Lorenzo Finn: “Non sono passato professionista perché devo maturare. Vorrei diventare un uomo di classifica”

Lorenzo Mark Finn con il Trofeo Serra Tramuntana di fine gennaio ha cominciato – in maglia Red Bull Bora-hansgrohe- una stagione in cui alternerà spesso l’attività Under23 a quella dei professionisti. Un programma ideale per crescere senza pressioni, in cui maturare esperienza e al tempo stesso familiarità nella categoria maggiore. Abbiamo parlato con il campione […]

Mar 25, 2025 - 10:20
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Lorenzo Finn: “Non sono passato professionista perché devo maturare. Vorrei diventare un uomo di classifica”

Lorenzo Mark Finn con il Trofeo Serra Tramuntana di fine gennaio ha cominciato – in maglia Red Bull Bora-hansgrohe- una stagione in cui alternerà spesso l’attività Under23 a quella dei professionisti. Un programma ideale per crescere senza pressioni, in cui maturare esperienza e al tempo stesso familiarità nella categoria maggiore. Abbiamo parlato con il campione del mondo juniores alla vigilia della Coppi&Bartali dove attaccherà nuovamente il numero sulla schiena insieme ai professionisti della formazione tedesca.

Come stai Lorenzo?
“Sto bene, grazie. Pronto per cominciare un’altra avventura insieme a questa grande squadra”. 

Su quali aspetti ti sei concentrato maggiormente nel corso dell’inverno? Com’è andata la preparazione?
“Quest’inverno ho avuto qualche intoppo a livello fisico, c’è stato un leggero problema al ginocchio destro che fortunatamente ho risolto. Insieme al team abbiamo lavorato maggiormente sul fondo, quindi più sulle lunghe distanze concentrando i lavori soprattutto sul finale degli allenamenti”. 

Il Mondiale juniores vinto nel 2024 ti ha fatto capire di essere sulla strada giusta? E che peso dai a quella vittoria?
“Di sicuro il Mondiale è stato una grande iniezione di fiducia. So che posso essere ai vertici della mia categoria e poi vedremo gli anni prossimi come andrà. Sicuramente il Mondiale è un bel ricordo che mi porterò dietro per tutta la vita, ma speriamo che sia stato solo l’inizio di una bella carriera”.

Giro Next Gen e Tour de l’Avenir sono i tuoi obiettivi stagionali?
“Liegi Under 23 e il Giro Next Gen saranno i due grandi obiettivi per questa stagione insieme alla squadra, il Tour de l’Avenir con la Nazionale: sto lavorando per arrivare a questi appuntamenti nella miglior condizione”. 

Il percorso dei Mondiali in Ruanda potrebbe nuovamente adattarsi alle tue caratteristiche: è nei tuoi pensieri anche se mancano ancora svariati mesi?
“Non ho ancora visto bene il percorso, ma dicono che sia duro e quindi adatto alle mie caratteristiche. Mancano ancora parecchi mesi, più avanti parlerò con Marino (Amadori, ndr) e capiremo insieme il da farsi, ciò che più conta è farsi trovare pronti per il grande appuntamento”. 

Corri nel vivaio della Red Bull Bora-hansgrohe, ma hai fatto qualche prima esperienza nel mondo dei grandi. Quali sono state le prime impressioni?
“Ho corso ad inizio stagione a Maiorca con il team World Tour ed è stata veramente una gran bella esperienza. Ho imparato tanto dai più grandi e soprattutto ho notato il modo diverso di correre, rispetto alle categorie minori”.

Cos’hai notato maggiormente?
“Tra i big ci sono le squadre che controllano maggiormente la corsa, senza continui attacchi e contrattacchi come succede nelle categorie inferiori. E’ proprio un modo diverso di correre e di impostare la corsa e appunto per questo è fondamentale poter fare qualche esperienza con i più grandi prima del grande salto nel World Tour”. 

Come ti trovi in squadra?
“Mi sto trovando davvero bene, arrivo già da un anno da juniores con la Red Bull Bora-hansgrohe e l’ambiente mi è piaciuto sin dall’inizio. Correre nella squadra di sviluppo e quindi nel vivaio della formazione World Tour è stato un ulteriore passo in avanti. Indipendentemente dalla categoria, in squadra siamo trattati come i professionisti, non ci manca niente. Sono fiero e orgoglioso di poter difendere i colori di questo team in cui tutto è curato nei minimi dettagli”. 

Paul Seixas, tuo rivale storico tra gli juniores, ha scelto di passare professionista. La tua scelta è stata quella invece di correre per la squadra di sviluppo prima del grande salto. Senti il bisogno di fare ancora esperienza prima del World Tour?
“Sì, di sicuro. Non avrei mai scelto di passare direttamente professionista, credo che questa – e quindi quella di correre nella squadra di sviluppo – sia stata la scelta migliore, dove posso sia correre con i grandi nelle corse minori e quindi fare la giusta esperienza senza pressioni, per poi concentrarmi sugli obiettivi di stagione come il Giro Next Gen e il Tour de l’Avenir che sono due vetrine importantissime e tappe fondamentali per la giusta crescita e maturazione”. 

Che tipo di corridore pensi di essere?
“Da juniores è difficile capirlo, però spero di poter diventare un uomo da classifica. Mi piacciono anche le corse di un giorno con un dislivello importante. Devo migliorare tanto nelle prove contro il tempo, ma ho il giusto tempo per poter crescere e sento di essere nell’ambiente ideale”.