Un Fondo per il Made in Italy
Con uno stanziamento di 1 miliardo di euro il Fondo nazionale del made in Italy interviene nel capitale di rischio di imprese in forma di società di capitali, anche quotate, comprese le cooperative. L’obiettivo è sostenere la crescita, il rafforzamento e il rilancio delle filiere strategiche nazionali e il potenziamento dell’accesso alle materie prime critiche. […] L'articolo Un Fondo per il Made in Italy proviene da Iusletter.

Con uno stanziamento di 1 miliardo di euro il Fondo nazionale del made in Italy interviene nel capitale di rischio di imprese in forma di società di capitali, anche quotate, comprese le cooperative. L’obiettivo è sostenere la crescita, il rafforzamento e il rilancio delle filiere strategiche nazionali e il potenziamento dell’accesso alle materie prime critiche.
Con le risorse del Fondo (c.d. Fondo sovrano, istituito con la legge 206/2023), cui si aggiungono gli apporti da parte degli investitori privati, potranno essere effettuati investimenti in strumenti di rischio tramite la gestione di società veicolo, in società di capitali anche quotate in mercati regolamentari (c.d. “Imprese target ammissibili”). Tali imprese dovranno essere attive nella estrazione, trasformazione, approvvigionamento, riciclo e riuso di materie prime critiche per l’accelerazione dei processi di transizione energetica, nonché nello sviluppo di modelli di economia circolare con elevate potenzialità di crescita.
Gli interventi potranno essere messi in campo anche attraverso operazioni di private equity e potranno inoltre riguardare asset immobiliari, pubblici o derivanti da concessione, strumentali all’operatività delle società delle filiere considerate strategiche per il Paese.
È quanto prevede il decreto interministeriale 25 febbraio 2025 del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero delle imprese e del made in Italy, attualmente al vaglio della Corte dei conti, attuativo della legge 206/2023). Le risorse disponibili, pari a 1 miliardo di euro, fanno riferimento agli interventi effettuati al periodo 2023-2024 (salvo proroghe), essendo il decreto interministeriale attuativo della legge n. 206 approvata nel 2023.
L’operatività del Fondo.Istituito con la legge 206/2023 il Fondo ha una dotazione iniziale di 700 milioni di euro per il 2023 e di 300 milioni di euro per il 2024 e coerentemente con gli orientamenti del Pnrr potrà essere incrementato con risorse provenienti da soggetti privati; potrà investire a condizioni di mercato nel capitale di società per azioni, anche quotate e anche in forma cooperativa, purché aventi sede legale in Italia e non operanti nel settore bancario, finanziario o assicurativo.
Il Fondo ha due principali obiettivi strategici:
– il potenziamento dell’accesso alle materie prime critiche;
– il sostegno alle filiere industriali strategiche.
Verranno quindi finanziati progetti legati all’estrazione, lavorazione, trasformazione, approvvigionamento, riciclo, riuso e distribuzione di materie prime critiche. A tal fine verranno riattivate vecchie miniere, aperti nuovi siti estrattivi e creata una filiera industriale dedicata alla lavorazione delle materie prime importate, per ridurre la dipendenza da fornitori esteri. Oltre al settore estrattivo, il Fondo avrà un ruolo chiave anche nel sostegno alle filiere strategiche, incentivando investimenti nei settori ad alta intensità tecnologica e di competitività, con l’obiettivo di rafforzare il sistema produttivo nazionale e aumentarne l’integrazione nei mercati globali.
Imprese target ammissibili. Sono ammissibili agli interventi del Fondo le imprese dei settori e delle filiere costituite in forma di società di capitali, anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa, che hanno sede legale in Italia e che non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo.
Le “Imprese target ammissibili”, al momento dell’investimento da parte del Fondo devono presentare una adeguata solidità patrimoniale e redditività attuale o prospettica, nonché un significativo potenziale di creazione del valore e di consolidamento, orizzontale o verticale, del rispettivo settore e filiera, anche mediante operazioni di acquisizione ed integrazione con altre imprese o investimenti in tecnologie rilevanti per lo stesso settore.
Tali imprese, ai fini dell’accesso agli interventi del Fondo, devono:
a) avere sede legale in Italia;
b) essere classificabili come operanti nell’estrazione, lavorazione, trasformazione, approvvigionamento, riciclo, riuso e distribuzione delle materie prime critiche nonché in altre filiere che abbiano rilevanza strategica in coerenza con gli obiettivi di politica industriale ed economica nazionale;
c) avere concrete potenzialità di sviluppo, misurabili sulla base di indicatori quantitativi e/o qualitativi;
d) non essere in liquidazione volontaria, non essere sottoposte a procedure concorsuali;
e) superare le verifiche in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo;
f) non incorrere nelle cause di esclusione previste dal decreto.
Apporti dei privati tramite i veicoli di investimento. L’attuazione degli interventi del Fondo avviene tramite veicoli di investimento che assicurano l’apporto di investitori privati per un importo non inferiore alla dotazione dei veicoli di investimento da parte del Fondo stesso, con riferimento agli impegni di sottoscrizione o investimento a livello dei fondi, veicoli e imprese Target.
Si tratta:
a) di un Fondo di Real asset che investe in Real asset target ammissibili, ovvero incategorie di asset immobiliari il cui utilizzo sia strumentale alle filiere strategiche delle “Imprese target ammissibili”, ivi inclusi gli strumenti rappresentativi di capitale di rischio (ad esempio, strumenti finanziari partecipativi, quote di patrimoni separati, ecc.) di tali imprese. Le operazioni di investimento, ai fini della valorizzazione degli asset immobiliari, possono tener conto della possibilità di processi di sviluppo, crescita internazionalizzazione e rafforzamento della capacità competitiva nei settori considerati strategici, allo scopo di favorire processi di integrazione verticale e di consolidamento orizzontale di “Imprese target ammissibili”, per agevolare altresì l’ingresso in nuovi mercati ed ampliare la presenza produttiva e commerciale diretta in nuovi settori e paesi, aumentando la capacità complessiva di competere a livello globale;
b) di un Fondo imprese (Fi) che investe:(i) direttamente in “Imprese target ammissibili” e indirettamente tramite(ii) fondi target diretti di private equity e(iii) fondi target indiretti di private equity, che hanno ad oggetto investimenti in “Imprese target ammissibili”.
Le quote rappresentative dei due Veicoli di Investimento sono riservate in sottoscrizione al Ministero.
La durata dei due veicoli di investimento e la durata del relativo periodo di investimento è definita nel regolamento di gestione di ciascun di essi in conformità con la migliore prassi di mercato.
Gli interventi strategici del Fondo.Secondo le modalità previste dal decreto interministeriale il Fondo investe nei seguenti settori e filiere strategiche nazionali e filiere di eccellenza dell’industria italiana, sulla base:
(i) dell’impatto dei megatrend sui diversi settori industriali,
(ii) dell’”intensità” tecnologica derivante dai livelli di spesa in ciascun settore/filiera,
(iii) della competitività delle imprese italiane nei vari settori o filiere (anche in termini di quota di mercato dell’export delle imprese italiane rispetto all’export globale),
(iv) della capacità di generare valore nei seguenti settori:
a) estrazione, lavorazione, trasformazione, approvvigionamento, riciclo, riuso e distribuzione delle materie prime critiche;
b) altre filiere che abbiano rilevanza strategica in coerenza con gli obiettivi di politica industriale ed economica nazionale selezionati in applicazione dei criteri previsti dal decreto.
Gli interventi del Fondo nel capitale di rischio.Al fine di supportare la crescita e lo sviluppo di settori chiave per l’economia italiana.
tramite il Fondo imprese (Fi), veicolo di investimento con funzioni specifiche affidato a società di gestione specializzata, il Ministero potrà entrare indirettamente nel capitale delle imprese con partecipazioni di minoranza qualificata o di maggioranza, arrivando a coprire fino al 50% dell’investimento complessivo nel caso di operazioni di private equity.
Il Fi potrà partecipare a condizioni di mercato per un importo massimo fino al 50% dell’investimento di private equity complessivo anche in imprese Target mediante la sottoscrizione o l’acquisto di strumenti finanziari partecipativi, di quote di patrimoni separati, o altri strumenti rappresentativi di capitale di rischio emessi dalle stesse.
Il Fi potrà inoltre investire per il tramite di veicoli di investimento appositamente costituiti per l’intervento diretto, o mediante la sottoscrizione di Fondi di fondi.
Le operazioni di investimento finanziarie saranno orientate a processi di sviluppo, crescita, internazionalizzazione e rafforzamento della capacità competitiva nei settori delle materie prime critiche e nelle filiere di rilevanza strategica al fine di aumentare la capacità complessiva di competere a livello globale, agevolare l’ingresso in nuovi mercati ed ampliare la presenza in nuovi settori e paesi.
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