Nuova cittadinanza. La Lega: il testo va rivisto. Maggioranza spaccata

Il decreto voluto da FI: solo chi ha genitori o nonni nati qui può diventare italiano. Il Carroccio attacca: così si puniscono i cattolici e si favoriscono gli islamici.

Mar 30, 2025 - 11:43
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Nuova cittadinanza. La Lega: il testo va rivisto. Maggioranza spaccata

Sembrava che tutto fosse filato liscio, visto che durante la riunione del Consiglio dei ministri, nessuno aveva alzato un sopracciglio o fatto obiezioni. Invece l’intesa raggiunta nella maggioranza sulla modifica dei criteri per ottenere la cittadinanza italiana da parte dei discendenti degli immigrati nazionali all’estero è durata meno di un giorno. Ieri sono state scintille tra Lega e Forza Italia, con il Carroccio protagonista. I leghisti chiedono di cambiare il decreto legge: "Si fa una stretta sui discendenti cattolici – dicono – ma poi si pensa di dare la cittadinanza agli islamici". Anche Noi Moderati protesta. Eppure solo ieri in Cdm avevano votato tutti sì. Per gli Azzurri è una "norma sacrosanta e urgente per mettere fine alle truffe".

Un passo indietro. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva annunciato: "Non verrà meno il principio dello ius sanguinis e i discendenti degli emigrati potranno ancora ottenere la cittadinanza, ma con dei limiti", per combattere le truffe legate al business del mercato dei passaporti. In pratica, ora solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino italiano dalla nascita. "Finisce la caccia al bisnonno", esultava il deputato di FdI Andrea Di Giuseppe, eletto nel Nord e Centro America. E i residenti all’estero non si dovranno rivolgere più ai consolati, ma a un ufficio speciale della Farnesina. Tutto bene? No. La Lega, dopo 24 ore di decantazione, ha fatto dietrofront. "Singolare – commenta il deputato veneto Dimitri Coin – che nel governo qualcuno abbia deciso di dare una stretta ai discendenti di chi è emigrato all’estero, in larga parte di origine veneta, lombarda, piemontese o friulana, e quindi di cultura cattolica, ma poi pensi di regalare la cittadinanza a giovani immigrati che spesso sono islamici. Incredibile ci si preoccupi più dei nostri bisnonni: in aula saranno doverosi dei correttivi". Posizione analoga a quella espressa da un altro deputato della Lega, Graziano Pizzimenti.

Il partito di Salvini, dunque, spedisce la palla in campo meloniano, tirando in ballo le critiche sulla riforma dello ius sanguinis espresse dall’eurodeputata di FdI, Elena Donazzan ("Dal centrodestra un errore culturale, hanno sangue italiano, altri ci invadono") confermate poi anche dal leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi: "Il testo va assolutamente migliorato, va cambiato – osserva – in questo caso siamo d’accordo con la Lega". Un commento che spiazza il centrodestra, tanto che l’azzurra Debora Bergamini interviene dichiarando: "Spiace leggere" che "tra i tanti ‘perplessi del giorno dopo’ ci sia anche Lupi". FI, però, tiene il punto. "Nell’iter di conversione tutto si può migliorare – sostiene Raffaele Nevi, portavoce azzurro – ma questa mi pare una norma sacrosanta per mettere fine a truffe e violazioni". Il match si sposta ora in Aula, dove la tenuta della maggioranza sarà sotto la lente.