Così Trump tronca gli affari di Eni (e non solo) con il Venezuela

Eni non sarà più autorizzata dagli Stati Uniti a importava petrolio dal Venezuela: il Cane a sei zampe sfruttava questi carichi come forma di pagamento dei debiti della compagnia statale Pdvsa. Tutti i dettagli.

Mar 31, 2025 - 13:00
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Così Trump tronca gli affari di Eni (e non solo) con il Venezuela

Eni non sarà più autorizzata dagli Stati Uniti a importava petrolio dal Venezuela: il Cane a sei zampe sfruttava questi carichi come forma di pagamento dei debiti della compagnia statale Pdvsa. Tutti i dettagli

Ieri Eni ha fatto sapere di essere stata informata dal governo statunitense che non sarà più autorizzata a ricevere petrolio dalla compagnia statale Pdvsa come forma di pagamento per la produzione di idrocarburi in Venezuela.

I DAZI DI TRUMP SUL VENEZUELA

La notifica è giunta dopo la decisione del presidente Donald Trump di imporre dazi sui paesi che importano greggio e gas venezuelani e di revocare la licenza operativa della società petrolifera Chevron. Di conseguenza, il governo americano ha informato anche le aziende straniere che collaborano con Pdvsa – non solo l’italiana Eni – della cancellazione delle autorizzazioni per l’esportazioni del petrolio venezuelano e dei suoi derivati.

COSA HA DETTO ENI

In un comunicato, Eni ha detto che continuerà a discutere con le autorità americane “per identificare le opzioni che garantiscono che le forniture di gas non sanzionate, essenziali per la popolazione, possano essere remunerate da Pdvsa” nel “pieno rispetto del quadro sanzionatorio internazionale”.

LE ALTRE AZIENDE COINVOLTE

Oltre a Eni, nella vicenda sono coinvolte anche la società energetica spagnola Repsol, la francese Maurel & Prom, l’indiana Reliance Industries e la statunitense Global Oil Terminals.

LA RISPOSTA DEL VENEZUELA

La vicepresidente venezuelana, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che le aziende straniere non hanno bisogno di licenze o autorizzazioni di governi terzi per operare in Venezuela.

IL CONTESTO

Nel 2019 la prima amministrazione Trump ha di fatto vietato le importazioni petrolifere dal Venezuela come forma di pressione verso il regime del presidente Nicolas Maduro. Negli anni successivi – come ricostruito da Bloomberg – il dipartimento del Tesoro ha però rilasciato una serie di licenze e altri permessi alle aziende dell’oil & gas affinché potessero operare nel paese e anche esportarne il greggio, nonostante le sanzioni.

Così, nel 2022 Eni e Repsol hanno ripreso a importare greggio venezuelano come forma di ripagamento dei debiti di Pdvsa per gli investimenti nel progetto Cadon IV, che soddisfa all’incirca il 30 per cento della domanda di gas del paese (sia industriale che domestica).

La settimana scorsa Trump ha firmato un ordine esecutivo per imporre un dazio commerciale del 25 per cento a tutti i paesi che acquistano petrolio o gas dal Venezuela. La mossa colpisce soprattutto la Cina, principale acquirente del greggio venezuelano, ma anche la compagnia statunitense Chevron, che opera nel paese dal 2022 e che dovrà abbandonare le sue attività entro il 27 maggio, quando scadrà la licenza governativa.