Ma sarà un veleno per tutti | L’analisi di Ferruccio de Bortoli
Ferruccio de Bortoli sulla Stampa parla dei dazi come di ‘un veleno per tutti’. “Nel «giorno della liberazione» – scrive – ci si chiede quanti saranno i prigionieri dei dazi di Donald Trump. Chi ne pagherà effettivamente il conto, quali le eccezioni. E poi, soprattutto, quanto impiegheranno molti cittadini americani a sentirsi, se mai accadrà, […] L'articolo Ma sarà un veleno per tutti | L’analisi di Ferruccio de Bortoli proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

Ferruccio de Bortoli sulla Stampa parla dei dazi come di ‘un veleno per tutti’. “Nel «giorno della liberazione» – scrive – ci si chiede quanti saranno i prigionieri dei dazi di Donald Trump. Chi ne pagherà effettivamente il conto, quali le eccezioni. E poi, soprattutto, quanto impiegheranno molti cittadini americani a sentirsi, se mai accadrà, ugualmente prigionieri delle scelte della loro amministrazione.“
“Da sempre i dazi, e peggio una guerra commerciale, rappresentano un circolo vizioso, un gioco a somma negativa. C’è del metodo nell’apparente follia di Trump? Ovviamente sì, se riuscisse a dimostrare di aver rilanciato la produzione e l’occupazione in tante filiere nazionali (dall’acciaio all’auto) indebolite da un interscambio poco favorevole. E di ridurre, come promesso, le tasse soprattutto alle imprese grazie anche ai proventi delle nuove barriere tariffarie.“
“Il tempo, in questo caso, è una variabile decisiva. Fino a che punto la Casa Bianca può permettersi di veder scendere i listini azionari e indebolirsi il tasso di crescita al limite addirittura di una recessione?“
“Trump promette che sarà gentile. Bontà sua. Soprattutto con chi si sottometterà più facilmente ai propri desiderata. I suoi (ex) alleati dovranno scegliere se ammiccare, accodandosi e accordandosi, oppure se tenere dignitosamente il punto, replicando i dazi, con il rischio di pagarne un prezzo più elevato.“
“I dazi, storicamente – ricorda l’editorialista – funzionano in un solo caso. Quando la vittima acconsente. E non sono solo un’arma negoziale che il presidente americano usa disinvoltamente per premere sui propri partner. Sono anche un veleno a lento rilascio di sfiducia nelle relazioni commerciali tra privati. Una sorta di clausola oscura disseminata nei contratti.“
“Le parti, pur legate da reciproche obbligazioni, sono in realtà più distanti. Diffidano l’una dell’altra. Incomprensioni e sospetti si allargano a macchia d’olio a tante altre attività non commerciali. Ai rapporti tra comunità scientifiche e culturali, per esempio.“
“Il dilagare della sfiducia reciproca è la cifra distintiva di questa stagione geopolitica così gravida di angosce e interrogativi. Ci si guarda in cagnesco. Anche tra alleati storici. E si sottovaluta pericolosamente che l’architettura finanziaria internazionale si regge sulla fiducia nel dollaro come valuta di riserva che – conclude – potrebbe venire addirittura meno visto l’alto indebitamento americano.“
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