McLaren, la nuova duttilità della MCL39 spaventa
Dopo le qualifiche il team principal della McLaren ha parlato ai microfoni dei media. Oltre la naturale e comprensibile felicità per il risultato ottenuto, l’ex ingegnere di pista della Ferrari ha ribadito un concetto per lui importante. Ci riferiamo allo stupore nel vedere una vettura così tanto competitiva. Niente di meglio si poteva chiedere per […]

Dopo le qualifiche il team principal della McLaren ha parlato ai microfoni dei media. Oltre la naturale e comprensibile felicità per il risultato ottenuto, l’ex ingegnere di pista della Ferrari ha ribadito un concetto per lui importante. Ci riferiamo allo stupore nel vedere una vettura così tanto competitiva. Niente di meglio si poteva chiedere per iniziare la campagna agonistica 2025 nel migliore dei modi. Tra l’altro, a quanto detto, Melbourne non era affatto una pista in cui la squadra pensava di dominare.
Al contrario, almeno sulla carta, parliamo di un layout australiano che avrebbe potuto mettere in difficoltà il team di Woking. E invece no, non è andata affatto così. Questo perché il gruppo di lavoro in fabbrica ha dato il massimo, molto abile a spingere sino all’ultimo giorno per conferire tanta competitività alla monoposto. Conclude, come del resto ha specificato Norris, ricordando che è solo sabato e che bisogna terminare il proprio dovere portando a casa un doppio trionfo. Questo l’obiettivo per domani.
McLaren, la scelta sul carico aerodinamico
La scuderia britannica vanta la vettura di F1 che attualmente possiede il miglior bilanciamento. Idem se parliamo della finestra operativa dell’auto, la più ampia di tutta la categoria. Già nello scorso mondiale, ricorderemo come la MCL39 aveva fatto vedere questa caratteristica, potendo disporre di una duttilità prestazionale incredibile. Parliamo di una caratteristica che rende la monoposto performante all’interno di qualsiasi scenario competitivo. Non è stato facile raggiungere questo target tanto voluto che attualmente sembra ancora più centrato rispetto al passato.
Tra venerdì e sabato, a differenza della Ferrari, la McLaren non è stata in alcun modo condizionata dalle modifiche imposte dalla Pirelli sulle pressioni dell’anteriore: + 1 PSI. Il team ha avuto modo di testare due pacchetti aerodinamici, ieri, dove la maggiore differenza vista consisteva nell’ala posteriore. Le due specifiche differivano nel main plane e nel flap aggiuntivo, che nella versione meno carica è tagliato alle sue estremità, per poi valutare che la versione più carica potesse fornire una guidabilità migliore all’auto.
La MCL39 va forte in rettilineo e in curva
Nel complesso, osservando gli on board della MCL39, la vettura era essenzialmente piantata a terra. La vera differenza rispetto alla SF-25 si nota in curva 4. Lo avevamo accennato ieri, dicendo che l’auto inglese riusciva a portare più velocità nel cambio di direzione suddetto. Il guadagno è stato decisamente più importante in fase di trazione. Nel complesso, lo stesso Stella è rimasto sorpreso, lo abbiamo detto prima, poiché tutto pensava meno che potessero adattarsi cosi bene alla pista di Albert Park.
D’altronde lo avevamo spiegato nella preview. Per il range di rigidezze che adoperano, le sconnessioni potevano creare problemi. Al contrario la bravura nel trovare la corretta messa a punto ha fatto nettamente la differente. In ultima istanza, c’è un aspetto che vale la pena analizzare. Differentemente da quanto succedeva nella giornata di ieri, le due monoposto color papaya non dominano più solo i tratti ad alta velocità di percorrenza, dove grazie all’efficienza aerodinamica (a questo punto lo posiamo dire cancellando i dubbi che ci portavamo dietro dalle prove su pista di Sakhir) volano con alte velocità di punta.
Se osserviamo la grafica in alto, di fatti, noteremo come il guadagno è stato esteso anche nei tratti più guidati. In percorrenza di curva, per essere chiari. Dalla medesima immagine possiamo trarre un’ulteriore conclusione relativa alla Ferrari. Possiamo evidenziare chiaramente, dove la Ferrari SF-25 ha perso tempo prezioso nella sua performance. L’uscita dalla prima chicane, il tratto che da curva 3 porta alla 5 e le pieghe 11 e 12.
Autori e grafici Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: McLaren – F1Tv