Il Regno Unito pronto ad accogliere il Canada sul Gcap?

Dopo l'Australia, anche il Canada guarda al Gcap, programma trilaterale per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di sesta generazione di Italia, Giappone e Regno Unito. E quest'ultimo guarda con favore al coinvolgimento di Ottawa. Che ne sarà invece dell'interesse manifestato da Riad?

Apr 2, 2025 - 16:18
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Il Regno Unito pronto ad accogliere il Canada sul Gcap?

Dopo l’Australia, anche il Canada guarda al Gcap, programma trilaterale per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di sesta generazione di Italia, Giappone e Regno Unito. E quest’ultimo guarda con favore al coinvolgimento di Ottawa. Che ne sarà invece dell’interesse manifestato da Riad?

Il Canada pronto a salire a bordo del Global Combat Air Programme (Gcap), il programma trilaterale per lo sviluppo di un aereo da combattimento di sesta generazione intrapreso da Italia, Giappone e Regno Unito.

Il governo di Londra ha confermato la propria disponibilità a collaborare con il Canada nell’ambito del Gcap.

Come riferisce Uk Defence Journal, la sottosegretaria per gli Appalti della Difesa britannica, Maria Eagle, ha dichiarato in risposta a un’interrogazione parlamentare: “Tutte e tre le nazioni del Gcap hanno evidenziato un’apertura alla collaborazione con altri Paesi, purché si rispettino i tempi del programma e si contribuisca alle capacità militari future”.

Il programma Gcap, che ha preso il via con la convenzione firmata tra i tre Paesi a dicembre 2023, ha previsto la nascita di una organizzazione governativa (Gico) e di una alleanza industriale con una jv tra le aziende capofila (Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries), costituita lo scorso dicembre.

Ma il Canada non è l’unico paese interessato ad aderire al progetto per il sistema di combattimento aereo di prossima generazione. Di recente anche l’Australia ha confermato un incontro “informativo” con i partner del Gcap, come riporta Flight Global.

Senza dimenticare che già la scorsa estate il principe ereditario e leader de facto Mohammed Bin Salman ha chiesto al Regno Unito, al Giappone e all’Italia di diventare partner a pieno titolo nel nel programma congiunto per costruire la prossima generazione di aerei da combattimento, in una mossa sostenuta dal governo britannico, come riportava il Financial TImes.

Tutti i dettagli.

AUSTRALIA, CANADA E ARABIA SAUDITA GUARDANO AL GCAP

Quindi il governo britannico ha confermato la propria disponibilità a collaborare con il Canada nell’ambito del Gcap. Inoltre, il quotidiano segnala che alcuni analisti vedono nel Canada un partner naturale per il futuro del Gcap, grazie ai suoi solidi legami in materia di sicurezza con il Regno Unito e alla sua appartenenza all’alleanza di intelligence Five Eyes (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti).

Ma oltre a Ottawa, anche per un altro paese alleato di lunga di Washington il prossimo aereo da combattimento potrebbe non provenire dagli Stati Uniti.

Parlando all’airshow di Avalon 2025 vicino a Melbourne, il vice maresciallo dell’aria Nicholas Hogan ha confermato che il suo ufficio ha ricevuto di recente quello che descrive come un “briefing informativo” dal Global Combat Air Programme (Gcap). “Si è trattato di un briefing informativo e abbiamo chiesto altre informazioni”, ha affermato Hogan il 27 marzo. Ha aggiunto che la Royal australian air force (Raaf), che ha appena completato la sua flotta di 72 caccia stealth Lockheed Martin F-35A lo scorso dicembre, per ora sta solo cercando di capire “come potremmo dover operare con quell’aereo”. Ovvero il Gcap.

Dopodiché, resta sempre sullo sfondo l’Arabia Saudita.

Riad sta valutando di contribuire finanziariamente al Gcap come Paese partner, e di acquistare esemplari del nuovo caccia che Giappone, Regno Unito e Italia puntano a sviluppare e produrre entro il 2035. Lo scorso gennaio la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha espresso un parere positivo in merito all’ipotetica partecipazione di Riad al programma.

IN VISTA DEL VERTICI DEI MINISTRI DELLA DIFESA A ROMA

Tante questioni aperte quindi e novità sono attese già a breve visto che l’Italia ospiterà il mese prossimo una riunione dei ministri della Difesa dei tre Paesi partner del Gcap, secondo quanto riferito da Nikkei.  Il quotidiano giapponese ha riportato infatti che Tokyo sta lavorando con i due Paesi partner per includere nei prossimi colloqui anche l’Arabia Saudita, interessata ad aderire al progetto.

Secondo fonti governative citate dal quotidiano, il ministro della Difesa giapponese, Gen Nakatani, visiterà l’Italia all’inizio di maggio per incontrare i suoi omologhi: Guido Crosetto e il britannico John Healey.

La prossima visita di Nakatani in Italia fornirà anche un’occasione per discutere l’approfondimento delle relazioni tra Giappone e Italia nel campo della Difesa: l’Italia ha espresso di recente l’interesse ad acquistare da Tokyo velivoli per il pattugliamento marittimo e la lotta antisommergibile Kawasaki P-1. Il Giappone potrebbe diventare inoltre un acquirente dell’aereo da addestramento avanzato M-346 prodotto da Leonardo, che sostituirebbe l’addestratore T-4 attualmente in servizio con la Forza di autodifesa aerea.