Bella ciaspolata al Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè, con il Cervino proprio di fronte

La Gran Becca, magnifica e incombente, riempie lo sguardo in ogni momento della salita. Il dislivello richiede buone gambe, ma giornata rimarrà a lungo impressa nella memoria L'articolo Bella ciaspolata al Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè, con il Cervino proprio di fronte proviene da Montagna.TV.

Mar 28, 2025 - 06:11
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Bella ciaspolata al Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè, con il Cervino proprio di fronte

Muoversi ai piedi del Cervino è sempre un’esperienza suggestiva. Il panorama è grandioso sulla montagna che John Ruskin, uomo di cultura dedito alla scrittura e all’arte, come pittore, restauratore e critico dell’età vittoriana, definì ”the most noble cliff of Europe” (il più nobile scoglio d’Europa). Fu attratto dalla forma perfetta della Gran Becca, come la chiamavano i valligiani, tanto da dipingerlo e anche da ritrarlo in una delle prime fotografie, nel 1849. Ancora oggi, la vista sul Cervino è grandiosa e spettacolare, tanto da oscurare tutte le cime limitrofe, come la turrita Dent d’Hérens e l’elegante barriera delle Grandes Murailles che hanno l’unico torto di ergersi accanto alla Gran Becca.
Il Cervino, in effetti, domina anche la conca di Cervinia con l’alto versante orografico sinistro costellato da impianti per ogni dove. Ma è sufficiente concentrare sguardo e attenzione verso la magica piramide di roccia, lasciandosi alle spalle tutto il resto, anche i palazzi “moderni” e poco alpini di quello che, una volta, era il Breil o Breuil, come lo raccontò lo studioso De Saussure nei suoi scritti:“…è un casale estivo o un complesso di malghe che dipendono dal villaggio di Valtournenche, sito due leghe più in basso, nella valle dello stesso nome”.

L’itinerario

Partenza e arrivo: Breuil-Cervinia (AO)
Dislivello: + 812 m
Tempo di percorrenza: 5.30 ore (a/r)
Difficoltà: medio

Prima di iniziare a salire lungo la via per le falde del Cervino è opportuno consultare il bollettino valanghe. In caso di abbondanti nevicate sono possibili distacchi, sia dal Cervino, sia dalla dorsale delle Grandes Murailles. Da tenere anche presente che, in caso di neve molle e non battuta, la gita si presenta piuttosto lunga e dal dislivello non proprio amichevole. La via di salita ricalca l’ampia mulattiera estiva che, con docili tornanti, consente di superare il dislivello di circa 800 metri. Il segreto per vivere al meglio questa gita è proprio quello di concentrare lo sguardo verso il Cervino che indica la via per il Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè che si trova proprio sotto la magnifica piramide.

Dal parcheggio si cammina in direzione del Cervino sino a cartelli gialli con indicazione lo Riondè (n. 13). Si prosegue, con le Grandes Murailles sulla sinistra, sulla strada asfaltata, in genere coperta di neve, anche a primavera inoltrata. Si giunge quindi a una baita sino ad una sbarra. Si cammina sino alla Cappella degli Alpini (2145 m). Si prosegue sulla principale, in genere visibile, sino agli alpeggi di Crot de Palet,continuando in falsopiano sino ad una cascata, in genere ghiacciata, oltre la quale spicca la cima del Cervino. Superato il salto d’acqua, si sale ripidamente sino all’alpeggio di Mont de l’Eura (2550 m). Ancora un tratto in salita e si giunge al Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè (2802 m; chiuso in inverno), proprio sotto il Cervino e con bella vista anche sulle Grandes Murailles, sul Plateu Rosa e sul gruppo del Breithorn. Bella anche la vista sul Ghiacciaio di Cherillon. La discesa si svolge sull’itinerario di salita. Con sci, ma anche con le ciaspole, sono numerose le possibilità di tagliare lungo i pendii.

La Croce di Carrel

Poco oltre il rifugio, a 2950 metri verso il Cervino, c’è una lapide, con una croce, a memoria del grande alpinista Jean Antoine Carrel, primo salitore del Cervino, dal versante italiano. Salì il Cervino 51 volte, portando in vetta molti clienti.

Morì eroicamente, per sfinimento, portando in salvo il portatore Carlo Gorret e il suo cliente, il musicista Leone Sinigaglia, durante una tempesta, onorando sino all’ultimo il suo impegno e il suo ruolo di guida. Il percorso, in estate, è piuttosto semplice, ma è sconsigliato in inverno, divenendo salita alpinistica con necessità di attrezzatura adeguata (piccozza e ramponi).  


Come arrivare

Seguire la A5 fino a Châtillon/Saint-Vincent. Da qui si continua per 28 chilometri sulla strada regionale che conduce a Cervinia. Entrando nell’abitato si trova una rotonda, dove si svolta a sinistra, si costeggia la pista di fondo, per continuare sulla principale. Si ignora l’ingesso dell’isola pedonale per muoversi a sinistra per circa 30 metri. Si devia ancora a sinistra sino al parcheggio dove si può iniziare l’escursione.

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