Ibc: sarà un anno di consumi deboli, occorrono interventi istituzionali

Ferretti: “In un quadro geopolitico ed economico all’insegna dell’incertezza le nostre aziende hanno grosse difficoltà ad impostare piani di attività ed investimenti" Tensioni internazionali, rallentamento dell’economia, dazi, consumi e competitività: questi i temi al centro dell’incontro “Colmare il divario: priorità competitive per l’Industria dei Beni di Consumo”, svoltosi stamattina a Milano. Flavio Ferretti, presidente di IBC – Associazione Industrie Beni di Consumo, e amministratore delegato di Noberasco, ha aperto i lavori con una relazione sullo stato e sul ruolo del comparto nel contesto sociale ed economico italiano. Secondo le stime quest’anno i consumi nazionali a prezzi costanti sono previsti in debole crescita, con un aumento del +0,8% rispetto al +0,4% dello scorso anno. Rallentano gli incrementi del potere d’acquisto dal +2,0% del 2024 al +0,8% del 2025. Quello delle industrie dei beni di consumo è un comparto popolato da più di 35mila imprese, in gran parte piccole e medie, che genera un giro d’affari di circa 500 miliardi di euro (230 solo nel settore grocery), occupa 1,1 milioni di addetti (il 29% dell’industria manifatturiera) e investe annualmente circa 17 miliardi di euro nella ricerca e nell’innovazione. Secondo l’analisi redatta da Ref Ricerche per Ibc, il prevalere nelle famiglie di un comportamento prudenziale rende difficile un reale rilancio della domanda interna, mentre resta alto il livello della propensione al risparmio (9,5% di incidenza sul reddito).  La cautela degli italiani è confermata dalle evidenze presentate nel corso dei lavori dall’istituto di ricerche YouGov: massiccio ricorso alle promozioni per contenere lo scontrino, inclusione del canale discount nella spesa (la penetrazione è dell’88,7%) e acquisti sempre più frequenti (+3,9% nell’ultimo anno) ma ridotti (la spesa media per atto è diminuita del -2,7%). “Gli italiani reagiscono alla crisi economica e demografica con la loro storica vocazione al risparmio –ha dichiarato Marco Pellizzoni, commercial director Consumer Panel YouGov-. Uno scenario che ribadisce l’importanza per gli operatori di un continuo monitoraggio degli shopper, che rispondono alle difficoltà economiche con più frammentazione e meno scorte. In questo contesto si innestano le preoccupazioni dei consumatori per la propria salute fisica e il benessere mentale, che giustificano le performance in crescita di prodotti legati all’indulgenza e al benessere”. “In un quadro geopolitico ed economico all’insegna dell’incertezza le nostre aziende hanno grosse difficoltà ad impostare piani di attività ed investimenti -ha sottolineato Ferretti-. Subiamo elevati costi dell’energia, volatilità del prezzo delle materie prime, difficoltà di approvvigionamento. Problematiche che si sommano ai problemi di accesso al credito e all’elevata pressione fiscale, penalizzando la nostra competitività. I dazi? Lanciamo un appello affinché le istituzioni europee e nazionali intervengano per scongiurare un’escalation su vasta scala”. Nel corso dei lavori il presidente di Ibc ha inquadrato gli ambiti d’intervento suggeriti al Governo a sostegno della domanda interna e delle imprese. Ha rimarcato, tra l’altro, l’opposizione a sugar e plastic tax ed evidenziato l’importanza di azioni per la semplificazione normativa, il supporto a una transizione sostenibile che non pregiudichi la competitività, l’alleggerimento del carico fiscale per le imprese. Ha ricordato, inoltre, il varo da parte di Ibc di un ciclo di seminari sul territorio nazionale studiati per catalizzare, in particolare nelle piccole medie imprese, l’adozione degli strumenti abilitanti per digitalizzazione dei processi e la logistica integrata diffusi da GS1 Italy. L'articolo Ibc: sarà un anno di consumi deboli, occorrono interventi istituzionali è un contenuto originale di Mark Up.

Apr 1, 2025 - 22:52
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Ibc: sarà un anno di consumi deboli, occorrono interventi istituzionali
ibc
Ferretti: “In un quadro geopolitico ed economico all’insegna dell’incertezza le nostre aziende hanno grosse difficoltà ad impostare piani di attività ed investimenti"

Tensioni internazionali, rallentamento dell’economia, dazi, consumi e competitività: questi i temi al centro dell’incontro “Colmare il divario: priorità competitive per l’Industria dei Beni di Consumo”, svoltosi stamattina a Milano.

Flavio Ferretti, presidente di IBC – Associazione Industrie Beni di Consumo, e amministratore delegato di Noberasco, ha aperto i lavori con una relazione sullo stato e sul ruolo del comparto nel contesto sociale ed economico italiano.

Secondo le stime quest’anno i consumi nazionali a prezzi costanti sono previsti in debole crescita, con un aumento del +0,8% rispetto al +0,4% dello scorso anno. Rallentano gli incrementi del potere d’acquisto dal +2,0% del 2024 al +0,8% del 2025. Quello delle industrie dei beni di consumo è un comparto popolato da più di 35mila imprese, in gran parte piccole e medie, che genera un giro d’affari di circa 500 miliardi di euro (230 solo nel settore grocery), occupa 1,1 milioni di addetti (il 29% dell’industria manifatturiera) e investe annualmente circa 17 miliardi di euro nella ricerca e nell’innovazione.

Secondo l’analisi redatta da Ref Ricerche per Ibc, il prevalere nelle famiglie di un comportamento prudenziale rende difficile un reale rilancio della domanda interna, mentre resta alto il livello della propensione al risparmio (9,5% di incidenza sul reddito).  La cautela degli italiani è confermata dalle evidenze presentate nel corso dei lavori dall’istituto di ricerche YouGov: massiccio ricorso alle promozioni per contenere lo scontrino, inclusione del canale discount nella spesa (la penetrazione è dell’88,7%) e acquisti sempre più frequenti (+3,9% nell’ultimo anno) ma ridotti (la spesa media per atto è diminuita del -2,7%). “Gli italiani reagiscono alla crisi economica e demografica con la loro storica vocazione al risparmio –ha dichiarato Marco Pellizzoni, commercial director Consumer Panel YouGov-. Uno scenario che ribadisce l’importanza per gli operatori di un continuo monitoraggio degli shopper, che rispondono alle difficoltà economiche con più frammentazione e meno scorte. In questo contesto si innestano le preoccupazioni dei consumatori per la propria salute fisica e il benessere mentale, che giustificano le performance in crescita di prodotti legati all’indulgenza e al benessere”.

“In un quadro geopolitico ed economico all’insegna dell’incertezza le nostre aziende hanno grosse difficoltà ad impostare piani di attività ed investimenti -ha sottolineato Ferretti-. Subiamo elevati costi dell’energia, volatilità del prezzo delle materie prime, difficoltà di approvvigionamento. Problematiche che si sommano ai problemi di accesso al credito e all’elevata pressione fiscale, penalizzando la nostra competitività. I dazi? Lanciamo un appello affinché le istituzioni europee e nazionali intervengano per scongiurare un’escalation su vasta scala”.

Nel corso dei lavori il presidente di Ibc ha inquadrato gli ambiti d’intervento suggeriti al Governo a sostegno della domanda interna e delle imprese. Ha rimarcato, tra l’altro, l’opposizione a sugar e plastic tax ed evidenziato l’importanza di azioni per la semplificazione normativa, il supporto a una transizione sostenibile che non pregiudichi la competitività, l’alleggerimento del carico fiscale per le imprese. Ha ricordato, inoltre, il varo da parte di Ibc di un ciclo di seminari sul territorio nazionale studiati per catalizzare, in particolare nelle piccole medie imprese, l’adozione degli strumenti abilitanti per digitalizzazione dei processi e la logistica integrata diffusi da GS1 Italy.

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