Mercati

La Commissione Europea ha lanciato la cosiddetta Savings & investments union. Di cosa si tratta? In sostanza, di fronte ai fallimenti precedenti riguardo all’implementazione della Capital e della Banking Union, le istituzioni europee cercano di buttare il cuore oltre l’ostacolo con una nuova iniziativa finalizzata a orientare i risparmi delle famiglie dell’area euro attualmente parcheggiati […] L'articolo Mercati proviene da ilBollettino.

Apr 1, 2025 - 00:24
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Mercati

La Commissione Europea ha lanciato la cosiddetta Savings & investments union. Di cosa si tratta? In sostanza, di fronte ai fallimenti precedenti riguardo all’implementazione della Capital e della Banking Union, le istituzioni europee cercano di buttare il cuore oltre l’ostacolo con una nuova iniziativa finalizzata a orientare i risparmi delle famiglie dell’area euro attualmente parcheggiati nei conti correnti nelle banche, pari a circa 10.000 miliardi di euro, per orientarli verso investimenti più produttivi.

I risparmi delle famiglie

È un passaggio essenziale per ottenere i finanziamenti indicati come necessari nel testo del Rapporto Draghi sulla Competitività Europea. Secondo il testo, si tratterebbe di impiegare 750-800 miliardi di euro aggiuntivi annui, pari a circa il 4,4-4,7% dell’attuale PIL dell’Eurozona. Tradizionalmente, gli investimenti europei di questo tipo hanno previsto una forte componente di finanziamenti pubblici. Ma le cifre, in questo caso, sono talmente alte da far sembrare indispensabile un contributo maggiore da parte di investitori privati. Tanto più che nel frattempo, a pesare ulteriormente sui bilanci degli Stati si potrebbero aggiungere gli esborsi richiesti dal nuovo piano per il riarmo europeo. Da qui la necessità di trovare nuovi modi per convogliare le risorse dei risparmiatori in investimenti strategici.

Che i risparmi delle famiglie europee sia eccessivamente orientato a impieghi a basso rischio è un dato di fatto – circa il 70%, secondo i dati della stessa Commissione, è fermo nei conti in banca. Per di più, dei circa 1.390 miliardi messi da parte ogni anno dai risparmiatori, una parte consistente – 300 miliardi, per la precisione – finisce per essere investita su Mercati esteri, mettendo in evidenza un gap di competitività. Per modificare il paradigma di struttura degli investimenti, è necessario un vero e proprio cambio culturale non facile da raggiungersi. È tuttavia importante che si cerchi di trovare soluzioni efficaci che portino con sé come conseguenza una adeguata integrazione dei Mercati dei capitali.

Per fare questo e spostare gli investimenti sul capitale di rischio, cosa è necessario? Il processo non è affatto banale e può essere solamente il risultato di una serie di passaggi: prima di tutto, occorre una semplificazione delle modalità di investimento in equity, che porti gli investitori di lungo termine sul Mercato azionario. In secondo luogo, occorreranno agevolazioni di natura fiscale per favorire questo processo. Da ultimo, si richiede una omogeneità di regolazione e di controllo dei Mercati a livello europeo. Insomma, ancora molti sono gli ostacoli da superare, ma aver avviato il processo in questa direzione è certamente qualcosa di positivo.          

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