Il fotovoltaico triplicherà nel 2025 e la Cina dominerà il mercato dell’energia
Il mercato dell'energia solare fotovoltaica sta crescendo a una velocità fino a poco tempo fa inimmaginabile. Perché la Cina è così forte e quali sono gli scenari futuri?

La rivoluzione del fotovoltaico, che qualcuno quasi aveva dato per spacciata, sta avvenendo a una velocità fino a poco tempo fa inimmaginabile. Mentre gli investimenti in energia rinnovabile continuano a raggiungere livelli record ogni anno, l’energia solare continua a registrare una crescita esplosiva, rimodellando completamente i mercati energetici globali.
A trainare questa trasformazione radicale è la Cina, che sta investendo massicce risorse nell’implementazione e nella produzione di questo tipo di tecnologia, alimentando di conseguenza una continua deflazione dei costi a livello globale.
Quanta energia fotovoltaica si produrrà
Nel corso del 2024, le installazioni di fotovoltaico sono aumentate, con la Cina in testa. Investimenti incessanti hanno visto la capacità della filiera di energia solare espandersi del 29%. Allo stesso tempo, i mercati emergenti come il Medio Oriente e il Nord Africa hanno accelerato la costruzione di questi impianti per diversificare le proprie economie e affrancarle dall’esposizione ai combustibili fossili, favorendo la decarbonizzazione.
Se il 2024 è stato un anno record per il fotovoltaico, il 2025 lo sarà ancora di più. Secondo l’analisi di Climate Energy Finance dal titolo International Solar PV and BESS Manufacturing Trends, la capacità produttiva globale di energia fotovoltaica triplicherà e arriverà a 1,8 TW quest’anno e il dominio sarà quello incontrastato della Cina.
La Cina non sta solo vincendo la gara, sta facendo molto di più. Controllando tra l’80% e il 95% di ciascuna filiera, il governo “rosso liberal” di Pechino mantiene il suo predominio manifatturiero attraverso un’astuta economia di scala, grazie a una brillante integrazione verticale e a investimenti continui, implementazione di tecnologie leader a livello mondiale e un forte supporto politico, senza il quale nulla di tutto ciò reggerebbe nel libero mercato.
Fotovoltaico tra prezzi incerti dell’energia e incentivi
Un trend confermato anche da un’altra ricerca, quella di Otovo. Complici l’andamento altalenante del prezzo dell’energia elettrica e le detrazioni del 50% sui nuovi impianti fotovoltaici previste ancora per il 2025, anche in Italia sempre più persone stanno scegliendo di installare un impianto fotovoltaico, sia per risparmiare sulla bollette della luce e del gas, sia per rendersi quanto più possibile indipendenti.
I dati Otovo, basati su oltre 30mila impianti fotovoltaici installati in 13 Paesi europei, evidenziano come l’adozione delle batterie sia cresciuta in modo esponenziale negli ultimi tre anni, passando dal 2% del maggio 2021 a oltre il 71% di fine 2024. Questo aumento è stato favorito anche dal sensibile calo dei prezzi a livello globale, che secondo il report Iea, per un sistema di batterie da 5 kWh sono scesi del 28%, passando da un costo medio di 3.045 euro a novembre 2021 ai 2.195 euro di dicembre 2024.
Ricordiamo anche che a partire dal 4 aprile e fino al 5 maggio 2025, le piccole e medie imprese italiane possono fare domanda per accedere agli incentivi per il fotovoltaico e i mini impianti eolici. Una grande opportunità per investire in energie rinnovabili e abbattere i costi energetici, grazie alle risorse messe in campo dal Pnrr.
Quali sono gli scenari futuri per l’energia
La Cina, dicevamo, si trova al centro di questi cambiamenti. Grazie a moduli sempre più efficienti e a continui investimenti in innovazione tecnologica, potremmo persino arrivare a dimezzare gli attuali costi del solare nell’arco di soli 10 anni, con un “effetto indebolimento” diretto sulle altre fonti rinnovabili.
Parallelamente, i BESS – impianti in cui le batterie, singolarmente o più spesso aggregate, sono usate per immagazzinare l’elettricità prodotta dagli impianti di generazione e renderla disponibile nei momenti di necessità – stanno vivendo una sostanziale deflazione dei prezzi, spinta dall’aumento della produzione cinese, dalla deflazione dei prezzi delle materie prime e dal rapido progresso tecnologico.
Il solare ibrido-BESS ha un prezzo sempre più competitivo ed è implementabile in modo rapido e su larga scala. La sovracapacità produttiva e l’innovazione continua, tradotto, fanno sì che le prospettive a lungo termine per entrambe le tecnologie continueranno a essere deflazionistiche. Ottime notizie, dunque. Ma che nascondono anche un lato oscuro, se così si può chiamare.
Secondo lo studio del Cef, i delta incrementali in termini di efficienza delle celle solari continueranno a caratterizzare il prossimo decennio, poiché l’efficienza delle celle si espanderà dagli attuali livelli commercializzati del 25% verso il 35%, potenzialmente determinando un altro cambiamento radicale nell’energia solare nel prossimo decennio.
Perché la Cina domina il mercato del solare
La nota dolente, però, non manca. Il predominio della Cina in entrambi i settori è ormai palese, e questo non fa altro che mettere a durissima prova i produttori sia negli Stati Uniti che in Europa. Mentre le politiche protezionistiche mirano a contrastare il primato della Cina, l’incertezza politica e gli alti costi stanno ritardando i progetti manifatturieri occidentali.
I dazi hanno fornito una certa protezione ai produttori nazionali statunitensi e indiani, soprattutto, ma a un costo sostenuto per tutti i consumatori. Invece di concentrarsi sulle tariffe, i politici – suggerisce lo studio Cef – dovrebbero tentare una qualche forma di cooperazione strategica con Pechino.
La sovracapacità e l’intensificarsi della concorrenza sui prezzi stanno ora determinando una deflazione sostenuta, mettendo pressione sui margini. Ciò porterà inevitabilmente al consolidamento del settore e al crollo dei concorrenti più deboli, incapaci di resistere alla prolungata flessione dei prezzi, sia nella stessa Cina che a livello globale. In risposta alle crescenti barriere commerciali, le aziende cinesi continuano però a investire in ricerca e sviluppo e a puntare a nuovi mercati di esportazione.
La Cina sta costruendo una serie di impianti solari fotovoltaici e BESS leader a livello mondiale, spingendo i limiti di distribuzione in termini di scala, velocità e posizione. Progetti come il Great Solar Wall da 100 GW in Mongolia e il Ruoqiang Solar Project da 4 GW dimostrano la sua capacità di distribuire energia pulita a una scala e una velocità senza pari.
Pechino poi è pioniera del fotovoltaico in diversi ambienti, con il primo impianto al mondo in mare aperto da 1 GW nello Shandong. C’è chi sta provando a imitarla, ma la strada è lunga: ad esempio il Cile con il progetto da 2 GW Oasis de Atacama e il progetto BESS da 11 GWh, o l’India con il parco energetico rinnovabile Khavda da 30 GW.
Cosa sta facendo l’Unione europea
E l’Europa che fa? Non sta a guardare, ma arranca. L’Ue ha compiuto progressi significativi nelle installazioni lo scorso anno, superando la metà del suo percorso verso l’obiettivo REPowerEU 2030 di 600 GW di installazioni solari fotovoltaiche cumulative.
Tuttavia, la base manifatturiera solare in Europa è colpita pesantemente proprio dalla deflazione particolarmente aggressiva dei prezzi dei moduli solari cinesi.
I politici europei si stanno adattando con il recente Clean Industrial Deal, che sta ampliando il supporto finanziario e normativo per i produttori di tecnologie pulite dell’Unione. Ma resta ancora tantissimo da fare.