Il futuro dei mercati emergenti tra intelligenza artificiale e geopolitica
A febbraio 2025 i mercati emergenti hanno vissuto un mese di rialzi contenuti, caratterizzato da sviluppi tecnologici e tensioni geopolitiche. “Il successo di DeepSeek e la riduzione dei rischi geopolitici sono fatti positivi per i mercati emergenti, ancora alle prese con tassi d’interesse elevati e l’incertezza legata ai dazi USA”, ha osservato il team di... Leggi tutto

A febbraio 2025 i mercati emergenti hanno vissuto un mese di rialzi contenuti, caratterizzato da sviluppi tecnologici e tensioni geopolitiche. “Il successo di DeepSeek e la riduzione dei rischi geopolitici sono fatti positivi per i mercati emergenti, ancora alle prese con tassi d’interesse elevati e l’incertezza legata ai dazi USA”, ha osservato il team di Franklin Templeton Emerging Markets Equity.
Cina e innovazione tecnologica: l’impatto di DeepSeek
Uno degli eventi più rilevanti del mese è stato il progresso tecnologico della Cina, con l’emergere della startup DeepSeek nel settore dell’intelligenza artificiale (IA). Questo ha generato un’ondata di ottimismo nei confronti del mercato azionario tecnologico cinese, nonostante le restrizioni imposte dagli Stati Uniti sull’accesso ai chip avanzati. “La Cina continua a compiere progressi verso l’indipendenza tecnologica”, ha sottolineato il team di Franklin Templeton.
L’attenzione degli investitori è tornata a concentrarsi sulle aziende tecnologiche cinesi, specialmente dopo un incontro tra il presidente cinese e i leader del settore. Questo scenario sembra segnare una svolta rispetto alla stretta normativa imposta quattro anni fa.
Geopolitica: segnali di distensione e incertezze sui dazi
Sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno cercato di mediare per una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina, ma il processo negoziale resta complesso. “Il presidente statunitense Donald Trump ha tentato di spingere per una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina; ne è però seguito un acceso scambio di vedute con il presidente ucraino”, ha riportato il team di Franklin Templeton. Nel frattempo, l’Unione Europea, il Regno Unito e l’Ucraina stanno elaborando un piano di pace.
Parallelamente, le tensioni commerciali restano un punto critico. Gli Stati Uniti hanno annunciato nuovi dazi, con impatti diretti sui mercati emergenti, specialmente in Asia. Le azioni di Corea del Sud e Taiwan hanno registrato perdite, in particolare nel settore dell’acciaio, penalizzato dalle nuove tariffe statunitensi.
India: segnali di ripresa nei consumi
In India, l’incertezza economica ha pesato sul settore dei consumi, ma l’annuncio della legge di bilancio ha dato una spinta ai titoli legati alla spesa interna. “Negli ultimi mesi il rallentamento dei consumi ha pesato sulle azioni indiane del settore. Queste hanno però messo a segno un rally dopo l’annuncio della legge di bilancio”, ha evidenziato il team di Franklin Templeton.
Tuttavia, nonostante la tanto attesa riduzione dei tassi d’interesse, il mercato azionario indiano ha continuato a mostrare debolezza, a causa delle preoccupazioni sugli effetti dei dazi USA e dell’incertezza sui futuri tagli dei tassi negli Stati Uniti.
Brasile: crescita ostacolata dai tassi d’interesse
Il Brasile sta affrontando una fase economica complessa, con tassi d’interesse più elevati del previsto. “Nel corso della nostra visita, ci siamo resi conto che non ci sono segni evidenti di un allentamento della domanda”, ha affermato il team di Franklin Templeton. A sostenere il mercato interno sono la spesa pubblica e il basso tasso di disoccupazione, che hanno contribuito a un aumento del 9% delle importazioni rispetto al 2023.
Nonostante ciò, il governo brasiliano non ha ancora convinto gli investitori sulla sostenibilità delle finanze pubbliche. Gli analisti ritengono che la banca centrale del paese potrebbe ridurre i tassi d’interesse nei sei mesi precedenti alle elezioni del 2026, cercando di creare un vantaggio politico.
Prospettive per i mercati emergenti
Nel complesso, il mese di febbraio ha visto un moderato rialzo dei mercati emergenti, con l’indice MSCI EM in crescita dello 0,50%, mentre l’MSCI World ha perso lo 0,69%. Il quadro resta complesso: da un lato, i progressi tecnologici e le prospettive di tregua geopolitica forniscono segnali positivi, dall’altro, i timori legati ai dazi e ai tassi d’interesse elevati continuano a rappresentare ostacoli per la crescita economica.