Pensioni delle donne più basse, il 64% è sotto i 750 euro

La sottoccupazione femminile si riflette anche sulle pensioni, per le donne quella di anzianità o vecchiaia non basta per vivere nella grande maggioranza dei casi

Mar 28, 2025 - 11:40
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Pensioni delle donne più basse, il 64% è sotto i 750 euro

L’Inps ha pubblicato i dati relativi alle pensioni per il 2024. Lo scorso anno sono stati erogati 1,4 milioni di nuovi trattamenti, dal valore di 15 miliardi di euro, divisi circa a metà tra previdenziali e assistenziali. Le cifre mostrano però anche un grosso squilibrio tra gli importi degli assegni pensionistici di uomini e donne.

Almeno nel settore privato, il gender gap lavorativo si riflette pesantemente nella previdenza sociale. Anche se l’analisi dei dati rivela una situazione meno drammatica di quanto appaia in superficie, il divario è comunque presente.

Le pensioni delle donne valgono meno di quelle degli uomini

All’inizio del 2025, il 53% delle pensioni erogate dall’Inps a lavoratori del settore privato, siano esse assistenziali o previdenziali, non superava i 750 euro al mese. Questo dato è però il risultato di un forte squilibrio tra i generi.

Solo il 40,3% delle pensioni assegnate agli uomini rimangono sotto questo valore, mentre per quelle che intestate a una donna, si sale al 64,1%. Il divario rimane anche per le pensioni tra i 750 e i 1.500 euro: 19% di quelle degli uomini, 24,8% di quelle delle donne, e si inverte, di molto, solo quando si superano i 1.500 euro.

Dai 1.500 ai 3.000 euro di pensione, gli assegni rappresentano il 33,3% del totale di quelle degli uomini, ma solo poco meno del 10% di quelle delle donne. Divario ancora più ampio oltre i 3.000 euro. Questi assegni sono il 7,8% del totale se si guarda agli uomini, l’1,2% se si guarda alle donne.

Pensioni, non pensionati: la precisazione dell’Inps

Lo stesso documento riassuntivo dei dati dell’Osservatorio dell’Inps tiene a sottolineare che i dati parlano di pensioni, non di pensionati. Sono infatti molti i casi di persone che ricevono più di un trattamento pensionistico, oppure che hanno altri redditi oltre alla previdenza sociale, pur avendo smesso di lavorare.

A dimostrazione di ciò, l’Inps evidenzia che di 9,6 milioni di pensioni sotto i 750 euro, solo il 43,1% beneficia delle prestazioni dedicate a chi ha un reddito particolarmente basso, come l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali, l’invalidità civile o gli assegni sociali.

Perché le pensioni delle donne sono così basse

A determinare l’importo di una pensione contribuisce soprattutto la carriera lavorativa di chi la percepisce. Di conseguenza, il gender gap esistente all’interno del mercato del lavoro italiano finisce per riflettersi al momento del pensionamento. Il primo dato rilevante è quello dell’occupazione.

Il 72% degli uomini in età da lavoro era occupato a gennaio 2025. Per le donne, questo dato scende al 53,5%. E non è un problema di disoccupazione. Buona parte delle donne che non lavorano sono inattive, quindi non stanno cercando un impiego. Sono 7,8 milioni le donne inattive in Italia.

Per chi non ha raggiunto almeno 20 anni di contributi, la pensione in Italia arriva a 67 anni di età ed è al massimo di 538,68 euro al mese per 13 mensilità. Buona parte del divario pensionistico deriva dalla combinazione di questi due dati. Le donne lavorano meno e, di conseguenza, prendono pensioni più basse.

A questo si aggiunge che, anche quando lavorano, nel nostro Paese le donne sono pagate circa il 10,4% in meno degli uomini. Questo a causa sia di un vero e proprio gender pay gap, quindi di una remunerazione minore a pari responsabilità per una donna rispetto a un uomo, sia per la difficoltà di accesso delle donne ai ruoli più importanti e meglio pagati.