Troppi esami, medici richiamati. ‘Aiutiamo i pazienti, è paradossale’
La Spezia, una quarantina di camici bianchi raggiunti dalla lettera di contestazione inviata dall’azienda sanitaria. Fimmg rilancia: “Contestazioni scollegate dalla realtà clinica. Rispondiamo solo ai bisogni dei cittadini”

La Spezia, 25 marzo 2025 – Sono seicento in tutta la Liguria, una quarantina nello Spezzino. Tutti medici di medicina generale accomunati dal richiamo formale con cui le Asl, nei giorni scorsi, hanno contestato l’eccessiva prescrizione di esami e visite specialistiche. Uno sforamento che non ha nulla a che vedere con le vicende che di recente hanno visto quattro camici bianchi (uno spezzino) indagati per falsità ideologica in certificati, ma che è finito come da prassi sotto la lente di Alisa e Liguria Digitale. E che, giocoforza, ha inevitabilmente contribuito ad appesantire il clima di sfiducia dei camici bianchi, pronti a dare battaglia.
Maria Pia Ferrara, segretaria provinciale Fimmg, è categorica. “La pratica clinica quotidiana non può essere ridotta a mere statistiche o percentuali di prescrizioni da monitorare attraverso criteri rigidi e astratti. Dover subire un procedimento per il solo fatto di aver cercato di aiutare i nostri pazienti ad ottenere le prestazioni in tempi accettabili ci sembra paradossale. I richiami che oggi Alisa sta inoltrando ai medici di famiglia che superano determinate medie di prescrizione sono, a nostro giudizio, completamente scollegati dalla realtà clinica. Le statistiche elaborate non considerano affatto fattori cruciali come l’età media della popolazione, le condizioni socioeconomiche, le reali capacità di risposta delle strutture sanitarie territoriali, e soprattutto l’effetto del periodo pandemico, che ha generato ritardi diagnostici ancora non completamente recuperati. La Liguria ha la popolazione più anziana d’Italia, con inevitabili ripercussioni sulle necessità assistenziali. Molti pazienti tornano negli studi medici preoccupati per l’impossibilità di prenotare esami o visite specialistiche entro tempi ragionevoli. Ciò comporta la necessità di aggiornare frequentemente le priorità delle prescrizioni, generando inevitabilmente ulteriori ricette che spesso non possono essere cancellate dal sistema, restando attive e contribuendo erroneamente ad aumentare le statistiche”.
Per Maria Pia Ferrara, questo meccanismo burocratico, unito alla “difficoltà oggettiva del sistema sanitario ligure di garantire tempi di attesa accettabili”, genera “l’apparenza di una iperprescrizione che in realtà è soltanto una risposta clinica e assistenziale ai bisogni concreti e immediati dei cittadini”. La segretaria provinciale Fimmg ricorda inoltre che “un atteggiamento inquisitorio e punitivo non porta alcun beneficio. Anni fa, di fronte a problematiche simili legate alla prescrizione di farmaci, si era riusciti a trovare un equilibrio attraverso percorsi di formazione e confronto professionale. La provincia della Spezia in quel frangente aveva dimostrato che era possibile migliorare attraverso strategie collaborative, non coercitive. Oggi – dice Ferrara – ci troviamo di nuovo ad affrontare un problema simile, stavolta legato a prescrizioni diagnostiche e visite specialistiche. Serve un percorso condiviso di formazione, informazione e supporto, per garantire risposte appropriate ai cittadini senza penalizzare ingiustamente chi lavora in prima linea”.
Sul tema è intervenuto in maniera chiara anche Salvatore Barbagallo, presidente dell’Ordine medici chirurghi e odontoiatri della Spezia, secondo il quale “fatto salvo il diritto dovere dell’azienda sanitaria sul controllo delle prescrizioni delle indagini clinico-strumentali da parte dei medici di medicina generale è altrettanto doveroso tenere conto delle necessità del singolo paziente, che non possono certo essere parametrate attraverso dati statistici bensì sulla reale ed attuale situazione clinica di ciascun cittadino, considerate debitamente le patologie”.