Egm, il listino delle Pmi dimenticato dagli investitori: 7 milioni di scambi al giorno
Dopo i primi novanta giorni di scambi dell’anno nuovo l’Egm conferma tutte le difficoltà che negli ultimi due anni lo hanno fatto vacillare nel suo ruolo di mercato a sostegno dei progetti a bassa capitalizzazione ed elevate potenzialità di crescita. I primi segnali positivi delle prime settimane del 2025, con un’incoraggiante manciata di nuove Ipo […] L'articolo Egm, il listino delle Pmi dimenticato dagli investitori: 7 milioni di scambi al giorno proviene da Iusletter.

Dopo i primi novanta giorni di scambi dell’anno nuovo l’Egm conferma tutte le difficoltà che negli ultimi due anni lo hanno fatto vacillare nel suo ruolo di mercato a sostegno dei progetti a bassa capitalizzazione ed elevate potenzialità di crescita. I primi segnali positivi delle prime settimane del 2025, con un’incoraggiante manciata di nuove Ipo e alcune operazioni straordinarie, non hanno avuto seguito e non stanno favorendo il cambio di passo da tempo atteso: l’Egm è sceso ai livelli più bassi di sempre per liquidità e scambi, con una frenata di circa il 33% sia a gennaio che a febbraio nell’attività, per un valore medio giornaliero degli scambi di 7 milioni (-19% rispetto al già basso dato medio del 2024). Le speranze per una reazione sono affidate alla reporting season trimestrale e al recente varo del Fondo nazionale strategico voluto dal Governo proprio per favorire un maggiore afflusso di capitali verso le Pmi. Ma il timore, tra gli addetti ai lavori, è che i trend che hanno investito da oltre 24 mesi questo segmento stiano diventando strutturali e qualcosa possa essersi inceppato definitivamente.
In questa prima parte dell’anno l’Ftse Italia Growth, come evidenzia una recente analisi di Websim Corporate, non ha avuto la capacità, a differenza di altri indici, di recuperare il terreno perso negli ultimi 2 anni, accumulando nel primo trimestre un ulteriore ritardo, con solo poco meno di un terzo dei 209 titoli in grado di registrare una performance positiva. Ma quello che preoccupa, ancora una volta, è la sostanziale immobilità del listino. I dati relativi agli ultimi sei mesi confermano la riduzione del controvalore degli scambi registrati e la tendenza si è acuita negli ultimi tre mesi, con il controvalore sceso di oltre il 30% anno su anno, con valori medi giornalieri di poco superiori a 7 milioni. «Se da un lato – spiega Websim – è evidente la rarefazione, dall’altro gli scambi sono particolarmente concentrati su di un numero sempre più esiguo di società, con i primi 20 titoli in grado di esprimere oltre il 50% degli scambi complessivi e con quasi 120 titoli incapaci di generare un transato medio giornaliero superiore a 25mila euro». Ai prezzi attuali, poi, Egm tratta a 4.5 e 3.6 volte l’Ev/Ebitda 2025 e 2026, rispettivamente a sconto del 52% e del 59% rispetto all’universo di società a più ampia capitalizzazione. «Con una media di 7 milioni di transato giornaliero e 20 società che da sole generano il 50% dei volumi del mercato, l’appiattimento è evidente – spiega Stefano Corneliani, head di Websim Corporate -. Il rapporto Ipo/delisting poi si è invertito, ormai il numero di aziende in uscita dal mercato sovrasta i nuovi ingressi, mentre diventa sempre più forte la polarizzazione tra progetti dalle promettenti ambizioni e altri di più corto respiro. Avvertiamo la delusione di molti imprenditori: il timore è che qualcosa si stia inceppando. Se non reagiamo, questo mercato rischia di diventare sempre più asfittico. Serve un’azione corale, coordinata e forte, una scossa per dare all’Egm nuove vesti e la dignità che merita».
Le difficoltà del segmento Growth sono diffuse in tutta Europa: Londra, Parigi, Stoccolma e altre piazze europee negli ultimi mesi hanno perso larga parte della propria capitalizzazione (Milano, paradossalmente, è di quelle che ha mostrato una maggiore capacità difensiva). Consapevole di questa situazione, tra gli altri attori del sistema, è anche EnVent, investment banking firm specializzata nelle small&mid cap, che insieme a Luiss ha recentemente lanciato una proposta per la creazione di un indice europeo del mercato Growth, inteso come strumento per integrare queste piattaforme oggi frammentate, fornendo un’esposizione unificata ed efficiente alle azioni di crescita europee. «I vantaggi di un tale indice – spiegano i promotori dell’iniziativa – includono un aumento della capitalizzazione di mercato e del volume di scambi e maggiore liquidità, riducendo i costi di transazione e di acquisizione delle informazioni, con un maggiore diversificazione del rischio tra i mercati europei, attrazione di investitori passivi e un miglioramento dell’efficienza del mercato».
«Il rilancio del mercato dei capitali italiano – aggiunge Franco Gaudenti, founder e managing partner di EnVent – resta una questione centrale e un fattore portante imprescindibile per l’attuazione di una politica industriale del Paese. In tal senso l’Umbrella Fund, disegnato dal Mef con la Commissione Finanze e Cdp, ha lo scopo di innestare un fattore moltiplicatore delle risorse finanziarie per le imprese beneficiarie, agendo da stimolo per ampliare il bacino di investitori professionali e istituzionali. Questa iniziativa, insieme alla diffusione in altre regioni dello strumento Bonus Lombardia che si salda con il bonus fiscale Ipo e a una maggiore produzione di ricerca finanziaria, avrà un effetto positivo sulla ripresa del mercato, sui parametri di valutazione e sugli aspetti legati al mercato secondario. Il punto di svolta tuttavia sarà legato alle ricadute di queste misure, tali da stimolare l’allargamento definitivo del pool di investitori professionali con competenze specifiche e strumenti disegnati per questa la tipologia di imprese , spesso familiari, che caratterizzano il sistema industriale del Paese. Su queste tematiche va evidenziato un crescente interesse di holding di investimento e family office che si sono segnalati attivi sul mercato Pmi; interesse che va capitalizzato ed attratto».
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