Oltre gli Usa esiste un mondo | L’analisi di Romano Prodi

Sul Messaggero Romano Prodi ricorda che oltre gli Stati Uniti esiste un mondo. E in merito ai dazi di Trump, afferma che un quarto dell’economia mondiale tende ad isolarsi, gli altri tre quarti debbono trarne le conseguenze. Per iniziare dall’Europa è certo importante che si sia iniziato a sostituire l’ombrello americano nel campo della difesa, […] L'articolo Oltre gli Usa esiste un mondo | L’analisi di Romano Prodi proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

Apr 3, 2025 - 06:58
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Oltre gli Usa esiste un mondo | L’analisi di Romano Prodi

Sul Messaggero Romano Prodi ricorda che oltre gli Stati Uniti esiste un mondo. E in merito ai dazi di Trump, afferma che un quarto dell’economia mondiale tende ad isolarsi, gli altri tre quarti debbono trarne le conseguenze.

Per iniziare dall’Europa è certo importante che si sia iniziato a sostituire l’ombrello americano nel campo della difesa, ma bisogna tenere presente che, in ogni organizzazione politica, non esiste solo il ministero della Difesa, ma anche i vari dicasteri economici, ai quali si aggiungono quelli che riguardano gli altri aspetti della vita, a cominciare dal Welfare.

Altrettanto chiaro è il fatto che non si deve pensare solo ad una riparazione dei danni, ma anche ad un ripensamento della nostra politica, a cominciare da quella economica e finanziaria. È urgente decidere sulla difesa, ma è altrettanto urgente (e oggi più possibile e doveroso che in passato) riflettere su come mettere a servizio dell’economia europea le centinaia di miliardi di nostri risparmi che ogni anno emigrano verso i fondi americani. Organizzare un grande mercato dei capitali europeo è oggi un obiettivo più vicino e più possibile che in passato.

Tuttavia tutti i tre quarti del mondo, esclusi dagli Stati Uniti, debbono decidere che cosa possono fare insieme per evitare che la separazione americana getti il pianeta in una crisi paragonabile a quella del 1929.

In primo luogo come agire per rendere possibili relazioni eque e intense fra Europa e Cina dato che, insieme, raggiungono il 34% del PIL mondiale e sono, per loro natura, obbligate ad avere crescenti rapporti con i mercati terzi.

Questo problema mi veniva quotidianamente posto dagli studenti cinesi. A loro rispondevo che un quadro di collaborazione attiva e paritaria è oggi utile e necessario, e se non siamo riusciti a farlo nei passati trent’anni, dobbiamo lavorare molto per realizzarlo oggi, disponendoci entrambi a mettere in atto radicali cambiamenti.

Da parte europea il primo obiettivo deve essere l’elaborazione di una politica unitaria. Se ripetiamo il caso dei dazi europei sulle automobili elettriche cinesi, in cui ogni paese ha tenacemente portato avanti i propri interessi e i cinesi hanno ovviamente giocato su questa debolezza, non andiamo da nessuna parte.

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