Elettrodotto Montalto di Castro-Milano: preoccupazioni per ambiente e salute

Il nuovo elettrodotto solleva dubbi su impatto ambientale e salute. Sindacati chiedono dialogo con istituzioni.

Apr 1, 2025 - 06:13
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Elettrodotto Montalto di Castro-Milano: preoccupazioni per ambiente e salute

L’elettrodotto da Montalto di Castro a Milano, che passerà nelle nostre città comincia a destare perplessità fra quanti temono per l’ambiente e la salute L’elettrodotto di Terna sarà sott’acqua fino alla Partaccia, zona Bozzetto, arriverà alla stazione elettrica nell’area tra la ex Italcementi e la Fibronit a Nazzano. Poi da lì tra Fossone e Santa Lucia per allacciarsi alla rete già esistente ad alta tensione. Un tracciato che sta animando un dibattito sia sull’impatto ambientale che per i disagi e soprattutto la possibilità per il territorio di avere opere compensative.

A tale proposito Andrea Figaia, segretario della Cisl, chiede un tavolo con le istituzioni affinché anche i sindacati siano informati sul da farsi e su come cambierà il territorio. "L’area industriale interessata ha già subito pesanti conseguenze – spiega Figaia – a causa delle attività industriali e minerarie, che hanno lasciato un’eredità di inquinamento e degrado ambientale. L’aggiunta di un’infrastruttura di questa portata potrebbe aggravare ulteriormente la situazione. L’elettrodotto attraverserà una zona popolata e caratterizzata da un’alta biodiversità. Secondo diversi studi, la presenza di infrastrutture ad alta tensione può avere ripercussioni sulla salute per i campi elettromagnetici". Oltre alla salute si teme ulteriore deforestazione e compromissione di ecosistemi locali.

"Un altro punto critico riguarda il processo decisionale dietro questa infrastruttura. Ci si chiede se la scelta sia dettata da valutazioni tecniche o piuttosto dalla mancanza di un’adeguata rappresentanza politica del territorio. I promotori del progetto sostengono che l’elettrodotto sia fondamentale per migliorare l’efficienza della rete elettrica e garantire un approvvigionamento stabile di energia. Tuttavia, non è chiaro se siano state esplorate alternative meno impattanti, come la posa sotterranea magari fino al genovese dei cavi o l’uso di tecnologie innovative per ridurre le emissioni elettromagnetiche anche in Lunigiana. Di fronte alle legittime preoccupazioni della popolazione, appare indispensabile l’apertura di un tavolo tra istituzioni locali e nazionali per poi aprirsi alla informazione dei cittadini. Un dibattito trasparente e basato su dati scientifici può contribuire a individuare soluzioni che concilino le esigenze energetiche con la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Solo attraverso un approccio responsabile e partecipato – conclude Figaia – sarà possibile garantire che l’elettrodotto rappresenti un’opportunità per il territorio e non un ulteriore elemento di rischio e preoccupazione".

Cristina Lorenzi