Ostriche contro il granchio blu, un business da 60 milioni
La riconversione degli allevamenti di vongole è un investimento per pochi o una possibile soluzione contro l'invasione del granchio blu che distrugge l'ecosistema?

L’ipotesi di riconversione degli allevamenti di vongole in allevamenti ostriche sta guadagnando attenzione, perché il settore della molluschicoltura italiana si trova di fronte a un bivio: reagire all’invasione del granchio blu con strategie di contenimento o ripensare interamente il proprio modello produttivo?
Tra investimenti onerosi, tempi lunghi e dinamiche di mercato differenti, la trasformazione non è così semplice come potrebbe sembrare.
Il granchio blu è stato un disastro economico
L’incontrollata espansione del granchio blu ha innescato una crisi delle vongole, una delle industrie più redditizie in Europa, con un valore annuo di 200 milioni di euro. Questo crostaceo alieno, introdotto accidentalmente nei nostri mari, non ha predatori naturali e si riproduce rapidamente, causando uno squilibrio ecologico devastante.
Il suo appetito insaziabile ha decimato le popolazioni di vongole, mettendo in crisi un’intera filiera produttiva che da decenni rappresentava un pilastro economico per le comunità costiere del Delta del Po.
Le conseguenze economiche sono drammatiche: pescherecci e stabilimenti in vendita, operatori costretti a reinventarsi un mestiere, intere famiglie prive di una fonte di reddito stabile. La molluschicoltura, che garantiva occupazione e sviluppo locale, si trova ora a un passo dal collasso. Inoltre il calo della produzione ha portato a un aumento dei prezzi delle vongole, penalizzando non solo i produttori ma anche ristoratori e consumatori finali.
Perché non sfruttiamo il granchio blu
Nonostante le iniziative per contenere il predatore e promuoverne la commercializzazione, la sfida rimane aperta: solo il 15% del granchio blu trova sbocco nel mercato alimentare, rendendo difficile trarne un’opportunità economica sostenibile.
La sua commercializzazione è limitata dalla complessa lavorazione necessaria per estrarne la polpa, dalla scarsa domanda del mercato interno e dalle difficoltà di esportazione. Anche se si stanno studiando strategie alternative, come l’impiego del granchio blu nella produzione di mangimi o fertilizzanti, il problema resta ancora lontano da una soluzione definitiva.
La scommessa sulle ostriche: un investimento per pochi?
Di fronte a questo scenario, molti guardano con interesse alla possibilità di riconvertire gli impianti per l’allevamento delle ostriche, le cui tecniche basate su ceste sospese permettono di eludere l’emergenza granchio blu. Tuttavia, la transizione richiede investimenti onerosi, tra i 30mila e i 50mila euro per infrastrutture e semina, con un orizzonte di ritorno economico che varia tra i tre e i cinque anni.
Inoltre, le differenze biologiche e di mercato tra vongole e ostriche complicano ulteriormente il passaggio:
- le vongole sono accessibili a tutte le fasce di consumatori e si adattano a ricette popolari;
- le ostriche, invece, sono percepite come un prodotto di nicchia, con un consumo prevalentemente crudo e legato a contesti gastronomici specifici.
Quanto vale l’allevamento delle ostriche in Italia
C’è da dire, però, che nonostante le difficoltà, la filiera delle ostriche potrebbe rappresentare un’occasione di rilancio per l’economia ittica nazionale. Con varietà pregiate come l’Ostrica rosa di Scardovari, la verde del Golfo dei Poeti, la bianca del Gargano, la sarda, l’Ostrica d’oro e la nera di Goro, il mercato delle ostriche italiane potrebbe generare un valore di 60 milioni di euro nel breve termine.
Se adeguatamente sviluppato, con il sostegno di politiche fiscali favorevoli e investimenti mirati, questo comparto potrebbe arrivare a valere fino a mezzo miliardo di euro, creando nuovi posti di lavoro e offrendo opportunità imprenditoriali a giovani e donne.
Certo è che la riconversione da vongole a ostriche non è una panacea immediata, ma potrebbe rappresentare un nuovo capitolo per la pesca italiana. Tuttavia, affinché questa trasformazione abbia successo, è necessario un intervento deciso delle istituzioni, a partire dalla necessità che il piano di contenimento del granchio blu venga attuato al più presto.
Nel frattempo, sarebbe utile attivare politiche fiscali e di sostegno agli investimenti, da definire per favorire la transizione e renderla sostenibile, sia da un punto di vista economico che ambientale. Solo così il settore può trasformare una crisi in un’opportunità di crescita e innovazione, dando nuova linfa all’economia costiera italiana.