Questo Paese ha vietato qualsiasi forma di pubblicità per i minori di 12 anni: un esempio che dovremmo seguire

La Norvegia ha adottato una politica rigorosa per proteggere i bambini dall’influenza della pubblicità, vietando qualsiasi forma di marketing rivolto ai minori di 12 anni. Questo divieto si applica in particolare alle trasmissioni televisive, ai contenuti online e alla promozione di cibi poco salutari. L’obiettivo principale è quello di ridurre l’impatto del marketing aggressivo sulla...

Apr 2, 2025 - 19:32
 0
Questo Paese ha vietato qualsiasi forma di pubblicità per i minori di 12 anni: un esempio che dovremmo seguire

La Norvegia ha adottato una politica rigorosa per proteggere i bambini dall’influenza della pubblicità, vietando qualsiasi forma di marketing rivolto ai minori di 12 anni. Questo divieto si applica in particolare alle trasmissioni televisive, ai contenuti online e alla promozione di cibi poco salutari. L’obiettivo principale è quello di ridurre l’impatto del marketing aggressivo sulla psicologia infantile e contrastare l’aumento dell’obesità tra i più piccoli.

Le restrizioni sulla pubblicità ai bambini sono in vigore sin dal Broadcasting Act del 1992, una legge che ha sancito il divieto di trasmettere annunci pubblicitari destinati ai minori. Tuttavia nel 2013 il governo e le industrie hanno deciso di fare un ulteriore passo avanti, introducendo un divieto auto-regolato sulla pubblicità di cibi e bevande poco salutari rivolto ai giovani sotto i 16 anni. Questa iniziativa è stata parte di uno sforzo più ampio per ridurre la pressione commerciale sui bambini, proteggendoli dalle strategie di marketing che possono influenzare negativamente le loro scelte di consumo.

La Norvegia è anche leader in una rete di 28 paesi coordinata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che si occupa di limitare la pressione pubblicitaria sui bambini a livello internazionale. Questa collaborazione mira a sviluppare regolamenti più severi per proteggere i minori dagli effetti negativi del consumismo e della commercializzazione aggressiva.

Ci sono zone libere dalle pubblicità

Un aspetto chiave di questa politica è l’educazione dei bambini e delle famiglie sulla pubblicità. Secondo il Comitato norvegese per la protezione dei minori dalla pubblicità, i bambini e i ragazzi devono essere istruiti su come riconoscere le strategie di marketing e sviluppare un pensiero critico nei confronti dei messaggi pubblicitari. Per questo motivo, si è proposto di rafforzare l’educazione al consumo nelle scuole, insegnando ai giovani a identificare i trucchi della pubblicità e a valutare le conseguenze ambientali e sociali delle loro scelte di consumo.

Inoltre il governo norvegese promuove la creazione di zone libere da pubblicità, come le scuole, in modo che i bambini possano crescere senza essere costantemente esposti a pressioni commerciali. Si è discusso anche della possibilità di vietare la pubblicità nei libri scolastici e di regolamentare le attività di sponsorizzazione nelle scuole.

Infine la Norvegia ha riconosciuto l’importanza di una regolamentazione internazionale per affrontare il problema della pubblicità diretta ai bambini. L’obiettivo è quello di stabilire linee guida comuni tra i vari paesi per garantire che il marketing rivolto ai minori rispetti standard etici elevati.

Non vuoi perdere le nostre notizie?

Fonte: Institute for Local Self-Reliance

Ti potrebbe interessare anche: