Oggi è il giorno dei dazi USA

A poche ore dall’annuncio ufficiale i mercati e gli investitori tremano per l’era dei dazi ormai praticamente ufficiale. Intanto il Regno Unito, forte di una bilancia commerciale molto più equilibrato con gli Stati Uniti, spera di poter sfruttare questo vantaggio per ottenere una politica più morbida sul fronte dazi. Infatti a far scattare l’ira di Trump è stata (anche) lo squilibrio commerciale tra i vari paesi inizialmente coinvolti e cioè Canada, Cina, Messico e Unione Europea. Economia 31 Marzo 2025 Per Goldman Sachs i dazi di Trump aumenteranno i rischi di recessione Intanto i mercati europei hanno aperto in netto calo 31 Marzo 2025 trump donald Guarda ora Ma come spesso accade, proprio in calcio d’angolo, c’è chi avanza l’opzione che le tariffe commerciali potrebbero non essere così severe come inizialmente pronosticato. A dare il primo indizio in tal senso è lo stesso presidente USA Donald Trump che ha lasciato intendere che i provvedimenti potrebbero essere “ingentiliti”. Infatti inizialmente Trump aveva parlato di “tariffe reciproche” intendendo con questo la strategia di applicare dazi in entrata uguali a tutti quei paesi che decidevano di imporli alle merci statunitensi. I numeri, in media, suggerivano, quindi un addebito del 20% sulla maggior parte dei beni e servizi. Economia 27 Marzo 2025 Nuove minacce di Trump sui dazi: nel mirino ancora Ue e Canada In realtà, né Canada né Ue hanno rilasciato comunicati ufficiali che avrebbero confermato una possibile strategia di collaborazione 27 Marzo 2025 dazi Guarda ora Ma questo non è servito a placare le ansie di chi crede che il presidente usi l’arma dei dazi come una sorta di ricatto internazionale per favorire le merci statunitensi. Sul fronte europeo i vari settori si stanno preparando alla possibile tempesta. Un esempio è il ramo farmaceutico dove la mancanza di chiarezza sta già provocando conseguenze negative. Molti grandi nomi, infatti, preferiscono adottare strategie prudenti attraverso la flessibilità. Questo perché finora l’industria farmaceutica è stata esentata dalle imposte commerciali, ma la scorsa settimana Trump ha confermato che presto avrebbe imposto tariffe al settore. La speranza che molti nutrono, almeno per questo ramo industriale, è quello di un’applicazione progressiva dei dazi. L’implementazione graduale

Apr 2, 2025 - 10:37
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Oggi è il giorno dei dazi USA

A poche ore dall’annuncio ufficiale i mercati e gli investitori tremano per l’era dei dazi ormai praticamente ufficiale. Intanto il Regno Unito, forte di una bilancia commerciale molto più equilibrato con gli Stati Uniti, spera di poter sfruttare questo vantaggio per ottenere una politica più morbida sul fronte dazi. Infatti a far scattare l’ira di Trump è stata (anche) lo squilibrio commerciale tra i vari paesi inizialmente coinvolti e cioè Canada, Cina, Messico e Unione Europea.

Economia
31 Marzo 2025
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Ma come spesso accade, proprio in calcio d’angolo, c’è chi avanza l’opzione che le tariffe commerciali potrebbero non essere così severe come inizialmente pronosticato. A dare il primo indizio in tal senso è lo stesso presidente USA Donald Trump che ha lasciato intendere che i provvedimenti potrebbero essere “ingentiliti”.

Infatti inizialmente Trump aveva parlato di “tariffe reciproche” intendendo con questo la strategia di applicare dazi in entrata uguali a tutti quei paesi che decidevano di imporli alle merci statunitensi. I numeri, in media, suggerivano, quindi un addebito del 20% sulla maggior parte dei beni e servizi.

Economia
27 Marzo 2025
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Ma questo non è servito a placare le ansie di chi crede che il presidente usi l’arma dei dazi come una sorta di ricatto internazionale per favorire le merci statunitensi.

Sul fronte europeo i vari settori si stanno preparando alla possibile tempesta. Un esempio è il ramo farmaceutico dove la mancanza di chiarezza sta già provocando conseguenze negative. Molti grandi nomi, infatti, preferiscono adottare strategie prudenti attraverso la flessibilità. Questo perché finora l’industria farmaceutica è stata esentata dalle imposte commerciali, ma la scorsa settimana Trump ha confermato che presto avrebbe imposto tariffe al settore. La speranza che molti nutrono, almeno per questo ramo industriale, è quello di un’applicazione progressiva dei dazi. L’implementazione graduale delle tariffe sul settore potrebbe ridurre l’impatto finanziario immediato e consentire alle aziende di trasferire la loro produzione negli Stati Uniti.

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24 Marzo 2025
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Ester Baiget, CEO della società biotecnologica danese Novonesis ha dichiarato “Quando si introducono tariffe, si genera incertezza e quando si è incerti, si fa una pausa, si mette in pausa l’innovazione, si pubblicano i lanci, si mettono in pausa gli investimenti”,
La scorsa settimana il presidente ha dichiarato alla CNBC che la società non stava facendo speculazioni in vista dell’annuncio dei dazi da parte di Trump.

“Non ha molto senso fare troppe speculazioni”, ha detto il presidente di Novo Nordisk Helge Lund alla CNBC a margine dell’assemblea generale annuale del colosso farmaceutico danese. “Siamo concentrati sul possibile impatto”.

Resta la domanda sulle possibili conseguenze per le vendite negli Stati Uniti dei trattamenti particolarmente popolari su obesità e diabete, entrambi commercializzati da Novo, e su quelli del rivale statunitense e produttore di Zepbound, Eli Lilly.

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25 Marzo 2025
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Conseguenze anche su altri fronti come quello valutario. Infatti la maggior parte dei trader si sta posizionando verso una strategia ribassista sul dollaro mentre si parla di un potenziale rialzo per l’euro, la sterlina britannica e le valute di Australia e Nuova Zelanda. Athanasios Vamvakidis della Bank of America ha affermato che è probabile che il dollaro statunitense si riprenda nel breve termine, ma che questa sarà “molto probabilmente un’opportunità per vendere”.

Il dollaro è stato storicamente considerato un bene rifugio per gli investitori, dato il suo status di valuta di riserva mondiale ed il suo ruolo di protagonista sia nei prestiti, nei pagamenti e negli scambi internazionali .

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