Picierno (Pd): “Alleati agli Usa, non subalterni”
La dem: Meloni non assecondi la deriva trumpiana. “Il mio incontro con gli israeliani? Ero nel mio ruolo”

Roma, 30 marzo 2025 – “Macchè guerrafondai”. Pina picierno lo ha chiarito dal palco dell’hotel Life di Roma dove ancora oggi è in scena il congresso di Azione. Luci e clima ovattato in sala, assetto da guerra all’esterno, con le camionette della polizia a bloccare ogni passaggio. Poco dopo della vicepresidente dem del Parlamento Europeo, dallo stesso pulpito ha parlato Meloni.
Picierno, lei e la premier avete fatto staffetta sul palco, ma idee diametralmente opposte di Europa. Non è stato strano?
“La premier aveva già chiarito la sua idea di Europa nel dileggio del Manifesto di Ventotene. È contraria alla sua ispirazione, l’Europa federale e il contrasto ai nazionalismi che portarono il nostro continente nella più drammatica spirale di lutti e conflitti della storia dell’umanità. Ma è l’ispirazione che tra mille limiti, è prevalsa. Se ne faccia una ragione, non c’è scontro identitario che tenga”.
Cosa pensa della sua intervista al Financial Times? Tra le altre cose la premier dice che ha ragione il vice di Trump, JD Vance: l’Europa ultimamente si è persa per strada...
“Mi ha colpito un’altra frase di quell’intervista, relativa proprio alle critiche Usa all’Euriopa: la crisi nasconde sempre un’opportunità, ha detto la premier. Ma l’opportunità è quella di rendere l’Europa libera e forte, in un contesto internazionale di conflitti e aggressioni alle democrazie. Non certo quella di assecondare la dottrina della nuova amministrazione statunitense. L’opportunità per il governo è concorrere alla sicurezza e alla competitività del nostro continente, non di rafforzare il movimento reazionario internazionale di Trump”.
La presidente della Commissione Ue Von der leyen, però, in un’altra intervista ha dato ragione a Meloni sugli Usa.
“Un conto sono i rapporti atlantici, un altro è assecondare la dottrina ostile della amministrazione Usa. Von der Leyen credo commetta in buona fede l’errore di sovrastimare i rapporti di amicizia della premier. Trump l’ha già detto e dimostrato: conta solo la forza”.
Von der Leyen dice anche che l’Italia avrà vantaggi economici dal riarmo. È un buon motivo?
“Le opportunità di crescita e di innovazione tecnologica sono state sempre colte dalle imprese del paese e gli investimenti in sicurezza non riguardano solo gli armamenti. In questo senso rappresentano vantaggi economici per tutto il nostro sistema industriale, non solo per quello direttamente coinvolto che resta, comunque, tra i migliori d’Europa”.
Torniamo al congresso di Azione. Il Pd c’era, con lei ed altri esponenti. La segretaria Schlein no. Siete alleati con Calenda o no?
“Il Pd ha avuto una sua rappresentanza in vece della segretaria, non vedo motivo di polemica. La strada verso l’alternativa è ancora lunga, le alleanze sono tutte da definire. Di certo, non basterà mettere le opposizioni insieme. Commetteremmo lo stesso errore di Meloni, lasciando il paese in balìa di visioni opposte nelle stesse alleanze. Serve una proposta per l’Italia e per l’Europa.
È stata attaccata dal suo partito perché ha incontrato dei rappresentanti della destra israeliena. “Ho incontrato in qualità di vicepresidente del parlamento europeo con delega all’antisemitismo e al Medio Oriente, una associazione di ex militari che mi ha chiesto un appuntamento. Il gruppo dei parlamentari del Pd, una parte esigua, dovrebbe sapere che non si incontrano a livello istituzionale soltanto le persone che la pensano come te. C’è una differenza tra funzioni istituzionali e opinione politica, è l’Abc del rispetto delle funzioni istituzionali”.
Sempre normale dialettica?
“Il Pd è un partito plurale con posizioni complementari tutte legittime”.