Terremoto in Myanmar: un bimbo e due donne estratti vivi dopo 60 ore
La giunta militare birmana parla oltre 2mila morti, ma secondo alcune stime potrebbero essere 10mila. Proclamati sette giorni di lutto, mentre si attiva la macchina degli aiuti internazionali

Roma , 31 marzo 2025 – Sono sempre di più vittime del terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar (e la vicina Thailandia). Secondo il Wall Street Journal, la giunta militare birmana ha stimato 2.028 morti e 3.408 feriti, ma l’Us Geological Survey teme che le persone che hanno perso la vita possono superare i 10mila. Nel frattempo il governo dell’ex Birmania ha proclamato una settimana di lutto nazionale per commemorare le vittime della catastrofe.
Le strutture sanitarie al collasso
"In segno di compassione per la perdita di vite umane e per i danni, sono stati dichiarati sette giorni di lutto nazionale, fino al 6 aprile. La bandiera dovrà essere esposta a mezz'asta durante questi giorni", ha affermato il primo ministro birmano, Min Aung Hlaing, in una nota.
Intanto le strutture sanitarie del paese sono al collasso e questo mette in pericolo anche i numerosissimi feriti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha riferito di almeno tre ospedali completamente distrutti e 22 fortemente danneggiati. E ora non si sa come e dove curare i feriti. “C’è un urgente bisogno di forniture per trasfusioni di sangue, anestetici, farmaci essenziali e supporto per la salute mentale” ha infatti denunciato l’Oms. Nel frattempo è stato emesso un appello per raccogliere 7,4 milioni di euro per “fornire cure traumatologiche salvavita, prevenire focolai di malattie e ripristinare i servizi sanitari essenziali nei prossimi 30 giorni”.
Salvati dopo 60 ore sotto le macerie
Ma tra tanto dolore e devastazione, i media locali raccontano anche un miracolo: tre persone sono state estratte vive dalle macerie a quasi 60 ore dal terribile sisma. I soccorritori sono riusciti a trarre in salvo un bambino di cinque anni, una donna in stato di gravidanza e una 29enne. Tutti e tre erano rimasti intrappolati tra le macerie di un palazzo crollato a Mandalay e sono stati salvati stamani da soccorritori cinesi, secondo quanto riporta l'agenzia Dpa sulla base di notizie del sito Myanmar Now che cita l'ambasciata cinese in Myanmar.
Gli aiuti internazionali
Per la prima volta la giunta militare birmana ha compiuto la scelta inconsueta di richiedere assistenza internazionale per affrontare una catastrofe naturale. E gli aiuti non si sono fatti attendere. Sono più di una dozzina le squadre di soccorso straniere che si sono unite a quelle birmane nella ricerca dei dispersi. Il governo della Thailandia, per esempio, ha inviato 55 militari, sei cani da salvataggio e attrezzature (tra cui gru ed escavatori) per contribuire alle operazioni di salvataggio nel vicino Myanmar. La ministra degli Esteri australiana, Penny Wong, si è spinta ancora più in là annunciando un sostegno di 2 milioni di dollari australiani (1.1. milioni di euro, ndr) al Myanmar per "soccorsi umanitari immediati" tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), precisando che si tratta soltanto di un contributo "iniziale" (ma ribadendo di non supportare in alcun modo il governo militare dell’ex Birmania). Prevista una quantità ingente di aiuti anche da parte delle alleate Russia e Cina: Mosca ha già schierato sul campo una propria squadra di specialisti, tra cui squadre cinofile, anestetisti e psicologi, mentre Pechino ha intenzione di inviare 100 milioni di won (circa 63mila euro) in aiuti umanitari.