ha detto Sfera Ebbasta – finché non capisci che la penna in mano ce l’hai solo tu. Ogni sogno sembra una bugia e le scelte sbagliate sono l’unico modo per uscirne. Credevamo che i soldi ci avrebbero salvato e forse, in parte, avevamo ragione. Siamo stati sempre in equilibrio in mezzo a quel caos. Pensare di avere tutto sotto controllo ti rende fragile. Non è cambiare ciò che hai, ma cambiare il modo in cui guardi le cose. Il tetto stellato della Rolls non è come le stelle che vedevamo da Cinisello. E casa nuova sono solo 300 metri quadrati dove fumare da solo. Non c’è un posto giusto, non c’è un momento perfetto”.

“Mai visto un pubblico così scarico”, l’ironia sul palco – Il pubblico ha saltato e fatto cerchi – senza che, fortunatamente, nessuno si facesse male – dall’inizio alla fine. Ma Sfera ha punzecchiato lo stesso i propri fan. “Non ho mai visto un pubblico così scarico a Milano”, ha detto, ironicamente, il trapper, che ha speso due parole per ringraziare i presenti: “Grazie a chi è stato in fila per ore, a chi ha saltato scuola e lavoro e a chiunque si è sbattuto per essere qua”.

Tra gli ospiti c’era Guè, citato anche Shiva – Entrato Guè, i due si sono esibiti con “Gol” e hanno dato “voce a chi non ne ha”, perché loro sono “la voce di strada, racconto com’è che va”. Come molti altri suoi colleghi durante i rispettivi concerti, anche Sfera si è espresso con diversi “free Shiva”, nei confronti dell’amico e rapper Andrea Arrigoni – in arte Shiva – che, dopo esser stato condannato a 6 anni e mezzo con il rito abbreviato per tentato omicidio a causa di una sparatoria nei pressi del suo studio di registrazione a Settimo Milanese, gli sono stati revocati gli arresti domiciliari. Shiva, adesso, ha l’obbligo di firma due volte a settimana. Sul palco è salito anche l’acclamato Gabriel, figlio di Sfera, durante “XDVR” e, dopo “Ciny” e “BRNBQ”, il concerto si è concluso dove tutto era iniziato: con il banger “Visiera a becco”, pezzo culto per i fan del trapper.

All’uscita qualche fan è rimasto perplesso sulla presenza di soli due ospiti Guè e Sch, in un’epoca in cui se non si invitano almeno dieci colleghi allora non sei ‘cool’. Ma evviva Sfera! “Pochi ma buoni”, direbbe qualcuno. Resta importante sottolineare che, nonostante Sfera non sia il miglior performer tra i rapper, ha portato avanti uno show di più di un’ora e trenta minuti, senza che ci fossero momenti noiosi.

(Foto di F. Prandoni)

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