Fotovoltaico per tutti: a Milano nasce un modello di comunità energetica che cambia le regole del gioco
Un nuovo modello di produzione e condivisione dell’energia prende forma nei quartieri milanesi. È di questi giorni la notizia della convenzione firmata tra Banca Etica e CER.ca.MI, la comunità energetica rinnovabile e solidale milanese, per facilitare l’accesso al credito di chi intende installare impianti fotovoltaici e partecipare alla produzione condivisa di energia. L’accordo, siglato il...

Un nuovo modello di produzione e condivisione dell’energia prende forma nei quartieri milanesi.
È di questi giorni la notizia della convenzione firmata tra Banca Etica e CER.ca.MI, la comunità energetica rinnovabile e solidale milanese, per facilitare l’accesso al credito di chi intende installare impianti fotovoltaici e partecipare alla produzione condivisa di energia.
L’accordo, siglato il 2 aprile, prevede strumenti finanziari agevolati destinati ai potenziali “prosumer” – produttori e consumatori allo stesso tempo – siano essi cittadini, condomini, organizzazioni o imprese. Un tentativo di rispondere a una delle principali criticità che rallentano la diffusione del fotovoltaico: l’investimento iniziale.
CER.ca.MI si presenta come un’iniziativa che aggiunge un elemento solidale alla produzione di energia rinnovabile: l’obiettivo dichiarato è utilizzare parte degli incentivi ricevuti per sostenere progetti sociali nei territori coinvolti, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Una promessa che dovrà essere verificata nel tempo attraverso risultati concreti.
“L’accesso al credito è uno degli ostacoli principali che deve spesso affrontare chi vuole realizzare un impianto fotovoltaico”, ha sottolineato in una nota Filippo Bovera, presidente di CER.ca.MI Solidale. “Abbiamo bisogno, come CERS e come sistema Paese, che le banche diano credito, in senso letterale ma anche figurato, ad iniziative che promuovano una transizione equa“.
Il progetto è partito da quattro quartieri della città – Niguarda, Città Studi, Bovisa e Chiaravalle – dove sono collocate le cabine primarie con gli impianti di produzione. Il perimetro è definito dalla normativa che regola queste configurazioni, ancora relativamente nuove nel panorama italiano. L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano e realizzata con il Politecnico e tre realtà del terzo settore: Abitare Società Cooperativa, Cooperativa Diapason e Terzo Paesaggio.
“Essere partner di CER.ca.MI non è solo coerente con i nostri principi ma ci impegna a trovare soluzioni per un’iniziativa che potrebbe rappresentare un modello per la città”, commenta Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica, istituto che da anni punta sul settore dell’energia pulita.
Secondo i dati forniti dalla banca, nel 2024 sono stati erogati 64 milioni di euro per progetti di contrasto al cambiamento climatico, permettendo la realizzazione di 47 impianti da fonti rinnovabili (per una potenza di 5 MW) e 108 interventi di efficientamento. Numeri che, seppur significativi, rappresentano ancora una goccia nel mare rispetto alle necessità di trasformazione del sistema energetico italiano.
Le comunità energetiche rinnovabili rimangono un fenomeno in fase sperimentale in Italia, dove si registra un ritardo normativo che ne ha rallentato la diffusione. Il recente decreto che regola il settore è stato pubblicato solo nel gennaio 2024, dopo anni di attesa, e molti nodi critici riguardanti burocrazia e incentivi rimangono ancora da sciogliere.
CER.ca.MI rappresenta quindi un test importante per verificare quanto questo modello possa effettivamente democratizzare l’accesso all’energia pulita. La convenzione con Banca Etica punta a superare uno degli ostacoli principali: quello economico. Ma altri ne rimangono, dalla complessità tecnica alla necessità di diffondere una maggiore cultura energetica.
Nei prossimi mesi si potrà valutare se l’iniziativa milanese riuscirà a raggiungere una massa critica sufficiente, coinvolgendo effettivamente i cittadini oltre i quartieri pilota, e se il modello sarà in grado di generare un impatto significativo sia sulla produzione di energia rinnovabile che sulla coesione sociale.
Milano guarda così al futuro energetico con un progetto che prova a unire sostenibilità ambientale, partecipazione cittadina e solidarietà. Una sfida ambiziosa che richiederà tempo e verifiche concrete dei risultati per poter essere giudicata pienamente riuscita.
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