Calo delle nascite, Mantovano incolpa cannabis e sollecitazioni erotiche: “La banalizzazione di droghe e sesso ha conseguenze importanti sulla natalità”

Alfredo Mantovano ha un capro espiatorio per il calo delle nascite: la cannabis, ma è “dilagante anche la banalizzazione sessuale e da questo mix derivano conseguenze importanti in un momento di crisi demografica come questo”. Parola del braccio destro di Giorgia Meloni, sottosegretario della presidenza del consiglio dei ministri con delega ai servizi, ma anche […] L'articolo Calo delle nascite, Mantovano incolpa cannabis e sollecitazioni erotiche: “La banalizzazione di droghe e sesso ha conseguenze importanti sulla natalità” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Mar 29, 2025 - 09:35
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Calo delle nascite, Mantovano incolpa cannabis e sollecitazioni erotiche: “La banalizzazione di droghe e sesso ha conseguenze importanti sulla natalità”

Alfredo Mantovano ha un capro espiatorio per il calo delle nascite: la cannabis, ma è “dilagante anche la banalizzazione sessuale e da questo mix derivano conseguenze importanti in un momento di crisi demografica come questo”. Parola del braccio destro di Giorgia Meloni, sottosegretario della presidenza del consiglio dei ministri con delega ai servizi, ma anche alle politiche antidroga.

Non gli stipendi fermi al palo da 30 anni con i prezzi in ascesa, neppure la carenza dei servizi per le famiglie e il declino dello Stato sociale, mentre lo spirito di comunità evapora in Occidente: secondo l’ex magistrato di inclinazione cattolica e conservatrice, i giovani non fanno i figli per via della cannabis e delle eccessive sollecitazioni sessuali. Mantovano ha espresso il ragionamento davanti ad un un pubblico amico, ospite del convegno “Cannabis e fertilità”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal centro di ricerca e studi sulla Salute procreativa dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI (Isi). “L’uso della cannnabis da decenni è banalizzato e in certi casi addirittura propagandato e a tale propaganda ha fatto riscontro la crescita dell’uso”, ha dichiarato il sottosegretario di palazzo Chigi.

I dati sui giovani e la cannabis – “La diffusione delle droghe – ha aggiunto Mantovano – ha carattere pandemico e per questo è importante il vostro convegno”. Il sottosegretario ricorda i dati della Relazione annuale sulle tossicodipendenze pubblicata a giugno 2024: nel 2023 quasi 960mila giovani tra i 15 e i 19 anni, pari al 39% della popolazione studentesca, riferiscono di aver consumato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta. L’uomo di Meloni rammenta come si sia abbassata l’età del primo spinello (10-11 anni) e anche il progressivo aumento della concentrazione di Thc: “Quando ho iniziato a fare il giudice 40 anni fa, la percentuale di principio attivo del materiale sequestrato si aggirava su 1, o 1,5 per cento”, “ora la concentrazione media di Thc ha raggiunto il 25 per cento”. Dunque, si chiede Mantovano, con quale responsabilità si definisce leggero uno spinello?”. Neppure un accenno alle cause sociali che spingono un ragazzo di 10 anni ad assumere marijuana: forse i giovani sono inclini biologicamente?

Droghe leggere e droghe pesanti – Poi l’affondo sul cuore della questione: è “ascientifica la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti – ha dichiarato Mantovano – sarebbe come dire che bere un terzo di litro di birra è lo stesso di un terzo di grappa, qualche differenza c’è”. Un passaggio piuttosto oscuro che svela l’approccio ideologico. Addetti ai lavori obiettano a Mantovano: ad essere ascientifica è l’omologazione tra droghe pesanti e leggere. Con le prime si muore di overdose, con le seconde no: entrambe danno dipendenza, solo piscologica per le droghe leggere. Questo è un antico paradosso: il dipartimento antidroga feudo delle destre conservatrici che non distinguono tra marijuana ed eroina. Basta ricordare il regno di Carlo Giovanardi, con Germana Apuzzo a capo dell’ufficio stupefacenti.

Ddl sicurezza, sterminare i cannabis shop (salvando Coldiretti)- Mantovano si tiene sulla stessa linea, mettendo nel mirino un nemico in più: la cannabis light. L’articolo 18 del ddl sicurezza, in discussione al Senato, vieta “l’importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l’invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa (Cannabis sativa L.), anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli oli da esse derivati”.

Una norma per radere al suolo la cannabis light, con lo spiacevole corollario di mettere nei guai gli agricoltori della canapa: infatti Coldiretti è al lavoro con una truppa di parlamentari per emendare il testo e salvare solo le imprese agricole. Mantovano mette in guardia: “Il cosiddetto ddl Sicurezza che ribadisce che le infiorescenze e le resine di cannabis non possono essere commercializzate a prescindere dal contenuto di Thc, fermo restando gli utilizzi medici”. Mantovano si riferisce all’altro principio attivo della cannabis: il Cbd (cannabidiolo). La letteratura scientifica ad oggi esclude effetti psicotropi, ma il governo e il sottosegretario non hanno dubbi: tanto da considerare il fiore verde privo di Thc “un pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica”, “attraverso alterazioni dello stato psicofisico del soggetto assuntore”. È scritto nella nota del dipartimento antidroga del 10 settembre 2024.

Criminalizzare il Cbd, contro la scienza e i tribunali – Eppure, oltre alla comunità scientifica, anche il Tar ha riconosciuto il carattere innocuo del Cbd, sospendendo il decreto ministeriale che inseriva il principio attivo nella tabella degli stupefacenti. Decisiva la perizia del professor Costantino Ciallella (già Direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma): secondo il docente, il Cbd non determina dipendenza psicofisica e non possiede effetti psicoattivi.

Ma il governo e Mantovano tirano dritto: il calo delle nascite è colpa della “dilagante banalizzazione sessuale” e della cannabis. Dunque l’impegno contro le dipendenze, sul fronte culturale perché i Fratelli d’Italia hanno studiato Gramsci e il concetto di egemonia: “Stiamo provando ad invertire la tendenza con una attività che si muove su più fronti da quello scolastico a quello della comunicazione in collaborazione con la Rai con progetti già realizzati e altri in via di realizzazione”. La guerra alla droga è appena cominciata.

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