Cosa è cambiato sull'omologazione degli autovelox per il 2025?
lentepubblica.it Con l’aggiornamento del Codice della Strada, sono state introdotte modifiche sostanziali per il 2025 riguardo a regolamentazione degli autovelox, con particolare attenzione alle procedure di omologazione e approvazione dei dispositivi. Gli autovelox rappresentano un elemento chiave nel monitoraggio della velocità sulle strade, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e ridurre il numero di incidenti. Si […] The post Cosa è cambiato sull'omologazione degli autovelox per il 2025? appeared first on lentepubblica.it.

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Con l’aggiornamento del Codice della Strada, sono state introdotte modifiche sostanziali per il 2025 riguardo a regolamentazione degli autovelox, con particolare attenzione alle procedure di omologazione e approvazione dei dispositivi.
Gli autovelox rappresentano un elemento chiave nel monitoraggio della velocità sulle strade, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e ridurre il numero di incidenti.
Si punta a bilanciare sicurezza stradale e semplificazione normativa, evitando eccessi sanzionatori e garantendo una distribuzione più ragionata dei dispositivi di controllo. Tuttavia, la loro efficacia dipenderà dall’attuazione concreta da parte delle amministrazioni locali e dalla capacità di adattare la normativa alle esigenze dei diversi contesti urbani ed extraurbani.
Le nuove disposizioni
L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce i limiti di velocità e le relative sanzioni per chi li supera. A esso si affianca l’articolo 141, che impone ai conducenti di adeguare l’andatura alle condizioni della strada e del traffico, vietando espressamente qualsiasi forma di competizione su strada.
Una delle novità principali riguarda il processo di omologazione degli strumenti di rilevazione automatica della velocità. L’omologazione, rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), certifica che un prototipo di dispositivo rispetti i requisiti previsti dalla normativa, autorizzandone la produzione in serie. Diversamente, l’approvazione riguarda singoli apparecchi, concessa caso per caso senza un preciso riferimento normativo.
Nel 2017, il Decreto Ministeriale n. 282 ha regolato temporaneamente l’uso e l’autorizzazione dei rilevatori di velocità, in attesa della definizione delle procedure definitive di omologazione. Il recente aggiornamento normativo ha apportato importanti cambiamenti a queste disposizioni, frutto di un confronto tra istituzioni e associazioni locali.
Le modifiche introdotte
Tra le principali innovazioni vi sono:
- Nuovi criteri per l’installazione delle postazioni di controllo: non è più vincolante la conformità alla geometria stradale, ma si tiene conto dell’incidentalità e della funzione della strada.
- Tempi di adeguamento estesi: gli enti locali avranno fino a 12 mesi per rendere conformi gli autovelox esistenti alle nuove disposizioni. In caso di mancato adeguamento, i dispositivi non dovranno essere demoliti ma semplicemente disattivati fino alla regolarizzazione.
- Valutazione della velocità come concausa degli incidenti: non solo elemento scatenante, ma anche fattore aggravante da considerare nell’installazione degli strumenti di controllo.
- Considerazione dei flussi pedonali e della sicurezza degli utenti più vulnerabili: nella scelta delle postazioni, si terrà conto anche del rischio per pedoni e ciclisti.
- Maggiore flessibilità nella segnaletica: non sarà più necessario ripetere i segnali di limite di velocità a ogni intersezione, semplificando l’installazione degli autovelox in contesti urbani complessi.
- Nuovi criteri per derogare ai limiti di velocità: oltre alle caratteristiche stradali, sarà considerato anche il tasso di incidentalità.
- Ruolo della Polizia Locale: alcune funzioni gestionali dei dispositivi non saranno più di esclusiva competenza della Polizia Locale.
Omologazione degli autovelox per il 2025
L’omologazione è il processo con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) certifica che un determinato modello di autovelox rispetta i requisiti tecnici previsti dalla normativa. Questo passaggio è fondamentale per autorizzare la produzione in serie dei dispositivi. La nuova normativa prevede:
- Una procedura chiara per l’omologazione, evitando discrezionalità nell’approvazione dei singoli apparecchi.
- L’obbligo di rispettare specifici parametri tecnici per garantire l’affidabilità delle rilevazioni.
- Il superamento del regime temporaneo del Decreto Ministeriale n. 282/2017, con una regolamentazione definitiva.
Specifiche per le nuove postazioni
Le nuove disposizioni prevedono criteri più ampi per l’installazione delle postazioni di controllo della velocità. I punti chiave sono:
- Criteri di posizionamento: non più vincolati solo alla geometria stradale, ma basati su dati di incidentalità e sulla funzione della strada.
- Sicurezza degli utenti deboli: maggiore attenzione ai flussi pedonali e ciclistici per proteggere gli utenti vulnerabili.
- Adeguamento graduale: i dispositivi esistenti devono essere resi conformi entro 12 mesi, altrimenti dovranno essere disattivati.
- Flessibilità nella segnaletica: eliminato l’obbligo di ripetere il limite di velocità dopo ogni incrocio, semplificando l’installazione.
- Pianificazione operativa: la Conferenza Provinciale Permanente definirà i criteri di utilizzo per garantire un controllo coerente sul territorio.
Limiti di velocità, installazione e segnalazione
Le normative italiane prevedono specifiche disposizioni riguardanti i limiti di velocità, l’installazione e la segnalazione degli autovelox. Ecco una sintesi aggiornata al 2025:
Limiti di velocità generali:
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Autostrade: 130 km/h in condizioni normali; 110 km/h in caso di pioggia.
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Strade extraurbane principali: 110 km/h.
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Strade extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento: 90 km/h.
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Strade urbane: 50 km/h, salvo diversa segnalazione.
Installazione degli autovelox:
- È vietata l’installazione di autovelox su tratti di strada con limiti di velocità inferiori a 50 km/h o inferiori di 20 km/h rispetto al limite ordinario previsto per quel tipo di strada.
Distanze minime tra segnaletica e autovelox:
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Strade extraurbane: Il segnale che indica il limite di velocità deve essere posizionato almeno 1 km prima della postazione di controllo.
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Strade urbane di scorrimento: Almeno 200 metri prima.
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Altre strade urbane: Almeno 75 metri prima.
Distanze minime tra autovelox consecutivi:
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Strade extraurbane principali: Almeno 3 km tra due dispositivi consecutivi.
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Strade extraurbane secondarie: Almeno 1 km.
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Altre strade: Almeno 500 metri.
Segnalazione preventiva:
- Le postazioni di controllo della velocità devono essere segnalate con adeguata segnaletica preventiva, posizionata in modo visibile e conforme alle distanze sopra indicate.
Aggiornamenti sulle sanzioni dal 2025:
- Le sanzioni per eccesso di velocità sono aumentate del 17,6% dal 1° gennaio 2025. Ad esempio, superare il limite di oltre 60 km/h può comportare una multa fino a 4.000 euro.
Applicazione delle nuove norme
Le disposizioni si applicano sia ai nuovi dispositivi sia a quelli già installati, prevedendo un periodo di transizione per l’adeguamento. Non sono invece interessate dalle nuove norme le postazioni presidiate dagli agenti, dove la violazione viene contestata immediatamente.
Un altro aspetto cruciale riguarda la gestione operativa degli strumenti di rilevazione. La Conferenza Provinciale Permanente avrà il compito di definire i criteri di pianificazione operativa per garantire un controllo efficace e coerente sul territorio.
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