“Se indossi la lana, sai che è crudele quanto la pelliccia?” La lettera della Peta a Donatella Versace

In vista della sua presidenza alla giuria dell’International Woolmark Prize 2025 a Milano, l’organizzazione PETA ha inviato una lettera a Donatella Versace, sollecitandola a riconsiderare il suo supporto per l’industria della lana, che, secondo l’associazione, comporta pratiche crudeli nei confronti degli animali, paragonabili a quelle della pelliccia. Nel 2018, Versace aveva dichiarato di voler smettere...

Apr 3, 2025 - 09:53
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“Se indossi la lana, sai che è crudele quanto la pelliccia?” La lettera della Peta a Donatella Versace

In vista della sua presidenza alla giuria dell’International Woolmark Prize 2025 a Milano, l’organizzazione PETA ha inviato una lettera a Donatella Versace, sollecitandola a riconsiderare il suo supporto per l’industria della lana, che, secondo l’associazione, comporta pratiche crudeli nei confronti degli animali, paragonabili a quelle della pelliccia.

Nel 2018, Versace aveva dichiarato di voler smettere di usare pellicce nelle sue collezioni, per non contribuire alla sofferenza degli animali. Ora PETA le ricorda che, sebbene abbia fatto una scelta etica riguardo alle pellicce, la produzione di lana presenta problematiche simili.

Secondo Yvonne Taylor, Vice Presidente dei Progetti Aziendali di PETA, le indagini globali hanno rivelato che la lana può essere altrettanto crudele quanto la pelliccia, con pratiche spietate che riguardano il trattamento delle pecore.

Le pratiche disumane dell’industria della lana

PETA sottolinea che gli allevamenti di pecore sono spesso luoghi di violenze e maltrattamenti. Le pecore vivono in condizioni stressanti, soffrendo di isolamento dal loro gregge e vengono sottoposte a pratiche dolorose come il taglio della coda e la castrazione senza anestesia.

Inoltre i lavoratori, sotto la pressione di un sistema che li paga in base alla quantità di lana tosata, possono abusare fisicamente degli animali, colpendoli, prendendoli a pugni e infliggendo loro gravi ferite. Anche la tosatura delle pecore, sebbene considerata una pratica comune, può causare danni significativi agli animali, con lesioni gravi che vengono trattate senza l’uso di antidolorifici. Questi maltrattamenti sono documentati in numerosi report da parte di PETA, che continua a denunciare le condizioni inaccettabili in cui vengono trattati gli animali destinati alla produzione di lana.

Gli impatti ambientali della produzione di lana

Oltre agli aspetti etici, l’industria della lana ha anche un impatto negativo sull’ambiente. Le pecore, infatti, sono tra i maggiori produttori di metano, un gas serra che contribuisce in modo significativo al riscaldamento globale. La produzione di lana è responsabile anche di rifiuti fecali e problemi legati all’erosione del suolo e alla desertificazione degli ecosistemi.

Con queste problematiche in mente, PETA invita Donatella Versace, una delle figure più influenti nel mondo della moda, a prendere posizione contro l’uso della lana tradizionale, scegliendo invece materiali vegetali e cruelty-free per le sue creazioni. Con il suo esempio, la stilista avrebbe la possibilità di diventare una leader nella moda cruelty-free, ispirando altri professionisti del settore a seguire la stessa strada.

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Fonte: PETA

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