Sci freestyle: un’Italia giovanissima si lancia verso Milano Cortina 2026. Tabanelli e Deromedis le punte di diamante
La stagione 2024-2025 di sci freestyle è appena passata agli archivi, portandosi dietro un pizzico di amarezza, considerata la mancata vittoria di Simone Deromedis nella Coppa del Mondo di skicross. L’azzurro, lanciatissimo nell’ultimo periodo, ha dovuto cedere il passo sul più bello ad un chirurgico Reece Howden, accontentandosi di una buona seconda posizione nella classifica […]

La stagione 2024-2025 di sci freestyle è appena passata agli archivi, portandosi dietro un pizzico di amarezza, considerata la mancata vittoria di Simone Deromedis nella Coppa del Mondo di skicross. L’azzurro, lanciatissimo nell’ultimo periodo, ha dovuto cedere il passo sul più bello ad un chirurgico Reece Howden, accontentandosi di una buona seconda posizione nella classifica generale. Ma la mancata conquista della sfera di cristallo non può offuscare un’annata sportiva a dir poco trionfale per tutto il movimento azzurro, che si affaccia ai Giochi di Milano Cortina 2026 con la voglia di scrivere ancora pagine di storia importanti.
La Nazionale italiana sarà supportata da due pilastri che, insieme, arrivano appena a 41 anni. Sì perché oltre al “veterano” Deromedis, quest’anno è esplosa quella meravigliosa bomba a orologeria che risponde al nome di Flora Tabanelli, trionfatrice totale nella Coppa del Mondo di big air, in quella generale di park&pipe oltre che agli X-Games ed ai Campionati Mondiali di Engadina, sempre nella specialità big air. Un impatto clamoroso per l’emiliana che, dopo un solo anno di assestamento, è salita vertiginosamente di colpi, acquisendo consapevolezza gara dopo gara fino a diventare leader indiscussa.
Profili come quello di Flora rappresentano il classico esempio di atleti “apripista”, in quanto capaci di fungere da esempio e soprattutto a fare da traino in uno sport relativamente molto giovane che ha bisogno di rappresentanti altrettanto giovani. Alcuni si sono già ben distinti, basti pensare al fratello di Tabanelli, Miro, anche lui vincitore degli X Games e quest’anno sul gradino più alto del podio a Tignes e secondo a Pechino. La speranza è che quanto successo generi l’effetto “cascata”, con tanti nuovi iscritti in segno di una crescita si spera organica.
Un problema presente in parte anche nello skicross, in particolare quello femminile, dove comunque Jole Galli, praticamente in solitaria ha dato uno scossone fortissimo alla sua carriera, trovando ben cinque piazzamenti sul podio complessivi, di cui due sul gradino più alto. Più promettente invece lo scenario nel reparto maschile, considerati i buoni Federico Tomasoni, Yannick Gunsch, Dominik Zuech e Davide Cazzaniga, ottimi ma ancora a caccia di quella continuità realizzativa in grado di poter offrire quello “switch” già avuto da Deromedis.
C’è da lavorare invece in altre specialità come l’aerials e il moguls, due campi in cui l’Italia deve ancora lavorare sodo per individuare quei profili adeguati alla causa. E in tal senso, l’esperienza olimpica potrebbe rappresentare proprio il gancio necessario per cominciare un determinato tipo di percorso.