Disfatta Ferrari: tutto finito? No, il futuro offre possibilità di ripresa
Disagio Ferrari in F1. Sarà perché la storica scuderia di Maranello ha stabilito un triste record con l’inopinata doppia squalifica, ma al termine della seconda gara della stagione la delusione ha preso il sopravvento. Come spesso capita alle nostre latitudini, la componente emotiva ha sottratto lucidità nella disamina di quanto accaduto in quel di Shanghai […]

Disagio Ferrari in F1. Sarà perché la storica scuderia di Maranello ha stabilito un triste record con l’inopinata doppia squalifica, ma al termine della seconda gara della stagione la delusione ha preso il sopravvento. Come spesso capita alle nostre latitudini, la componente emotiva ha sottratto lucidità nella disamina di quanto accaduto in quel di Shanghai e, soprattutto, in merito all’esito dei prossimi ventidue round.
Intendiamoci, la disfatta domenicale del Cavallino Rampante è una mazzata tosta da assorbire perché prescinde dal fattore prestazionale. Essere “pizzicati” dalla Federazione Internazionale, che ha riscontrato due violazioni diverse del regolamento sportivo, è una situazione imbarazzante anche in termini di immagine. Per tale ragione, l’ufficio stampa della Cavallino Rampante si è affrettato a rilasciare una comunicazione.
Documento in cui si sottolineava che nessun dolo era stato messo in atto in maniera diretta. Parliamo quindi di buona fede che probabilmente non andava nemmeno rimarcata e che comunque era già stata accolta dai delegati della FIA. Un’onta capace di cancellare la gioia dei giorni precedenti, in cui Lewis Hamilton è stato capace di prendersi la pole e la gara sprint con grande autorevolezza.
La razionalità al di là della cocente delusione
È altrettanto fisiologico comprendere la frustrazione dei fan del Ferrari, che per l’ennesima volta si sentono “sedotti” e abbandonati dalla storica scuderia italiana. Pensare qualcosa di diverso non è possibile. Non era certamente questo l’inizio di stagione desiderato, in primis dagli uomini del team modenese, dopo le feste e i proclami messi in piazza per nutrire l’obiettivo chiaramente dichiarato: vincere un titolo.
Più di ogni altra squadra, la Ferrari ha cercato di fare all-in sull’ultima stagione con l’attuale quadro normativo. Il fatto che sulla SF-25 siano stati esplorati e utilizzati nuovi paradigmi tecnici conferma questo assunto. Se il fine settimana in Australia era stato archiviato come un passaggio a vuoto grave ma assolutamente recuperabile, quanto accaduto ieri sembra un colpo da KO verso le ambizioni iridate della Rossa e non solo.
Un inizio di stagione in linea con le previsioni
I successi di Norris in Australia e la doppietta papaya in Cina hanno confermato quanto si era intravisto sin dai test in Bahrain. Quello della McLaren, è un progetto tecnico maturo e competitivo, pensato sulla base delle certezze acquisite nella scorsa stagione. Sostanzialmente, le due MCL39 hanno iniziato il 2025 dove era terminata la passata campagna. E almeno per ora, la concorrenza non ha impensierito il team di Woking.
L’uno-due messo a segno da Oscar e Lando è stato ottenuto in scioltezza. Forse le monoposto dello storico team inglese ne avevano di più, ma hanno preferito gestire comodamente i rivali senza cercare inutili acuti, che potevano essere deleteri nella complessa gestione degli pneumatici Pirelli. A questo punto è tutto finito? Anche quest’anno bisogna riporre nel cassetto la speranza di poter assistere a un campionato serrato?
McLaren non sembra poter dominare la stagione
Il monito della passata stagione dovrebbe aver insegnato che, in un campionato extralarge come quello dell’attuale F1, c’è tempo e modo per poter recuperare il gap. Basti pensare alla lezione impartita ai rivali da Red Bull, dodici mesi fa con Verstappen, proprio a Shanghai, per poi perdere progressivamente competitività nel corso del mondiale. La percezione è che McLaren non sia uno schiacciasassi in stile RB19.
Il vantaggio tecnico c’è, ma potrebbe essere compensato dal processo evolutivo/correttivo di Mercedes, Ferrari e Red Bull. Probabilmente, quest’oggi, rabbia e delusione sono tali da considerare inverosimile tale possibilità. Tuttavia lo scorso anno è accaduto proprio questo. Occorre però accelerare tutte le azioni volte a effettuare lo step prestazionale, per essere in grado di duellare alla pari con Norris e Piastri.
La concorrenza al lavoro per chiudere il gap
Ferrari ha dato dimostrazione che la SF-25 può raggiungere performance assolute di tutto rispetto, durante lo scorso sprint weekend. La missione degli uomini in Rosso, di certo non facile, sarà quella di replicare, sulla distanza dei 300 km, quanto di buono realizzato con basso quantitativo di carburante a bordo. Il team ne era altamente consapevole, ancor prima di disputare la seconda tappa orientale della F1 2025.
Loic Serra non ha preso parte alla trasferta in Cina per poter concentrare gli sforzi sulla risoluzione delle attuali carenze tecniche del progetto 677. Una monoposto nata con una coperta troppo corta, che fornisce minimi gradi di libertà agli ingegneri nella definizione di un setup ottimale. Resta da capire se si tratta semplicemente di problematiche legate alla curva di apprendimento di una monoposto, però.
Parliamo infatti di un’auto che fa ricorso a soluzioni tecniche che hanno segnato una forte discontinuità con le vetture precedenti. Oppure se alla SF-25 servano modifiche invasive. Il calendario di F1 non è amico se guardiamo alle prossime tappe. Dopo la sosta ci sarà una tripletta di gare: Giappone, Bahrain e Arabia Saudita. In sostanza, per chi è attardato, servirebbe deliberare un primo update entro le prossime due settimane senza poter disporre di molto tempo per valutare la bontà degli aggiornamenti.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Scuderia Ferrari – Red Bull – McLaren – F1Tv