Niente più zona rossa. Finito il provvedimento ci si interroga sul futuro

I dati della Questura fra denunce e attività: 30 allontanamenti e 380 controlli. I residenti preoccupati: "Non aveva risolto tutti i problemi, ma aiutava. E ora?".

Mar 29, 2025 - 12:33
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Niente più zona rossa. Finito il provvedimento ci si interroga sul futuro

Pisa, 29 marzo 2025 – È terminato giovedì il provvedimento della "zona rossa" nelle aree adiacenti alla stazione ferroviaria della città. La decisione era stata adottata su direttiva del ministro dell’interno e su richiesta del sindaco Michele Conti, consentendo alle forze dell’ordine di adottare misure mirate in presenza di comportamenti aggressivi, minacciosi o molesti. Tra le disposizioni previste, figuravano il divieto di stazionamento e l’allontanamento di individui già segnalati alle autorità giudiziarie.

Secondo i dati forniti dalla questura di Pisa, il periodo di "zona rossa", in vigore dal 27 gennaio al 27 marzo, ha portato a 30 provvedimenti di allontanamento e alla denuncia di tre persone sorprese nell’area in violazione delle disposizioni. Durante le operazioni sono stati controllati 98 veicoli e 380 persone, di cui 72 con precedenti penali. L’attività della polizia ha inoltre portato a verifiche su cinque bed & breakfast, con una denuncia per mancata comunicazione degli avventori. Un nuovo controllo nella sala scommesse di via Gramsci ha avuto "esito positivo", ha spiegato la questura, che ha riscontrato ulteriori irregolarità. La sala era già stata chiusa due volte in passato. Sempre nel bilancio tracciato dalla questura, si evidenzia il numero elevato di controlli effettuati agli avventori degli esercizi della zona.

"Bisogna andare oltre gli interventi a breve termine" ha commentato Sandra Capuzzi, presidente del comitato di quartiere Le Stazioni, in merito alla fine del provvedimento. "I controlli ci sono stati, le pattuglie erano presenti ogni giorno, ma il problema resta: tutto si è concentrato sulla zona della stazione, escludendo però altre aree critiche". Secondo Capuzzi, i risultati non rappresentano un netto miglioramento, anche se qualche segnale positivo è stato riscontrato. "La presenza costante delle forze dell’ordine ha evitato un incremento delle attività illegali, ma chiudere questa fase a ridosso della bella stagione è un errore. È proprio da aprile in poi che il degrado aumenta: negli anni scorsi abbiamo visto due omicidi e risse".

Colpiscono, invece, la rappresentante del comitato di quartiere i dati sui controlli agli esercizi commerciali: "È evidente che i controlli, per quanto utili, non sono stati sufficienti: non si è intervenuti in modo più deciso sulle attività fuori regola, il mercatino abusivo è rimasto, i bed & breakfast irregolari continuano a operare e ci sono ancora appartamenti usati per la prostituzione. Inoltre, durante il periodo della zona rossa, ci sono stati almeno 4-5 furti in abitazioni".

La speranza è che i dati raccolti non vadano persi. "Se questi dati saranno utilizzati per progettare un piano più concreto, allora questa sperimentazione avrà avuto un senso. Ma se tutto si chiude qui – è la conclusione dei residenti –, allora avremo solo sprecato uomini e risorse".