Multe auto dell’Ue, per i divieti arriva un altro cambio di rotta
Non più multe annuali ma triennali per le aziende del settore auto che non rispettano le norme Ue, ma nessun ridimensionamento degli obiettivi: la proposta della Commissione

La Commissione europea ha avanzato una proposta per evitare che le case automobilistiche che operano in Ue debbano pagare le prime multe per la violazione dei nuovi parametri di emissioni delle vetture vendute a partire dal 2025. L’esecutivo europeo vuole dilatare i controlli, senza modificare i parametri.
In questo modo le aziende avranno più tempo per ridurre le emissioni prodotte dalle nuove auto che venderanno, ma l’Unione europea potrà continuare a pretendere la decarbonizzazione del settore.
La proposta dell’Unione europea
Il compromesso trovato all’interno della Commissione europea per evitare che le aziende del settore automotive debbano pagare le multe per gli eccessi di emissioni delle vetture che hanno venduto già dal 2025 si basa su una riduzione dei controlli. Invece di pretendere un rispetto annuale delle regole, l’Ue lo pretenderà triennale.
Questo significa che, nel 2027, la Commissione esaminerà le emissioni medie delle auto vendute in Europa da ogni azienda nel 2025, nel 2026 e nel 2027, e solo allora emetterà eventuali sanzioni. In questo modo anche le aziende in ritardo su questi obiettivi avranno tempo di recuperare. Al contempo, l’Ue non rinuncia al progetto di ridurre le emissioni del settore entro i prossimi dieci anni.
Come funzionano le regole europee
Entro il 2035 infatti, l’Unione europea prevede di vietare completamente la vendita di auto con motori a combustione interna. Entro i 15 anni successivi inoltre, ne vieterà la circolazione. Nelle intenzioni iniziali, ogni anno la Commissione europea avrebbe dovuto verificare che le aziende dell’automotive fossero in linea con il programma, che ha un orizzonte temporale molto limitato.
Questo però avrebbe comportato multe, anche di centinaia di milioni di euro, nel 2025. Le aziende del settore hanno quindi chiesto alla Commissione di rimandare l’attuazione delle norme, per evitare di dover sobbarcarsi costi aggiuntivi in un anno ritenuto cruciale. L’automotive europeo sta infatti attraversando un periodo molto difficile.
Perché si è reso necessario rimandare le multe
Le multe della Commissione europea per le emissioni avrebbero rischiato di far precipitare la crisi dell’automotive europeo. Si stima che alcuni gruppi, come Volkswagen, avrebbero dovuto pagare più di 1,5 miliardi di euro. Le ragioni delle difficoltà delle aziende europee sono varie.
Le auto costano sempre di più, a causa dei sistemi di sicurezza richiesti dalle leggi dei singoli Stati e da quelle europee. Grazie a queste norme, negli ultimi anni i morti sulle strade si sono ridotti drasticamente, ma i prezzi sono aumentati. I governi europei hanno poi smesso di elargire sussidi all’automotive, ritenuti dannosi per l’ambiente, e quindi il prezzo delle auto è diventato sempre meno accessibile. Il mercato dell’usato, che permette ai consumatori di risparmiare, ha coperto parte della domanda, mentre quello delle auto nuove ha rallentato.
La transizione energetica si è inserita in un contesto già critico. Le auto elettriche europee sono tecnologicamente meno avanzate di quelle cinesi o americane a causa degli scarsi investimenti in questo campo da parte dei grandi gruppi del Vecchio Continente. Solo negli ultimi mesi alcuni marchi stanno riuscendo a competere.
Infine, i gruppi tedeschi hanno subito la crisi economica della Germania. La fine della disponibilità di gas a basso costo dalla Russia e il crollo della domanda cinese, dovuto alla crisi della pandemia prima e alla concorrenza di Byd poi, hanno distrutto il paradigma su cui si erano basati decenni di successi, portando a un ridimensionamento di Volkwagen, Bmw e Mercedes-Benz.