AGM‑114R9X: il “missile ninja” dell’esercito USA che uccide a colpi di spada
Il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso pubblico, per la prima volta, un video inedito che mostra in azione il missile AGM‑114R9X, una variante del razzo Hellfire, meglio conosciuta come “Ninja Missile” o “Flying Ginsu”. A differenza delle versioni tradizionali, l’R9X abbandona la classica testata esplosiva per affidarsi esclusivamente all’energia cinetica. Questo effetto […] The post AGM‑114R9X: il “missile ninja” dell’esercito USA che uccide a colpi di spada appeared first on L'INDIPENDENTE.

Il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso pubblico, per la prima volta, un video inedito che mostra in azione il missile AGM‑114R9X, una variante del razzo Hellfire, meglio conosciuta come “Ninja Missile” o “Flying Ginsu”. A differenza delle versioni tradizionali, l’R9X abbandona la classica testata esplosiva per affidarsi esclusivamente all’energia cinetica. Questo effetto letale viene dunque amplificato da un sistema di sei lame che, dispiegandosi in volo poco prima dell’impatto, permettono di eliminare il bersaglio con una precisione “chirurgica”, riducendo su carta il rischio di vittime collaterali.
CENTCOM Forces Kill the Senior Military Leader of Al-Qaeda Affiliate Hurras al-Din (HaD) in Syria
On Feb. 23, U.S. Central Command (CENTCOM) forces conducted a precision airstrike in Northwest Syria, targeting and killing Muhammed Yusuf Ziya Talay, the senior military leader of… pic.twitter.com/trhDvgdgne
— U.S. Central Command (@CENTCOM) March 1, 2025
Il video, diffuso il primo marzo sui social network, documenta l’operazione condotta il 23 febbraio, durante la quale è stato eliminato Muhammed Yusuf Ziya Talay, capo dell’organizzazione terroristica Hurras al-Din, affiliata ad Al-Qaeda. Le immagini, riprese sia in modalità termica sia a colori, mostrano chiaramente come al momento dell’impatto il missile non generi l’enorme onda d’urto tipica delle munizioni convenzionali. Invece, l’azione produce un bagliore a forma di croce e una pioggia di scintille, testimonianza dell’effetto “tagliente” delle lame che si schiantano contro la lamiera del veicolo bersagliato.
Sviluppato in gran segreto dalla CIA durante l’amministrazione Obama, il missile R9X è stato sottoposto a missioni in contesti operativi di alta tensione a partire dal 2017. Pur mantenendo dimensioni simili a quelle dei suoi omologhi (circa 163 cm di lunghezza e un peso compreso tra 45 e 49 kg), l’R9X sostituisce la carica esplosiva con un sistema di lame cinetiche, focalizzandosi sulla precisione piuttosto che sull’estensione dei danni. Il missile impiega sistemi di puntamento la cui natura non è stata mai ufficializzata per “bloccare” il bersaglio in tempo reale, perseguendo un impatto mirato in scenari dove la presenza di civili e infrastrutture rende più rischioso l’uso di munizioni convenzionali.
Fin dai suoi primi utilizzi, il cosiddetto “missile ninja” ha dimostrato i suoi tratti caratteristici in missioni ad alto valore strategico. Tra i casi più eclatanti si ricordano l’operazione del 2017, in cui il sistema fu impiegato per eliminare Abu al-Khayr al‑Masri, vice leader di Al-Qaeda, e l’azione del 2022 che portò alla morte di Ayman al‑Zawahiri, leader dell’organizzazione terroristica.
L’efficacia dimostrata del missile R9X ha suscitato un notevole interesse anche all’estero. Un esempio emblematico è rappresentato dal Governo spagnolo, il quale ha voluto investire oltre 13 milioni di euro per dotare i propri droni Predator B dei missili Hellfire, compresa la variante R9X. Tale scelta, che ha visto la preferenza per sistemi statunitensi già collaudati rispetto ad alternative europee come il Brimstone, evidenzia come la tecnologia R9X stia rapidamente diventando un punto di riferimento per le forze armate internazionali alla ricerca di soluzioni operative a basso impatto collaterale.
Nonostante la notorietà crescente del R9X tra gli “addetti ai lavori”, l’esercito statunitense ha sempre mantenuto un approccio estremamente riservato a proposito dell’arma, preferendo enfatizzare il risultato operativo – ovvero la significativa riduzione dei danni collaterali – piuttosto che discutere i dettagli tecnici. Il fatto che il R9X agisca per puro impatto fisico, senza generare un’enorme onda d’urto esplosiva, consente in effetti di operare in ambienti dove la presenza di civili e infrastrutture rende rischioso l’uso di munizioni convenzionali. Tuttavia, la natura segreta e il modus operandi di questa arma hanno sollevato interrogativi importanti in termini di trasparenza e controllo.
[di Walter Ferri]
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