Luigi Scordamaglia, AD di Filiera Italia: “Il mercato USA non è sostituibile per il settore agroalimentare, ma l’UE agisca anche verso altre aree del mondo”
“Per il settore agroalimentare il mercato americano, che oggi vale 7,8 miliardi, non è sostituibile”. Così Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, commenta l’annuncio di Trump sui nuovi dazi all’UE e quindi anche all’Italia. Ma quale sarebbe esattamente l’impatto sul comparto? Secondo uno studio Coldiretti-Filiera Italia, se i dazi dovessero interessare l’intero agroalimentare, il […] L'articolo Luigi Scordamaglia, AD di Filiera Italia: “Il mercato USA non è sostituibile per il settore agroalimentare, ma l’UE agisca anche verso altre aree del mondo” proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

“Per il settore agroalimentare il mercato americano, che oggi vale 7,8 miliardi, non è sostituibile”.
Così Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, commenta l’annuncio di Trump sui nuovi dazi all’UE e quindi anche all’Italia.
Ma quale sarebbe esattamente l’impatto sul comparto?
Secondo uno studio Coldiretti-Filiera Italia, se i dazi dovessero interessare l’intero agroalimentare, il costo stimato per le singole filiere sarebbe di quasi 500 milioni solo per il vino, circa 240 milioni per l’olio d’oliva, 170 milioni per la pasta, 120 milioni per i formaggi e 40 milioni per i derivati del pomodoro, rispetto al dato attuale.
“Uno scenario complesso da valutare al di là degli annunci e nel quale l’Europa dovrebbe porsi in maniera più proattiva” dice Scordamaglia, che aggiunge:
“Dovremmo cominciare col cambiare atteggiamento verso altre aree del mondo, per esempio verso la Cina, revocando immediatamente i dazi sulle auto elettriche cinesi, in risposta ai quali sono state preannunciate nuove barriere alle nostre esportazioni agroalimentari”.
“Da valutare anche la coerenza delle ulteriori sanzioni UE verso la Russia, in un momento in cui gli USA stanno negoziando con quel Paese un’intensa ripresa delle attività commerciali e di investimento”.
E sulla risposta che l’Europa potrebbe dare, Scordamaglia afferma:
“La migliore possibile sarebbe quella di alleggerire realmente e senza tentennamenti la pesante burocrazia che rallenta le imprese, ben oltre il primo pacchetto di semplificazione lanciato dalla Commissione, che appare del tutto insufficiente”.
“E rilanciare un Clean Industrial Deal vero, in cui un bilancio europeo basato anche su debito comune possa rendere finalmente competitivo il nostro settore manifatturiero e agricolo, che, al di là del nuovo linguaggio, non vorremmo fosse ancora una volta sacrificato da inaccettabili tagli di bilancio”.
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