Micro pensionamento, cos’è il trend lavorativo che piace tanto alla GenZ
“Lavora adesso che poi ti godrai la pensione“, questo il vecchio detto che ha accompagnato generazioni di italiani. Un auspicio ormai non più applicabile per quella dei millennials (i giovani nati a ridosso del Duemila) destinati, con le leggi attuali, ad andare in pensione ad un’età tale (vicina ai 70 anni) che godersi appieno la pensione sarà davvero difficile. Lavoro 11 Febbraio 2024 Giovani e lavoro: stipendi bassi e pensione sempre più lontana I più penalizzati sono gli under 35 fanno fatica a entrare nel mondo del lavoro e, quando lo fanno, hanno… 11 Febbraio 2024 cgil under 35 giovani e lavoro giovani e pensione Guarda ora Pensionamento che risulta una meta sempre più difficile da raggiungere anche per chi ha iniziato a lavorare e a versare contributi da trenta anni o oltre a causa di nuove leggi o aggiornamenti di quelli già esistenti che modificano l’età pensionabile e i requisiti per accedervi. Con l’attuale mercato occupazionale che non permette stabilità, in alcuni casi, anche con un contratto a tempo indeterminato, non sono pochi i giovani che cercano alternative per migliorare il proprio stile di vita, provando a compensare al meglio il lavoro con il benessere personale. Nell’era in cui, per coloro che si affacciano oggi al mondo del lavoro, l’età pensionabile aumenta sempre di più, la GenZ ha deciso di rivoluzionare il concetto di pensione. Foto: Shutterstock I giovani oggi hanno introdotto il micro retirement, ovvero micro pensionamento, un fenomeno che sta spopolando sui social, che consiste nel prendersi delle pause durante la carriera lavorativa e dedicarsi a ciò che più piace, senza dover aspettare la pensione tradizionale. Il micro pensionamento In un mondo del lavoro sempre più frenetico e stressante, i giovani, o meglio la Genz cerca un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata. L’idea del micro retirement nasce nel 2007 dal libro “The 4-Hour Workweek” di Timothy Ferriss, inserendosi perfettamente in quest’ottica. Lavoro 25 Gennaio 2025 Lavoro e pensione: il 92% degli occupati vorrebbe avere più scelta per l’età di pensionamento Compici la crisi demografica e il debito pubblico, il rapporto degli italiani con la pensione sta cambiando 25 Gennaio 2025 pensione Guarda ora

“Lavora adesso che poi ti godrai la pensione“, questo il vecchio detto che ha accompagnato generazioni di italiani. Un auspicio ormai non più applicabile per quella dei millennials (i giovani nati a ridosso del Duemila) destinati, con le leggi attuali, ad andare in pensione ad un’età tale (vicina ai 70 anni) che godersi appieno la pensione sarà davvero difficile.
Pensionamento che risulta una meta sempre più difficile da raggiungere anche per chi ha iniziato a lavorare e a versare contributi da trenta anni o oltre a causa di nuove leggi o aggiornamenti di quelli già esistenti che modificano l’età pensionabile e i requisiti per accedervi.
Con l’attuale mercato occupazionale che non permette stabilità, in alcuni casi, anche con un contratto a tempo indeterminato, non sono pochi i giovani che cercano alternative per migliorare il proprio stile di vita, provando a compensare al meglio il lavoro con il benessere personale.
Nell’era in cui, per coloro che si affacciano oggi al mondo del lavoro, l’età pensionabile aumenta sempre di più, la GenZ ha deciso di rivoluzionare il concetto di pensione.
Foto: Shutterstock
I giovani oggi hanno introdotto il micro retirement, ovvero micro pensionamento, un fenomeno che sta spopolando sui social, che consiste nel prendersi delle pause durante la carriera lavorativa e dedicarsi a ciò che più piace, senza dover aspettare la pensione tradizionale.
Il micro pensionamento
In un mondo del lavoro sempre più frenetico e stressante, i giovani, o meglio la Genz cerca un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata. L’idea del micro retirement nasce nel 2007 dal libro “The 4-Hour Workweek” di Timothy Ferriss, inserendosi perfettamente in quest’ottica.
Si tratta di un vero e proprio stile di vita, un modo per alternare periodi di lavoro a periodi dedicati a se stessi. C’è chi sceglie di viaggiare per un anno intero ogni tre anni di lavoro, chi si dedica a hobby trascurati, chi si impegna nel volontariato. Le possibilità sono infinite.
Come funziona il micro pensionamento
Su TikTok, principalmente, essendo una piattaforma dedicata ai molto giovani, spopola questo nuovo fenomeno e in molti tra gli utenti si chiedono come sia possibile vivere con una pausa dal lavoro. La risposta è semplice: risparmiare. Prima di intraprendere un micro pensionamento, è fondamentale mettere da parte i soldi necessari per mantenersi durante il periodo di pausa.
Attuare questa scelta non è semplice ma tutt’altro che difficile se se ne ha la possibilità. E’ necessaria anzitutto una gestione il più possibile oculata delle proprie finanze personali che si può concretizzare attraverso periodo di elevato risparmio (tra il 50 e l’80% circa) del proprio reddito annuale. Risparmio che può essere affiancato da investimenti in strumenti finanziari che possono garantire una fonte di reddito passiva di cui sarà possibile usufruire anche nel lungo periodo.
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La combinazione tra risparmi e possibili investimenti può garantire un budget e una stabilità finanziaria tale da gestire con relativa tranquillità gli eventuali periodi di pausa del lavoro durante i quali si possono vivere, finalmente, esperienze appaganti a lungo trascurate.
Va da sé, comunque che una prospettiva di micro pensionamento è attuabile prevalentemente in un contesto di lavoro flessibile e non impostato con le modalità tradizionali, le quali tuttavia non precludono periodi di stacco sebbene più limitati nel tempo
La GenZ e il Lavoro
Il fenomeno che spopola sui social è un segnale di come la GenZ stia cambiando il mondo del lavoro.
Secondo uno studio recente, i nati tra il 1996 e il 2012, non hanno intenzione di lavorare in ufficio 8 ore al giorno e il 76% dei giovani vorrebbe essere il capo di sé stesso in futuro.
Come applicare il micro pensionamento
Non mancano gli esempi: come racconta il Guardian, per esempio, Adama Lorna, creator e ingegnere, ha deciso di ritagliarsi un micro retirement ispirandosi al libro di Ferris: “Invece di aspettare fino a 60 o 70 anni per viaggiare e dedicarsi agli hobby, lo si fa mentre si è giovani e quando si hanno energia e salute“.
Il microretirement quindi vuole essere uno stile di vita, più che una fase temporanea: questo vuol dire viaggiare magari per un anno ogni tre di lavoro, oppure dedicarsi a hobby trascurati per lungo tempo.
Cos’è il job hopping
Il fenomeno del micro retirement sembra essere all’inizio in Italia, dove invece si assiste a un fenomeno non molto diverso, quello del job hopping.
A essere interessati sono coloro che non sono soddisfatti del proprio lavoro e che quindi cambiano più volte ruolo o settore all’interno della stessa azienda o in aziende diverse.
I dati del job hopping
Come ha certificato nel 2023 l’Anpal, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, il numero di professionisti che hanno cambiato lavoro almeno due volte in un periodo di 24 mesi è in costante aumento.
Durante il biennio 2015-2016, circa 2,35 milioni di italiani hanno cambiato lavoro più di una volta, ma questo numero è cresciuto del 20% nel biennio 2020-2021, raggiungendo quasi 3 milioni di persone.
Il tasso di occupazione in Italia
A gennaio 2025 il tasso di occupazione nel nostro Paese è arrivato al 62,8% della popolazione totale, in aumento rispetto al mese precedente.
Questa crescita riguarda gli uomini e le donne; i dipendenti e gli autonomi; tutte le classi d’età a eccezione dei 35-49enni.
I dati europei però restano lontani: sul ritardo italiano pesano i bassissimi valori relativi al Mezzogiorno e all’occupazione femminile. In questo contesto hanno un peso rilevante i Millennials e la Gen Z: oggi ci sono in Italia circa 9 milioni i giovani di età compresa tra i 25 e i 35 anni, destinati a essere un terzo della forza lavoro entro il 2030
Una diversa concezione di lavoro
La GenZ e i Millennial hanno opinioni diverse sul lavoro: la Generazione Z dichiara di non essere disposta a vivere per lavorare, né ad accettare sistematici carichi di lavoro straordinario che gli impedisca di avere tempo libero.
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Per molti di loro avere orari flessibili è fondamentale, insieme all’opportunità di poter lavorare da remoto (27%). È importante che l’ambiente di lavoro sia positivo e che possa presentare possibilità di crescita
La durata media di permanenza sul posto di lavoro
Secondo una ricerca di LHH del 2023, la durata media della permanenza in un posto di lavoro varia a seconda dell’età: i Baby Boomer durano 8 anni e 3 mesi; la Gen X 5 anni e 2 mesi; i Millennials 2 anni e 9 mesi e, infine, la GenZ appena 2 anni e 3 mesi.
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