Asset allocation: ecco i settori difensivi da mettere in portafoglio secondo Barclays

L’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di nuovi dazi del 10% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti, con tariffe specifiche del 20% per la maggior parte dei beni provenienti dall’Unione Europea e del 10% per quelli dal Regno Unito, ha acceso le preoccupazioni degli investitori. I dazi su acciaio, alluminio e automobili restano... Leggi tutto

Apr 3, 2025 - 15:42
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Asset allocation: ecco i settori difensivi da mettere in portafoglio secondo Barclays

L’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di nuovi dazi del 10% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti, con tariffe specifiche del 20% per la maggior parte dei beni provenienti dall’Unione Europea e del 10% per quelli dal Regno Unito, ha acceso le preoccupazioni degli investitori. I dazi su acciaio, alluminio e automobili restano al 25%, offrendo un lieve sollievo al settore automobilistico europeo, sebbene alcune categorie di prodotti siano esentate. Secondo Emmanuel Cau, economista di Barclays (come riportato da MF), il dazio medio imposto sui prodotti europei è il doppio rispetto alle stime iniziali degli analisti della banca, mentre per il Regno Unito risulta in linea con le previsioni. Per la Cina, invece, i dazi cumulativi potrebbero raggiungere il 54%.

Questo scenario alimenta l’incertezza sul commercio globale e indebolisce le prospettive economiche internazionali. Tuttavia, le dichiarazioni ufficiali e le modalità di applicazione dei dazi suggeriscono possibili spazi di negoziazione, lasciando aperta la possibilità di riduzioni tariffarie. Allo stesso tempo, eventuali ritorsioni da parte dei partner commerciali statunitensi potrebbero intensificare i rischi di rallentamento economico. Le politiche di supporto delle banche centrali e dei governi potrebbero mitigare parte dell’impatto negativo della guerra commerciale, ma restano significativi rischi al ribasso per la crescita globale.

Mercati e prospettive economiche

Sebbene i mercati abbiano già in parte incorporato il rischio legato ai dazi, il rischio recessione non sembra ancora pienamente prezzato. Secondo Barclays, la flessione dell’8% dell’indice S&P 500 riflette solo il 25% del rischio recessione, mentre l’Euro Stoxx 50, ancora in crescita dell’8% da inizio anno, potrebbe subire ulteriori ribassi in caso di deterioramento economico.

Il posizionamento tattico di hedge fund e trading algoritmico in Europa è più elevato rispetto agli Stati Uniti, mentre gli investitori istituzionali e retail rimangono più focalizzati sul mercato americano. Storicamente, durante le recessioni, le azioni hanno registrato cali medi del 35% dai massimi ai minimi. Tuttavia, al momento, non si è ancora raggiunto tale livello, e un’ulteriore discesa potrebbe spingere l’amministrazione Trump a rivedere la propria strategia tariffaria. In questo contesto, la Germania potrebbe adottare misure di stimolo fiscale per sostenere la propria economia, mentre la Banca Centrale Europea potrebbe intervenire con tagli più incisivi ai tassi d’interesse.

Settori difensivi e strategie di investimento

Barclays ha progressivamente ridotto l’esposizione ai settori più vulnerabili. A febbraio ha declassato il comparto automobilistico a “underweight”, ridimensionando anche il settore del lusso e aumentando il peso delle telecomunicazioni a “overweight” a marzo. Secondo Cau, nonostante le azioni legate ai dazi e alla Cina abbiano già subito significative perdite e il settore automobilistico europeo possa beneficiare di alcune esenzioni, le prospettive sugli utili restano incerte.

Nel breve termine, i settori considerati più difensivi, come telecomunicazioni, utility e real estate investment trust (Reit), potrebbero mantenere la leadership. Anche i beni di consumo essenziali e la sanità, pur essendo soggetti ai dazi, non vengono visti come difensivi “puri”.

Le banche, che finora hanno registrato la migliore performance in Europa grazie alle aspettative di reflazione in Germania e alla loro ridotta esposizione ai dazi, potrebbero subire prese di profitto in caso di un peggioramento delle prospettive economiche e di un abbassamento delle attese sui tassi d’interesse. In tale contesto, Barclays mantiene una preferenza tattica per il settore assicurativo all’interno del comparto finanziario.