I dazi potrebbero favorire la Cina
L'economia cinese ha mostrato segni di indebolimento negli ultimi anni. Tuttavia il mutamento in parte causato dalla guerra commerciale con gli USA e da un quadro geopolitico in evoluzione apre nuove opportunità di investimento. L'articolo I dazi potrebbero favorire la Cina proviene da FundsPeople Italia.

Negli ultimi anni, la Cina ha vissuto una fase di profonde trasformazioni che hanno ridisegnato il panorama economico globale. Mentre il Paese è tradizionalmente un hub per la produzione e l'export, si assiste in tempi recenti a un cambiamento significativo in merito a un crescente orientamento verso il consumo interno. Questo mutamento, in parte causato dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti e da un quadro geopolitico in evoluzione, sta aprendo nuove opportunità di investimento in Cina, sia per gli investitori istituzionali sia per quelli privati.
Shangai composite
Un incentivo ai consumi interni
Giacomo Calef, country head Italia di NS Partners, sottolinea come la Cina stia affrontando una crescente competizione tecnologica globale, “in particolare nei settori dell'intelligenza artificiale, del quantum computing e della robotica”. Questa competizione potrebbe ridurre il predominio tecnologico degli Stati Uniti, ma rappresenta anche una grande opportunità per gli investitori. Nonostante le turbolenze del mercato, Calef osserva che il Paese offre valutazioni più interessanti rispetto agli Stati Uniti, soprattutto in un contesto di crescente avversione al rischio. Inoltre, l'approccio più aggressivo di Donald Trump verso la Cina, caratterizzato dall'imposizione di dazi e politiche protezionistiche, potrebbe stimolare ulteriormente l'economia cinese, spingendo il governo a incentivare i consumi interni.
Cambiamento nelle politiche economiche
Un altro aspetto fondamentale sottolineato da Frédéric Leroux, head of cross asset team di Carmignac, è il cambiamento nelle politiche economiche cinesi. Leroux osserva che, “sebbene il Paese sia sempre stato orientato alla produzione e all'export, la Cina sta ora focalizzando la sua attenzione sui consumi interni”. Questo cambiamento, dichiarato esplicitamente dal premier cinese, rappresenta un'importante opportunità per le aziende e gli investitori che sapranno capitalizzare su questo nuovo modello economico. A lungo termine, questa riorganizzazione potrebbe ridurre la dipendenza della Cina dalle esportazioni, aumentando la domanda interna e stimolando la crescita economica.
Il potenziale di questa transizione verso una Cina dei consumi è considerevole. L'economia cinese ha mostrato segni di indebolimento negli ultimi anni, ma con una spinta verso il consumo interno, il Paese potrebbe diventare un mercato più dinamico e un motore di crescita globale. Questo cambiamento potrebbe avere effetti significativi sulla crescita della domanda mondiale e sulla stabilità dei prezzi, aprendo nuove opportunità in settori come il retail, la tecnologia e i servizi.
Nonostante l'incertezza del breve termine, soprattutto a causa delle guerre commerciali e dell'inflazione, Arif Husain, head of fixed income di T. Rowe Price, prevede che le principali economie mondiali, tra cui la Cina, adotteranno politiche di stimolo per sostenere la crescita. La Cina, in particolare, continuerà a utilizzare leve economiche per supportare la sua espansione, con una previsione di “stimoli significativi che potrebbero stimolare gli asset rischiosi e contribuire alla ripresa globale”.
Forza di equilibrio globale
Come spiega Simona Mocuta, chief economist di State Street Global Advisors, se gli Stati Uniti sono focalizzati sulle proprie politiche protezionistiche, la Cina sta cercando di posizionarsi come una forza di equilibrio nell’economia globale. Mocuta osserva che, mentre l'Unione europea ha finora evitato di essere direttamente colpita dai dazi statunitensi, la Cina ha una posizione strategica più complessa e potente, che le consente di influenzare direttamente i flussi commerciali mondiali. “Questo status di concorrente strategico le consente di sfruttare la sua posizione per attrarre investimenti e migliorare la propria competitività”.
Categoria Asia
Categoria Morningstar YTD% Rend. 1Y % Rend. 3Y % Rend. 5Y % Azionari Singapore 2,87 30,18 11,13 15,91 Azionari India -9,73 4,57 8,76 19,71 Azionari Taiwan Large cap -8,65 1,22 3,95 16,81 Azionari Asia-Pacifico -0,88 6,73 3,01 9,12 Azionari Giappone Small/Mid Cap 0,24 1,53 2,27 6,97 Azionari Asia-Pacifico ex Giappone -2,08 8,84 1,92 9,51 Azionari ASEAN -6,64 5,42 0,11 10,28 Azionari Cina 8,92 30,7 -0,39 1,52 Azionari Thailandia -14,14 -4,49 -8,74 0,87 Azionari Indonesia -16,25 -23,84 -10,84 3,16
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