Ecco l’economia di guerra della Russia | L’analisi di Fabrizio Galimberti
La Russia è in un’economia di guerra, nel bene e nel male. Nel bene perché le spese belliche fanno bene all’economia (vedi gli Stati Uniti negli anni della Seconda guerra): nell’anno passato il Pil russo è salito del 4,1%, ben più degli USA e dell’Europa (ultime stime Ocse). Nel male, perché un’economia che privilegia i […] L'articolo Ecco l’economia di guerra della Russia | L’analisi di Fabrizio Galimberti proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

La Russia è in un’economia di guerra, nel bene e nel male.
Nel bene perché le spese belliche fanno bene all’economia (vedi gli Stati Uniti negli anni della Seconda guerra): nell’anno passato il Pil russo è salito del 4,1%, ben più degli USA e dell’Europa (ultime stime Ocse).
Nel male, perché un’economia che privilegia i cannoni e trascura il burro non è sostenibile. La crescita è stimata per l’anno in corso scendere all’1,3% e continuare la discesa allo 0,9% nel 2026 (meno che per gli Usa e l’Europa).
La Finlandia è un Paese che, più degli altri, ha impellenti ragioni di tener d’occhio la Russia, e un recente rapporto della Banca centrale finlandese ci ricorda che, dopo la contrazione del 2022 (l’anno della sciagurata invasione), il Pil russo è rimbalzato con spese belliche ed export di petrolio, gas e minerali.
Ma, da qui in avanti, si faranno sentire la mancanza di lavoratori (molta della forza-lavoro è finita a combattere e molti vanno all’estero), l’alto costo del denaro (il tasso-guida della Banca centrale è al 21% e i BTp russi a 10 anni quasi al 15%), e l’inflazione al 10% che erode il potere d’acquisto.
Il Cremlino si appresta a “privatizzazioni” – vendere i gioielli di famiglia – per confortare il bilancio pubblico. Anche se il mercato considera che l’acquisizione di partecipazioni di minoranza non è attraente.
Poi, c’è – e non da oggi – una forte tensione fra il Governo e la Governatrice Elvira Nabiullina. Le previsioni della Banca centrale russa per l’anno in corso sono in linea con quelle dell’Ocse, e nettamente più basse di quelle ufficiali. E certamente, il tasso-guida del 21% non è bene accetto, sia dal Governo che dalle aziende.
E il rublo? Va bene per gli amanti degli sport estremi. All’indomani dell’invasione in Ucraina – da febbraio a marzo 2022 – si era svalutato del 30% circa (sul dollaro). Poi era rimbalzato, con i controlli dei capitali in uscita.
Recentemente – dicembre 2024 – si era di nuovo svalutato, a livelli addirittura più bassi di quelli post-invasione. Ma la Nabiullina è corsa ai ripari (tassi a breve al 21%) e il rublo si è rivalutato di un quarto.
Ma rimane più debole contro dollaro rispetto al livello pre-invasione di circa il 9%, mentre, sempre rispetto al gennaio 2022, si è apprezzato in senso reale nella stessa misura (cioè, è diventato meno competitivo).
L'articolo Ecco l’economia di guerra della Russia | L’analisi di Fabrizio Galimberti proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.